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(30 Maggio 2012) Enzo Apicella

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Crisi, e la banda dei quattro si inventa lo sciopericchio corporativo tra padroni e lavoratori

(12 Aprile 2013)

“Una posizione comune tra le associazioni imprenditoriali e quelle sindacali per avere almeno un’agenda delle emergenze da affrontare''. Susanna Camusso in una intervista a ‘La Stampa’ precisa il taglio dell’accordo, che molti vogliono far passare come il nuovo patto sociale, tra sindacati e imprese che con molta probabilità sarà annunciato domani a Torino. Sentendo le versioni degli altri leader sindacali, e dello stesso presidente di Confindustria Squinzi, ne viene fuori un quadro non certamente organico, ma tant’è. Confindustria tira per un patto tombale su flessibilità e costo del lavoro, senza lasciar intentata una manovra che porti a casa il più possibile del modello Marchionne e dell’articolo 8 del ministro Sacconi, mentre la Cisl vuole un punto di riferimento che dia una svolta all’entrata dei lavoratori nei Cda delle aziende. C’è poi da tener conto del Governo che, a prescindere dalla formula con la quale prenderà vita, andrà a colpire i diritti consolidati sia nel settore privato che in quello pubblico. Del resto, il governatore della Bce Mario Draghi l’ha ripetuto fino a sgolarsi, l’unica direzione da intraprendere per lui sono le cosiddette riforme strutturali.
Quella che si profila sarà l’ennesima carnevalata senza mordente e ad uso e consumo dei “Tg” di prima serata, magari uno sciopericchio con tanto di benedizione imprenditoriale e “simbolico” nella durata, come sottolinea il leader della Cisl Luigi Angeletti. A Vicenza l’altro giorno un imprenditore si è addirittura incatenato ai cancelli della sua azienda in solidarietà con i lavoratori che protestavano contro. ''Il senso di responsabilita' delle parti sociali non e' mai stato tanto elevato e concorde'', dice il leader degli industriali Squinzi. Aziende ''in difficolta''', imprese e lavoratori schiacciati da ''tasse eccessive'', la situazione ''e' irrespirabile'': per questo imprenditori e lavoratori devono stare dalla stessa parte, dice il segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni, che guardando all'opportunita' offerta dal convegno di Torino auspica che ''si possa dare una sveglia al Paese attraverso un'alleanza vera e propria tra noi e gli imprenditori''. Parole che seguono quelle di ieri del leader della Uil, Luigi Angeletti: ''Stiamo pensando ad un'iniziativa innovativa in accordo con le imprese. Pensiamo simbolicamente di fermare il Paese, bloccare tutto. Dobbiamo convincere tutti a partecipare a questo atto simbolico''.

Camusso che domani sara' con i colleghi di Cisl e Uil al convegno di Confindustria, individua nel fisco un punto fermo importante. ''C'e' di sicuro un terreno di discussione e un'urgenza di oggi e' fare qualcosa per il lavoro, quindi anche per le imprese, - dice - per frenare quella che appare una vera e propria slavina sociale di fronte alla quale non viene posto alcun ostacolo. Se non si ferma l'avvitamento dell'economia diventa difficile immaginare un orizzonte''.

Fabio Sebastiani - controlacrisi.org

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