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(22 Ottobre 2011) Enzo Apicella

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(Il nuovo ordine mondiale è guerra)

I cannoni francesi tuonano di nuovo ad Abidjan

(9 Aprile 2011)

anteprima dell'articolo originale pubblicato in www.webalice.it/mario.gangarossa

Con tutta l’arroganza coloniale, senza neppure nascondersi dietro una « risoluzione » dell’ONU, l’esercito francese bombarda le posizioni di Gbagbo nella capitale economica della Costa d’Avorio.

Quale crimine ha dunque commesso Gbagbo agli occhi di questi signori e signore dell’Eliseo e del Medef? (L’organizzazione del padronato francese) E’ un dittatore? Ha fatto più brogli del suo rivale Ouattara ? A questa stregua, i tiranni come Sassou il sanguinario (Congo) o bébé Bongo (Gabon) non godrebbero tranquillamente dei loro conti in banca, delle ville e appartamenti nelle grandi capitali occidentali!

Ma questi conoscono le regole: il petrolio a Total, l'uranio ad Areva, il legname e i porti a Bolloré, i cantieri a Bouygues, con le dovute eccezioni d’obbligo per poter recitare la commedia della “concorrenza libera e non falsata” in Francafrica.

Quando vincono le « elezioni », tutto è perfetto al Quai d'Orsay : sono legno con cui si fanno i Ouattara, questo buon allievo degli apostoli dello sfruttamento "civilizzato" dell'Africa che siedono al Fmi (di cui Ouattara fu segretario generale aggiunto). Gbagbo non vale certo di più, ma è indocile. Ed è un crimine di leso imperialismo in un paese economicamente decisivo nell’Africa dell’Ovest. Eletto nel 1999 contro ogni previsione, Gbagbo era stato protetto per i suoi agganci col PS, i cui dignitari non disdegnavano del resto Abidjan by night.

Dopo che Chirac fu rieletto nel 2002 con un risultato da far ingelosire i presidenti africani, si organizzò un colpo di stato. Ma fallì nel sud, e Gbagbo, avvisato, fece persino liquidare preventivamente il beneficiario putativo... Il paese si trovò tagliato in due, e, di colpo, cominciò ad imperversare la propaganda « etnicista ». Nel 2004 Gbagbo lanciò una grande offensiva per riconquistare il Nord... L'esercito francese, che sostava sulla linea del fronte, allora intervenne per spezzare questa offensiva. Il pretesto? Una bomba lasciata cadere su un accampamento dell’operazione Licorne (unicorno) – ma il suo corno è un naso di Pinocchio: quando, qualche mese dopo, il governo Chirac ebbe tra le sue mani i mercenari autori del golpe, scelse di farli fuggire...

Questo intervento francese per mantenere la divisione del paese provocò allora manifestazioni ad Abidjan. La soldatesca tricolore aprì il fuoco, come in un paese conquistato, facendo morti e feriti a centinaia. Con gli applausi dell’ “opposizione” in Francia, imbevuta essa pure di questa pratica coloniale che è alla radice delle nostre repubbliche del dopoguerra. Da allora, Gbagbo ha avuto un bel mostrare di aver le carte in regola, offrendo i contratti a chi di dovere (dunque, non ai cinesi), di accordo in accordo, di negoziato in negoziato, la rete della Francafrica era rinchiusa. Fino a queste “elezioni” in cui tutti hanno barato – ma al termine delle quali le grandi potenze hanno tutte “riconosciuto” lo stesso vincitore, i cui tratti sono loro familiari. Con questo sostegno Ouattara e i suoi giannizzeri hanno lanciato un’offensiva militare, con i prevedibili crimini di guerra.

Intervenendo per vibrare il colpo di grazia, l’esercito francese mette la sua firma sotto il delitto: i primi responsabili della situazione conosciuta dalla Costa d’Avorio dal 2002 sono all’Eliseo, a Matignon, al Quai d'Orsay, e i loro mandanti sono quei gruppi industriali e finanziari che fanno man bassa delle ricchezze africane. Chiunque, oggi, al PS o al FG, appoggia o tace, non merita che il più profondo disprezzo. E se ancora una volta i capi dei sindacati organizzano l’immobilismo... sia onta incancellabile su di essi. Perché la Francafrica è la base più profonda, più importante, più lucrosa, di tutto il marciume reazionario nella metropoli, il cui concentrato è il clan del Fouquet's. E l’invito che deve essere fatto alle truppe francese stazionate in Africa lo si deve fare alla maniera tunisina: "sgombra"!

7 aprile 2011

traduzione di Michele Basso

un compagno francese

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