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Spagna. Gli indignados riempiono le piazze e mobilitano i barrios: 'Sciopero generale subito!'

(20 Giugno 2011)

anteprima dell'articolo originale pubblicato in www.radiocittaperta.it

Spagna. Gli indignados riempiono le piazze e mobilitano i barrios: 'Sciopero generale subito!'

foto: www.radiocittaperta.it

20-06-2011/12:30 --- Una marea di indignados d’ogni età si é riversata ieri per le strade delle città dello Stato Spagnolo: 200 mila a Madrid, 100 mila a Barcellona, 20 mila a Valencia e poi Granada, Bilbao e Malaga per denunciare i tagli ai salari e allo stato sociale dal governo socialista, per protestare contro la corruzione e il dominio delle banche e chiedere democrazia reale.
I manifestanti hanno chiesto ai sindacati statali, considerati a ragione troppo vicini al governo e quindi poco inclini alla protesta, di proclamare un immediato e vero sciopero generale.
Nella capitale ben 6 i cortei partiti in mattinata da diverse zone della città per confluire nella centrale Plaza de Neptuno, a due passi da un Congresso dei Deputati blindato dalla polizia. “Questa crisi non é la nostra, non la paghiamo'' e ''Non siamo merci nelle mani di politici e banchieri'' gridavano i manifestanti, tra gli altri slogan.
La protesta si fa sempre più radicale e diffusa man mano che la situazione socio-economica peggiora. Nel paese la disoccupazione ha raggiunto quota 21%, al 45% fra i giovani sotto i 35 anni, un milione di famiglie non ha più alcun tipo di reddito o di introito. E dopo avere negato per due anni l'esistenza della crisi, il governo di Zapatero ora ha deciso tagli draconiani ai salari, ai sussidi, al welfare e l’innalzamento dell’età pensionabile, oltre che una stretta sulla democrazia nei luoghi di lavoro.
''Le banche e i governi che hanno favorito questa situazione devono sapere che non siamo d'accordo con le misure e i giri di vite che sono stati decisi, e che siamo determinati a farci sentire'', chiarisce la piattaforma 'Spanishrevolution' indicando l'Islanda come l'esempio da seguire; i cittadini islandesi per referendum si sono rifiutati di pagare i debiti accumulati dalle loro banche. "Tutte le strade portano all’Islanda", uno degli slogan più gridati ieri.
A Barcellona la grande manifestazione è partita da Plaza de Catalunya ed è arrivata a Plaza de Palau, nei pressi del Parlamento catalano. Tutte le manifestazioni spagnole confermano che il fenomeno indignados non è più un fenomeno giovanile. Tanti i 40-50enni, i pensionati, le famiglie con i bambini: ''Siamo la gente indignata, eravamo silenziosi, ma ascoltavamo, osservavamo, aspettando il momento di unirci'', spiegano. ''Oggi chiamiamo alla 'Globalrevolution'. Invitiamo all’occupazione pacifica delle piazze pubbliche e alla creazione di spazi di incontro, di dibattito e di riflessione. E' nostro dovere recuperare lo spazio pubblico e decidere insieme che mondo vogliamo''.
L'assemblea generale alla Puerta del Sol ha convocato una concentrazione notturna per domani 21 giugno alla Camera dei Deputati in vista della discussione sulla riforma dei contratti collettivi di lavoro ed anche per protestare contro il Patto sull'Euro che verrà discusso il 23 e 24 giugno a Bruxelles. L'Assemblea dei quartieri di Madrid ha annunciato che a luglio continueranno le mobilitazioni, inizia oggi la 'Marcia popolare indignata' che, toccando 29 città, terminerà il 23 luglio a Madrid con una manifestazione nazionale. E intanto i sondaggi indicano che quasi l'80% della popolazione spagnola simpatizza con le ragioni della rivolta che ha preso alla sprovvista i vertici della politica.

Grazia Orsati, Radio Città Aperta

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