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(5 Marzo 2011) Enzo Apicella
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13/07 - COMANDANTE MÁRQUEZ: L'ESTREMA DESTRA CHE NON HA POTUTO VINCERE LA GUERRA, ORA VUOLE IMPEDIRE LA PACE!

(15 Luglio 2013)

comarquez













Lo scorso 12 luglio il Comandante Iván Márquez, integrante della delegazione di Pace delle FARC-EP all'Avana, ha rilasciato una breve intervista nella quale risponde al governo, che, supportato dalla grancassa dei grandi media, aveva dichiarato che non avrebbero permesso alle FARC-EP “di fare la rivoluzione al tavolo dei Dialoghi”.
Il Comandante insorgente ha chiarito che la guerriglia “non sta implementando una


rivoluzione per decreto”, ribadendo però che non si tratta “di un reinserimento della guerriglia all'interno del sistema politico vigente, senza alcun cambiamento che sia effettivamente favorevole alla grande alla grande maggioranza delle persone. Senza cambio istituzionale non ci sarà una pace stabile e duratura”, ha affermato.
“L'instaurazione della vera democrazia, la riforma politica, giudiziaria, del sistema elettorale, il controllo dei cittadini sugli organi di controllo, la sanità, la giustizia sociale, la sovranità sono temi indispensabili in una discussione che si proponga di porre fine al conflitto”.
Ai settori che affermano che le proposte portate al Tavolo dall'insorgenza sono fuori dal contesto dell'agenda concordata, Iván Márquez risponde che “attraverso una tabella comparativa consegnata recentemente ai mezzi di comunicazione, abbiamo dimostrato in modo irrefutabile che le 10 proposte minime per la democratizzazione reale, la giustizia sociale e la riconciliazione nazionale […] sono pienamente in sintonia con lo spirito e la lettera degli Accordi dell'Avana”; il riferimento è in particolare alla proposta, presentata dalle FARC e stigmatizzata dal governo, di convocare una Costituente “per stabilire la vera democrazia, approvare o disapprovare l'eventuale accordo, dirimere i dissensi e, soprattutto, contornare di legittimità e sicurezza giuridica il trattato di pace”.
Come segnalato anche dal Comandante Márquez in conclusione dell'intervista, il campo oligarchico è oggi diviso in due: da una parte l'estrema destra uribista che, incapace di vincere la guerra a ferro e fuoco, vuole oggi impedire a tutti i costi la Pace, nella speranza che una situazione di conflitto impedisca o rimandi il giudizio sui crimini di lesa umanità e terrorismo di Stato da essa perpetrati; dall'altra il presidente Santos e i suoi sodali, che lanciano ridicoli ultimatum sulla tempistica (come se fosse possibile terminare a scadenza un conflitto che dura da più di cinquant'anni) e, mentre affermano di volere la pace, proseguono la loro guerra contro il popolo, massacrando i contadini nel Catatumbo.

Associazione Nazionale Nuova Colombia

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