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Porto Marghera, i lavoratori Vinyls salgono sui camini del Petrolchimico

(25 Novembre 2010)

anteprima dell'articolo originale pubblicato in www.dirittidistorti.it

Scritto da Valentina Valentini
Giovedì 25 Novembre 2010 14:31
Le proteste dei lavoratori che rischiano il posto diventano sempre più estreme e disperate, oggi dieci operai chimici della Vinyls sono saliti su uno dei camini del Petrolchimico di Porto Marghera mentre altri colleghi si trovano sull'arco della Polimeri Europa, ribattezzato ponte “Bossì”. La protesta si è scatenata dopo il nulla di fatto dell’incontro, tenutosi ieri, fra il Ministro dello Sviluppo economico, Paolo Romani, ed i commissari di Vinyls in amministrazione straordinaria.
Per mesi abbiamo sentito parlare della Vinyls, dell’Eni e delle sue responsabilità, di che cos’è il ciclo del cloro e dell’industria chimica. Tutto ciò grazie ai cassintegrati Vinyls che hanno occupato il carcere dell’Asinara, dando il via alla prima lotta operaia mediatica, che si è guadagnata gli onori della cronaca, i riflettori della televisione e l’attenzione del web. Ormai non si parla più neanche di loro ma la situazione non è affatto cambiata, i circa 500 lavoratori impiegati nei tre siti della Vinyls di Porto Torres, Porto Marghera e Ravenna non sanno ancora quale sarà il proprio futuro lavorativo. Purtroppo il lavoro che non c’è, che si perde, i lavoratori in cassintegrazione non fanno più notizia, per questo i dipendenti Vinyls dell’impianto veneziano hanno deciso di salire su una torre di 45 metri per far sentire la propria voce.
''Vogliamo far capire – dichiara uno dei lavoratori sulla torre - che in Italia non si parla più di lavoro. I lavoratori, quelli che si alzano presto la mattina e tornano a casa a sera dalla fabbrica, non fanno più notizia. Così siamo obbligati a queste forme di protesta'' . Hanno portato coperte, sacchi a pelo, viveri, insomma si preparano a stare lì parecchio, fino a che non si avranno notizie certe sul futuro dell’azienda. I lavoratori del Petrolchimico denunciano l’immobilismo del Governo e chiedono che vengano al più presto esaminate le proposte di acquisizione della Vinyls. Dopo la fuga, in parte da addebitare all’atteggiamento del Governo e di Eni, sostengono gli operai, di Sartor e Ramko, l’ultima offerta rimasta in campo per la Vinyls è quella della multinazionale svizzera Gita. I lavoratori Vinyls temono che i tempi della trattativa si prolunghino troppo (l’offerta vincolante di Gita scade il 30 novembre) e che si arrivi ancora una volta ad un nulla di fatto, vedendo così concretizzarsi sempre di più il rischio della definitiva chiusura dello stabilimento di Porto Marghera e la perdita del lavoro per tutti i dipendenti.

Valentina Valentini

DirittiDistorti

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