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Come il gatto col topo

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(24 Marzo 2010) Enzo Apicella
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(Palestina occupata)

Il PFLP annuncia il ritorno alle riunioni del Comitato Esecutivo

(8 Giugno 2011)

anteprima dell'articolo originale pubblicato in www.pflp.ps

Il 23 maggio 20011, il Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina ha annunciato in una conferenza stampa a Ramallah la sua decisione di riprendere la partecipazione alle riunioni del Comitato esecutivo dell’Organizzazione per la Liberazione della Palestina. Il Fronte aveva bloccato la sua partecipazione a tali riunioni per protesta contro la dipendenza di Abu Mazen e delle altre leadership dell’OLP dai “negoziati” e dal cosiddetto “processo di pace”.

Il PFLP ha annunciato che la decisione di tornare al Comitato Esecutivo è stata presa alla luce del processo di riunificazione nella scena politica palestinese, che ha incluso il rigetto dei negoziati, e l'analisi dello sviluppo delle rivoluzioni popolari arabe e del loro grande potenziale di potente e positivi impatto sulla direzione politica palestinese.

Inoltre, ha affermato il PFLP, alla luce dell'imminente strutturazione della riconciliazione nazionale, inclusa la ricostruzione di una OLP unitaria e che includa tutte le organizzazioni palestinesi e un nuovo e democratico Consiglio Nazionale Palestinese in Palestina e in esilio sulla base della rappresentazione proporzionale, è importante focalizzarsi le energie del nostro popolo in tutti i luoghi sulla strategia politica di lotta.

Il comunicato si è concluso affermando che la decisione è stata presa per spronare ad avanzare verso un rifiuto nazionale palestinese e un vero confronto con l’occupante e i suoi alleati chiave e partner strategici, gli Stati Uniti, e verso un netto rifiuto del cosiddetto “processo di pace” sotto l’autorità statunitense, notando come sia un obiettivo israeliano e statunitense quello di promuovere le divisioni all’interno del movimento palestinese, e ridurre così il nostro movimento di liberazione nazionale ad una nominale autonomia amministrativa o “auto-governo” a cui viene dato il l’ingannevole nome di “Stato”, in offerta come merce di scambio tra le nostre rivendicazioni dei diritti nazionali e storici del nostro popolo, incluse le questioni fondamentali – il diritto al ritorno dei profughi palestinesi nelle loro terre che sono stati costretti a lasciare – e la richiesta di “riconoscimento di Israele come stato ebraico”, in spregio ai diritti nazionali del nostro popolo. Il comunicato del PFLP si è concluso affermando che la sua partecipazione all’interno del Comitato Esecutivo era resa necessaria al fine di lavorare per impedire ogni movimento politico verso la direzione degli assurdi negoziati sotto l’autorità statunitense e lavorare per voltare pagina sulle divisioni interne.

Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina

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