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Romeo e Giulietta: una storia araba

(25 Novembre 2013)

Huda al-Niran ha sfidato la moralità dell'Arabia Saudita per stare con il suo amore yemenita. Scappata dalla sua famiglia e dal Regno, rischia l'estradizione. E persino la morte

romeoyem

dalla redazione

Roma, 25 novembre, 2013, Nena News - Lei è saudita, lui yemenita. La sua famiglia le ha proibito di sposare l'uomo, ma lei ha attraversato di nascosto la frontiera per stare con lui. E ora affronta un processo per immigrazione illegale a Sana'a, da cui potrebbe essere espulsa. La storia in salsa shakespeariana di Huda al-Niran, 22 anni, e Arafat Mohammad Tahar, 25, sta commuovendo l'intero paese. Tanto che un centinaio di yemeniti, sia uomini che donne, hanno manifestato ieri davanti al tribunale di Sana'a indossando bandane che recano scritto 'Siamo tutti Huda e Arafat'.

Il 3 ottobre scorso, i due giovani sono stati fermati al posto di frontiera di al-Tuwal e portati negli uffici dell'Autorità dell'Immigrazione a Sana'a, dopo che la famiglia della ragazza aveva denunciato che tre uomini yemeniti l'avevano portata via. Arafat è stato trasferito in un centro detentivo, in attesa di subire un processo per favoreggiamento dell'immigrazione illegale. Huda, accusata di immigrazione illegale, rischia di essere espulsa e rimandata dalla famiglia in Arabia Saudita: "è in pericolo di vita", secondo Human Rights Watch, dato che la ragazza è stata già picchiata più volte dai familiari.

A sostenere l'istanza della giovane saudita e premere perché ottenga asilo politico a Sana'a è stato anche il ministero per i Diritti Umani, che ha inoltrato all'UNHCR una lettera della ragazza perché venga assistita nella richiesta d'asilo. Ma il ministero dell'Interno, su pressione di Riyadh, ha negato all'UNHCR di intervistare Huda: l'iter per la domanda di asilo politico, come ha confermato un funzionario dell'UNHCR è iniziato pochi giorni fa, un mese e mezzo dopo la richiesta della ragazza. E la seduta è stata rinviata al 1 dicembre, dopo la decisione dell'Alto Commissariato per i Diritti Umani.

In aula, Huda ha rifiutato di essere rappresentata da un legale fornitole dall'ambasciata saudita, che avrebbe fatto di tutto per farla estradare. Ha invece accettato un avvocato scelto dall'ong yemenita 'Hood', il quale spera in un risvolto positivo della faccenda: "Questo - ha dichiarato il legale Abdel Rakib al-Qadi - è un caso umanitario, e non deve scatenare tensioni tra i due paesi". Sana'a ha già ricevuto pressioni da Riyadh perché rimandi a casa la ragazza.

Un rigido sistema discriminatorio di tutela maschile attanaglia sia l'Arabia Saudita che lo Yemen, trasformando le donne in minori giuridici e impendendo loro di ottenere passaporti, viaggiare all'estero o sposarsi solo con il consenso di un tutore maschile legale. Come ricorda Human Rights Watch, le donne che in Arabia Saudita hanno osato sfidare i rigidi codici di moralità o di tutela hanno in alcuni casi subito violenze - dalle percosse a torture e omicidio - da membri maschili della famiglia. Sia gli uomini che le donne possono affrontare dei procedimenti penali per 'disobbedienza ai genitori'. E una nuova legge che criminalizza l'abuso domestico approvata in Arabia Saudita non fornisce alcun dettaglio sui nuovi "meccanismi specifici" che garantiscono indagini rapide per accuse di abusi da parte delle famiglie.

Nena News

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