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Sulle cariche di polizia di sabato 5 giugno a Padova

una lettera ai giornali dalla segreteria del PRC

(7 Giugno 2004)

Sono passato casualmente in Piazza delle Erbe poco dopo i fatti di sabato. Vi ho incontrato vigili che deviavano il traffico, colonne di auto e camionette della Polizia parcheggiate sui due lati della strada, un plotone di poliziotti in tenuta antisommossa e tantissima gente incredula tra i banchi della verdura, ancora tutti aperti. C'erano inservienti delle bancarelle che piangevano, gente che andava a bagnarsi ai bar e alle fontane. Mi sono chiesto che cosa potesse essere successo per giustificare quella situazione surreale in una città alla vigilia del voto. Domenica ho letto sui giornali un bilancio in termini di feriti e fermati che mi pare pesantissimo e sproporzionato.

MI chiedo: è mai possibile che un tale schieramento di polizia non sia riuscito a contenere pacificamente una manifestazione, pur non autorizzata, di un centinaio di ragazzi? E' possibile che la scelta migliore fosse quella di attuare ben due cariche in mezzo ad un mercato affollato di migliaia di ignari passanti? Quale tremenda minaccia rappresentavano quei giovani con il loro stereo da giustificare un'azione così simile a un fatto accaduto nello stesso luogo qualche anno fa, conclusosi tragicamente con la morte di un anziano travolto dal parapiglia? Questo comportamento delle forze dell'ordine mi sembra in contrasto con quello duttile ed intelligente che ha garantito negli utlimi anni lo svolgersi pacifico in città di tante manifestazioni, anche non autorizzate.

E' impossibile non vedere un legame tra questi fatti e una competizione elettorale che sta deragliando in un preoccupante clima di tensione. L'inaccettabile gesto di vandalismo compiuto contro la sede del comitato elettorale del Sindaco, che condanniamo senza mezzi termini, non può essere l'occasione per colpire un'intera area di giovani che, piaccia o no, è parte della realtà sociale e politica di questa città. E non può essere il pretesto per mettere in scena un'atmosfera di guerra nel centro della città.

E' evidente che la destra sta soffiando sul fuoco, incapace com'è di giustificare agli occhi dei cittadini un quinquennio di gestione fallimentare della città.

Già domenica nelle cassette delle lettere dei padovani è arrivato un foglio fatto di un disgustoso collage di titoli scandalistici dei giornali, che vorrebbe accusare i partiti del centrosinistra di essere fiancheggiatori di chissà quale violenza, un foglio che non reca nè firma né luogo di stampa.

Voglio lanciare un appello a 360°.

Ai responsabili delle forze dell'ordine voglio ricordare che il loro compito è di garantire un clima sereno per la competizione elettorale, anche e a maggior ragione in presenza di problemi. I fatti di ieri, quale che sia la dinamica dell'accaduto, vanno nella direzione opposta e rappresentano oggettivamente un contributo a chi sta cercando di creare un clima di tensione.

Ai giovani del Gramigna voglio rivolgere un invito a riflettere se davvero in questo modo pensano di allargare la simpatia attorno alle loro iniziative, dato che, oggettivamente, stanno favorendo la campagna elettorale della destra.
Davvero vi è indifferente avere o meno altri 5 anni di un'amministrazione di questo tipo?

Ai compagni ed amici della coalizione di centrosinistra chiedo di non cadere nella trappola del centrodestra, che vorrebbe indurci ad inseguirli su un terreno securitario che non ci appartiene.
Mi rivolgo infine ai cittadini per ricordare loro che la sig.ra Destro è ancora il Sindaco di Padova e che le Piazze militarizzate che abbiamo visto ieri appartengono in toto alla visione e alla prassi di questo centrodestra. Per non vedere più scene del genere occorre cambiare.

Paolo Michelini
Segreteria Provinciale di Rifondazione Comunista

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