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Gli USA lasciano Falluja

Gli USA lasciano Falluja

(16 Dicembre 2011) Enzo Apicella

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Hollande non va alla guerra per gli interessi del popolo del Mali, ma per i trust francesi

(20 Gennaio 2013)

Editoriale del bollettino di fabbrica "l’Etincelle" pubblicato dalla frazione di minoranza di Lutte Ouvrière - 14 gennaio 2013 (Traduzione di Michele Basso)

Tutte le menzogne ci sono servite per giustificare la guerra in cui Hollande si è appena impegnato in Mali.

Un' operazione preparata da qualche mese con l'invio di quadri militari in zona da agosto e l'avviamento di materiale e di aerei nelle basi francesi dei paesi vicini.

Certo, le bande armate islamiste, che hanno preso il controllo del nord del Mali, vi esercitano il saccheggio e la dittatura sulle popolazioni. Ma erano veramente a due passi dal conquistare Bamako? Il fatto che l'esercito francese abbia lanciato, contemporaneamente a questa operazione, un raid in Somalia per cercare di liberare un agente dei servizi segreti francese tenuto in ostaggio da 3 anni, dimostra che il calendario era fissato in anticipo. Hollande sapeva che con la sua offensiva nel Nord Mali rischiava la vita degli ostaggi francesi prigionieri nella regione; avrebbe gradito un'aureola di liberatore di ostaggi, almeno in Somalia. Fiasco : l’ostaggio è morto.

Ma la menzogna più grande è pretendere che l'intervento francese ha per scopo di salvare il popolo del Mali

La Francia s'impegna in Mali per perpetuare la sua manomissione sul paese e la sua posizione dominante nei paesi dell'Africa occidentale e centrale: per il cotone, l'oro, la legna... e l'uranio di cui Areva sfrutta i giacimenti del vicino Niger e una società francese esplora i giacimenti del Mali.

Questa guerra, che ha fatto fin dall'inizio vittime civili, potrebbe rivelarsi lunga, distruggere il paese più di quanto sia già. Si giudichi sulla base di ciò che ha apportato la guerra di Libia: un paese oggi in rovina, diviso, in cui regnano bande armate rivali, dominate in gran parte da estremisti religiosi simili a quelli che si vantano di combattere in Mali.

Ci hanno mostrato alla televisione manifestazioni di gioia a Bamako di abitanti che sperano che finiscano la divisione del paese, la rovina dell'economia, la penuria, l'esplosione dei prezzi e l'esodo della popolazione. Si possono comprendere le loro speranze, le loro illusioni. Ma hanno omesso di mostrarci la manifestazione di venerdì scorso, il giorno stesso dell'inizio della guerra, nelle vie della stessa città di Bamako, di quelli che dicevano NO all'intervento straniero. Erano meno numerosi, ma più diffidenti.

Il governo francese non ha preso la direzione di questa guerra per gli interessi del popolo del Mali. La situazione catastrofica del Mali è in gran parte opera della Francia, che ne sfrutta da così grande tempo le ricchezze. Pur concedendosi il lusso di fare, innanzitutto,lavorare qui gli immigrati del Mali nei lavori più duri, senza documenti e senza diritti.

No all'intervento militare francese

Convergences Révolutionnaires

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