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(16 Novembre 2007)

Qui a Viareggio abbiamo, come Direttore dell'Inps, una persona molto competente e disponibile: il dr. Giancarlo Iannella che dedica tutto se stesso al suo non facile lavoro, non solo durante l'orario canonico, ma anche a casa. Ne è dimostrazione l'articolo da lui scritto, notte tempo, e pubblicato sul sito Viareggino www.viareggiok.it

Ne voglio riportare, integralmente, il testo:

"L'intervento della Dr.ssa Tassinari della Cgil-Filcams, riguardante la vicenda Kirby e ,più in generale, la tematica dei lavoratori cosidetti a progetto, merita un'attenta riflessione. L'istituzione dei cosiddetti lavoratori parasubordinati (anno 1996) fu,inizialmente,dettata dall'esigenza di dare copertura contributiva alle attività svolte dal popolo delle partite Iva (consulenti, professionisti). Successivamente la cronica ed avvilente incapacità dello Stato di procedere ad una vera politica del lavoro, ha condotto ad un ampliamento abnorme della categoria dei co-co-co ricomprendendo nella stessa una platea indiscriminata di lavoratori precedentemente in nero e dopo coperti, seppur parzialmente,da garanzie contributive. La materia è complessa ed investe dinamiche di politica sociale molto delicate. Occorre con chiarezza dire due cose : 1) la quasi totalità dei contratti ora detti a progetto (i vecchi co.co.co.) e, ancor di più, dei rapporti di associazione in partecipazione cela,di fatto, un rapporto di lavoro subordinato a tutti gli effetti; 2) i vari Governi succedutisi negli anni dal 1996 in poi hanno,di fatto,avallato questa situazione per fronteggiare il dilagare del lavoro nero. Col tempo, all'iniziale assenza di tutela per il popolo dei co.co.co.si è cercato di porre rimedio mediante l'ampliamento degli istituti previdenziali (maternità-alcune forme di malattia,trattamenti pensionistici). Resta, a mio giudizio, il fallimento della funzione di controllo che tutti gli organi della pubblica amministrazione preposti al rispetto delle regole dovrebbero assicurare. E'una sorta di resa obbligata posta la pochezza di risorse tutt'oggi destinate all'esercizio dell'attività ispettiva. A ciò si deve sommare la vergognosa tendenza di tanti datori di lavoro (aziende e privati) a sfruttare il lavoro di giovani bisognosi di lavoro e guadagno. L'individuazione di ogni singolo caso di sfruttamento del lavoro altrui e la conseguente adozione delle sanzioni previste dalla legge costituisce un,sia pur minimo, successo ed un segnale di attenzione per tanti giovani. Ben vengano,quindi,interventi come quello segnalato dalla Dr.ssa Tassinari il cui impatto potrà essere ampliato se,come posso garantire per l'Istituto che rappresento,attuato in sinergia con gli enti preposti ai controlli. Grazie.
Dr.Gian-Carlo Iannella Direttore Inps Viareggio"

Avendo letto l'articolo ho provveduto a inviare personalmente il mio grazie al Direttore dell'Inps in via privata, dalla mia email, ma intendo rendere pubblico questo mio ringraziamento, non per atto dovuto, ma per dare un messaggio positivo al vasto mondo di lettori on line:

"Preg.mo dott. Giancarlo Iannella, La ringrazio dell'articolo su Viareggiok. Renderò pubblico questo mio ringraziamento, vista l'estrema importanza della sua riflessione, che va al di là della realtà viareggina o lucchese. investendo, purtroppo, un'Italia intera, intere generazioni di giovani e meno giovani il cui futuro, ma anche presente, è ai limiti di un baratro dal quale dobbiamo fare in modo di allontanarci. Grata per aver citato la mia persona e fiera del Suo apprezzamento nei miei confronti e nei confronti del mio operato, mi auguro che le sinergie di cui ha fatto cenno siano nel brevissimo tempo attuate per affrontare insieme un cammino che ci porti alla soluzione della drammatica situzione del mondo del lavoro. Per fare questo c'è bisogno di persone come Lei.
Letizia Tassinari"

Di Funzionari come il dott Giancarlo Iannella ce ne vorrebbero tanti. Persone che "senza reticenze burocratiche" si rendano disponibili non solo a dire la propria opinione ma a lottare per "contrastare, nei limiti delle proprie forze, questa forma di inciviltà"

Letizia Tassinari

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