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Salvate la Sanità

Salvate la Sanità

(28 Novembre 2012) Enzo Apicella
Secondo Monti il sistema sanitario nazionale è a rischio se non si trovano nuove risorse

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…e “NON CHIAMATELI TAGLI”?!

(23 Giugno 2013)

Continuano a tagliarci posti letto, promettendoci in cambio fantascientifici servizi di territorio: Hub, Spoke, Ospedali di Comunità, Unità riabilitative e Hospice.
Il nuovo DG dell’Asl 12 Veneziana Dal Ben promuove progetti di riorganizzazione dei Pronto Soccorso che - allungando ulteriormente i tempi d’attesa per l’utenza ed aggravando di fatto il carico di lavoro degli Operatori Socio Sanitari - si rivelano dispendiose operazioni di pura immagine.
In un assordante silenzio delle forze politiche ed istituzionali di destra e di sinistra, stanno di fatto demolendo il Sistema Sanitario Pubblico, al fine di favorire la LIBERALIZZAZIONE della SANITA’!

Non è sufficiente l’attuale cronicizzazione di mancanza di posti letto nel nostro territorio? Non basta l’ENORME DEBITO che gli abitanti della citta’ di Venezia si trovano a dover pagare - non certo per loro scelta - alle Banche che hanno sottoscritto i contratti di finanziamento dei Project financing per la costruzione dell’Ospedale dell’Angelo di Mestre e per la ristrutturazione dell’Ospedale S.S. Giovanni e Paolo di Venezia?
Non c’è limite allo scadimento delle prestazioni, all’esternalizzazioni dei servizi ed alla distruzione delle condizioni di lavoro dei lavoratori del settore della sanità???

Per la Regione Veneto non dovremmo chiamarli “TAGLI”: …ma negli ospedali, entro il 2015, verranno eliminati 1227 posti letto

Quello che si vuole arrivare a privatizzare è proprio la remunerazione della prestazione sanitaria, che non dovrebbe più essere a carico dello Stato ma di un soggetto terzo con il quale il singolo cittadino contratterebbe i livelli di assistenza.
I “Fondi Sanitari Integrativi” se resi obbligatori, ad esempio, garantirebbero alle Assicurazioni un enorme bacino da cui attingere profitto a tutto scapito dei lavoratori che si troveranno costretti ad ingrassare i guadagni di queste grandi finanziarie per usufruire di un servizio sanitario che giorno dopo giorno viene smantellato.

Il nuovo DG dell’Asl 12 Dal Ben non teme gli ulteriori tagli di posti letto.

A fronte di una perdita di ben 162 posti letto nelle corsie ospedaliere dell’Asl 12 (dei quali 84 all’Ospedale Civile di Venezia, 22 all’Ospedale dell’Angelo di Mestre e 40 presso il Policlinico San Marco), Dal Ben afferma sicuro che “il paziente avrà la risposta giusta nel tempo giusto dal territorio”.

COBAS Sanità esprime invece tutta la sua preoccupazione riguardo questo rapido declino del Sistema sanitario veneto. La nostra Regione era infatti in vetta alle classifiche nazionali sulla qualità delle cure sino agli anni ’80.
Ma ad oggi un taglio di oltre il 50% dei posti letto non è stato compensato da nuovi servizi di medicina sul territorio, non ha portato alla liberazione di alcuna risorsa, anzi sono aumentati i costi medi per ricovero e per posto letto.
Ad una riduzione progressiva e consistente delle prestazioni, che sono servizi alla persona, si è realizzato un aumento della spesa complessiva. I servizi alle aziende, appalti, consulenze, convenzioni, rimangono pressoché invariati e determinano una parte consistente della spesa sanitaria.
Vengono toccati solo quando esplodono le inchieste giudiziarie per corruzione.

La riduzione delle possibilità di accesso alle prestazioni diviene strumento della RIDUZIONE della domanda sanitaria dei cittadini

È un processo subdolo che viene messo in atto attraverso varie misure. Già da ora viene calcolato che 9 mln di cittadini non hanno libero accesso alle cure (CENSIS).
Le liste di attesa infinite ed i ticket sono una prima barriera che selezionano tra coloro che attendono o rinunciano e coloro che hanno la possibilità economica di diversificare verso il privato: nell’Asl 12 Veneziana in tre anni le prestazioni sono scese di 144 mila (da il Corriere della Sera 7 aprile 2013).

I tagli non sono compatibili con la sopravvivenza del Sistema Sanitario.

Anche il blocco del turn over del personale sta contribuendo alla devastazione dei servizi, in alcuni territori chiudono strutture sanitarie per la mancanza di operatori.
Paradossali e particolarmente vergognosi, quindi, i 43 licenziamenti del personale del Policlinico San Marco, con gli Ospedali dell’Asl 12 al collasso per le carenze d’organico, a partire dalla realtà del Pronto Soccorso dell’Ospedale dell’Angelo.
Vergognosi anche a fronte del continuo sperpero di denaro pubblico.
E’ proprio di questi giorni la notizia dei 300mila euro spesi dalle Asl venete per spazi televisivi e quella dell’aumento dei primariati al Civile di Venezia, scelta che appare inconciliabile con la prevista contrazione dei posti letto.

NO alla rinuncia al diritto alla salute! NO allo smantellamento del Sistema Sanitario Nazionale Pubblico!
Per la difesa dello stato sociale e della Sanità pubblica condizioni di LAVORO dignitose e Contratto Nazionale per TUTTI gli operatori della Sanità.

COBAS Sanità Venezia

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