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Documento contro la discriminazione alle persone gay/lesbiche/transgender

approvato dal congresso provinciale di rifondazione comunista di verona

(30 Marzo 2002)

Al congresso provinciale di RC (Verona 23/03/02), i due delegati del Circolo Pink, Gianni Zardini e Roberto Aere, hanno presentano un ordine del giorno per l'affermazione dei diritti di cittadinanza delle persone omosessuali, l'ordine del giorno è stato approvato a larghissima maggioranza.

Il documento è stato redatto insieme con altri gruppi omosessuali italiani che a loro volta lo hanno presentato nei vari congressi che RC sta facendo in tutta Italia. Il documento verrà portato al prossimo congresso Nazionale di Rifondazione Comunista che si terrà a Rimini dal 4 a 7 Aprile 2002.

Siamo Molto soddisfatti/e di questo risultato, che arriva dopo un lungo e positivo rapporto che il Circolo Pink ha intrapreso da anni con RC, unica forza politica veronese ad aver appoggiato senza veti e paure le battaglie che il Pink ha fatto in questi ultimi anni a Verona.

Di seguito l'ordine del giorno approvato.

Ordine del giorno.

Il contributo di lesbiche, gay, bisessuali e trans/gender al Congresso del Partito della Rifondazione Comunista. 1. Il Partito della Rifondazione Comunista ritiene le rivendicazioni del movimento lesbico, gay, bisessuale e trans/gender istanze fondamentali per la liberazione degli uomini e delle donne, e per la realizzazione di una società più giusta. Tali rivendicazioni non riguardano soltanto i diritti di una minoranza, e non costituiscono soltanto una richiesta di piena realizzazione del principio dell'uguaglianza giuridica di tutti i cittadini e di tutte le cittadine: esse contengono potenzialità di rinnovamento delle relazioni umane, di messa in discussione dei ruoli sessuali e dell'identità di genere, di liberazione da un condizionamento dei comportamenti che in una società maschilista coinvolge tutti ? uomini e donne, omosessuali, bisessuali, trans/gender ed eterosessuali ? addestrando le sessualità, limitando le affettività, impoverendo le capacità relazionali.

In Italia, in anni di assenza di altri movimenti sociali e politici, le richieste del movimento lesbico, gay, bisessuale e trans/gender hanno assunto il ruolo di una battaglia ideale che, con la manifestazione del 2000 nella Roma del giubileo, ha riaffermato con forza il principio della laicità dello Stato e il pieno diritto dei cittadini a manifestare liberamente nelle strade e nelle piazze del Paese. Oggi tali lotte si uniscono a quelle contro le politiche neoliberiste della globalizzazione capitalistica, e le arricchiscono, ponendo in primo piano la questione della felicità e della realizzazione personale come scopo di ogni battaglia per i diritti umani e di cittadinanza.

È compito dei comunisti e delle comuniste che fanno parte del movimento lesbico, gay, bisessuale e trans/gender, promuoverne la collaborazione con altri movimenti e con il Partito della Rifondazione Comunista, in vista di una trasformazione complessiva della società, e opporsi a chi vuole fare delle rivendicazioni dei diritti civili una battaglia di lobby.

È compito dell'intero Partito della Rifondazione Comunista, contro l'attacco del governo Berlusconi ai diritti delle donne, degli immigrati, dei lavoratori, assumere pienamente nel proprio programma anche le richieste delle lesbiche, dei gay, dei bisessuali e dei trans/gender ? soggetti ancora discriminati ed emarginati nella società italiana, e particolarmente deboli nel mondo del lavoro ? e promuovere una politica di opposizione al governo che sia al tempo stesso un rilancio dell'iniziativa politica nell'ambito dei diritti e delle libertà vere.

2. Il trattato di Amsterdam, approvato il 17 giugno 1997, chiede agli stati dell'Unione Europea di attuare gli interventi legislativi necessari per combattere ogni tipo di discriminazione.

