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    Regione Lombardia: i confederali svendono la liquidazione dei lavoratori

    (13 Giugno 2009)

    MENTRE VI SCRIVIAMO, I SINDACATI CONFEDERALI (CGIL-CISL-UIL) STANNO APPROVANDO LA SVENDITA DELLA NOSTRA INTEGRAZIONE ALLA LIQUIDAZIONE!
    Ricevuta ieri pomeriggio una delega in bianco, dopo una “discussione approfondita” durata 20 minuti, con l’assenso dei loro “amici di merende” all’interno della RSU, si accingono a firmare la proposta dell’amministrazione.

    DI COSA SI TRATTA?
    > La legge regionale 38/81 prevedeva di integrare con fondi regionali la magra liquidazione dei dipendenti regionali, riducendo almeno in parte la differenza con quella dei lavoratori privati. Si tratta di una cifra calcolata in base all’ultimo stipendio, pari per un C3 a circa 260 euro per anno di anzianità, per chi si pensionasse oggi (ovvero, 9.000 euro per 35 anni di anzianità).

    > Nel maggio 2000, sulla base di una tendenziosa interpretazione di una norma nazionale, la Regione ha abrogato la legge, rifiutandosi di pagare il pregresso a chi andava in pensione. Diversi colleghi hanno fatto ricorso, appoggiati anche dal Sindacato autonomo, riuscendo a vincere nel massimo grado di giudizio, vedendosi riconosciuto il diritto a questi importi, considerati salario differito. L’importo, calcolato in base all’ultima retribuzione, dovrà essere corrisposto ai ricorrenti limitatamente agli anni di anzianità fino al maggio 2000.

    > Diverse piattaforme contrattuali approvate dalla RSU e dai lavoratori hanno chiesto, da anni, il ripristino di questo beneficio, riconoscendolo a tutti anche per gli anni di servizio successivi al 2000.

    COSA STA SUCCEDENDO?

    > Nonostante gli sforzi della minoranza RSU (Autonomo, SLAI Cobas, SdL Intercategoriale, Diccap) di bloccare la svendita, i confederali hanno tirato dritto, approvando ieri una piattaforma senza limiti alla riduzione degli importi già dovuti (vedi qui> Collegamento), nonostante i malumori fra i loro stessi delegati, visto che 4 su 19 hanno votato a favore di una riduzione massima del 10% per chi sceglie il pagamento immediato degli importi.

    > Ora si apprestano a firmare la proposta dell’amministrazione che è un furto nei nostri confronti:

    - niente per gli anni dopo il 2000;
    - per chi è in servizio e chiede il pagamento immediato, riduzione del 25% delle somme dovute, calcolate sulla base degli stipendi 2000 (circa 90 euro per anno di anzianità), dai quali detrarre gli “interessi” per gli anni di servizio rimanenti. Cioè, non ci pagano gli interessi sui nostri soldi dal 2000, mentre li pretendono da noi per l’”anticipo”!
    - per chi non chiede l’anticipo, restano solo le vie legali per ottenere il maltolto.

    Pregiudicando, inoltre, anche la posizione dei colleghi trasferiti o delegati in questi anni (SPAFA, CFP, Fitosanitario, ecc.) e tutti i dipendenti del Sistema allargato, neanche invitati in trattativa.

    PERCHE’?

    > Cgil – Cisl – Uil sono diventati strumenti collaterali alle amministrazioni e direttamente cointeressati ad usare questi soldi per far partire la “previdenza integrativa”: fondi deficitari, che perdono ogni anno circa la metà della rivalutazione rispetto a quella del TFS, ma consentono ai loro burocrati di avere diverse poltrone e poltroncine nei consigli di amministrazione!

    GIU’ LE MANI DALLE NOSTRE LIQUIDAZIONI

    Non restiamo inerti a lamentarci davanti alla macchina del caffè anche di fronte a questo sopruso!
    Non firmiamo nessuna delega per l’anticipo dei soldi!
    Costituiamo un comitato di lotta!

    A breve terremo un’assemblea generale per discutere della legge 38 e costruire insieme una piattaforma per il contratto integrativo!

    NEL FRATTEMPO, CONTINUATE A INVIARE E-MAIL AI DELEGATI RSU:
    “GIU’ LE MANI DALLE NOSTRE LIQUIDAZIONI! Nessuna riduzione degli importi dovuti in base alla legge 38/81! Ripristino integrale dei benefici previsti da quella legge!”

    I delegati RSU
    SLAI Cobas
    Regione Lombardia

    Fonte

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