La Carta dei diritti, approvata a Nizza il 7 dicembre 2000, ribadisce il principio dell'uguaglianza giuridica di tutti i cittadini e di tutte le cittadine, e il diritto di tutti a non essere discriminati in base a scelte personali e a non essere licenziati senza giusta causa. Le risoluzioni del parlamento europeo datate 8 febbraio 1994 e 17 settembre 1998 danno disposizioni per l'equiparazione di trattamento giuridico di tutte le cittadine e di tutti i cittadini europei, indipendentemente dal loro orientamento sessuale e dall'identità di genere.

Il 13 ottobre 1999 il parlamento francese ha dato seguito a queste direttive europee approvando una legge sui PACS (Patti Civili di Solidarietà), mentre in Italia i DS e le altre forze democratiche di centro-sinistra, durante gli anni del governo ulivista, hanno completamente disatteso gli impegni presi in più occasioni con il movimento lesbico, gay, bisessuale e trans/gender, rinunciando anche a questa fondamentale battaglia di civiltà in nome dell'alleanza con i partiti cattolici.

Oggi il Partito della Rifondazione Comunista deve farsi promotore di un'opposizione al governo Berlusconi che passi anche attraverso la ripresa di questa battaglia politica e culturale. Occorre contribuire e partecipare alla iniziative e alle manifestazioni del movimento lesbico gay e trans/gender, e promuovere l'incontro e il confronto tra i comunisti e le comuniste attivi in tale movimento.

Occorre rilanciare le proposte di legge che giacciono in Parlamento in materia di Unioni Affettive (dette anche Unioni di Fatto/Unioni Civili/Patti di Convivenza), di lotta alla discriminazione motivata dall'orientamento sessuale e dall'identità di genere (atto Senato S303 del 25 giugno 2001, primo firmatario Luigi Malabarba; atto Camera C715 del 12 giugno 2001, prima firmataria Titti de Simone), d'introduzione dell'educazione alla sessualità nelle scuole (atto Camera C1023 del 17 maggio 1996, primo firmatario Nichi Vendola); occorre contrastare ogni messa in discussione del diritto di autodeterminazione delle donne in ambito riproduttivo, e promuovere discussioni e iniziative volte all'approvazione di una legge più equa in materia di riproduzione assistita, che riconosca pienamente il diritto alla gravidanza anche per le donne lesbiche e per le donne singole.

3. Il Consiglio dell'Unione Europea nel 2000 ha approvato la Direttiva 2000/78/CE che prevede strumenti per la tutela dei diritti di lavoratori e lavoratrici, fra cui il rovesciamento dell'onere della prova nel processo giudiziario e l'introduzione, negli ordinamenti nazionali, di disposizioni atte a proteggere i lavoratori e le lavoratrici dal licenziamento e da altri atti discriminatori a causa di condizioni e convinzioni personali, età, disabilità, orientamento sessuale, ecc. Il governo Berlusconi, invece, con l'attacco sistematico delle garanzie a tutela dei lavoratori ed in particolare dell'art. 18 dello Statuto dei lavoratori, si muove nella direzione opposta.

In difesa di tutti i lavoratori e le lavoratrici, e tenendo conto in particolare che la discriminazione verso le persone omosessuali e trans/gender agisce anche e soprattutto sui luoghi di lavoro, il partito deve impegnarsi non solo per la difesa dell'art. 18 (che tutela il lavoratore solo nel caso di licenziamento), ma anche per la difesa di tutte le garanzie contenute nello Statuto dei lavoratori, nonché per l'allargamento di questi diritti alle categorie dei lavoratori atipici (collaboratori, interinali, a tempo determinato, soci lavoratori di cooperative), che le leggi volute dai governi di centro sinistra hanno creato con diritti inferiori a quelli degli altri lavoratori contribuendo in a minare l'unità e il potere contrattuale della classe lavoratrice.

per il Circolo Pink Gianni Zardini

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