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Messina, breve storia delle favelas cittadine: il 28/09 assemblea pubblica

(19 Settembre 2018)

Breve storia delle favelas messinesi

dal terremoto ad oggi e la corsa allo sbaraccamento...

Favelas, baracche, terremoti e bombardamenti!

messina, baracche

Terremoto del 1908, segue piano regolatore generale del 1911 che stravolge le particelle e permette l’acquisizione al 90% delle aree del Centro Storico agli Enti Statali, al Vaticano e all’Aristocrazia Cittadina.

Conseguentemente si passa alle casette post terremoto nei quartieri suburbani a 5 - 10 km dal centro storico, dove viene emarginato il proletariato sopravvissuto al terremoto e ai bombardamenti.

Le favelas crescono attorno alle casette post terremoto sia a nord che a sud del centro storico.

Dodici mila addetti FS trovano casa tra Viale Europa e Provinciale.

INCIS: Case per impiegati dello Stato, trovano collocazione tra Piazza Cairoli e Torrente Zaera.

GESCAL: Case per insegnanti e altre categorie di impiegati, versano contributi congelati e mai utilizzati per oltre 50 anni.

La Città, prima concentrata tra Torrente Zaera e Torrente Boccetta, si trasforma in Metropoli con oltre 10 quartieri suburbani.

Provinciale è già periferia e il proletariato deportato ai margini, è privo di ogni servizio.

In 110 anni, le favelas sono state utilizzate come merce di scambio e di consensi elettorali.

Pertanto non possiamo che approvare l’intento del Sindaco, ma ciò che ci preoccupa e ci insospettisce, è proprio la corsa allo sbaraccamento, soprattutto dopo le dichiarazioni del Presidente della neonata A.Ris.Me Marcello Scurria, il quale, pochi giorni fa ipotizzava un PIANO B, che a nostro avviso non è altro che un rimescolare di proposte e soluzioni precedenti, già scartate.

In virtù del fatto che “la confusione ed il panico regnano sovrani sotto questo cielo” riteniamo necessario che ogni abitante delle baraccopoli abbia gli strumenti critici per vigilare su tutto il processo di sbaraccamento che sarà avviato da fine Settembre a fine Dicembre 2018.

Questa corsa allo sbaraccamento in preda all’emergenza, rischia di perdere di vista la finalità nobile dell’obiettivo, ovvero, il benessere dei cittadini che vivono nelle baraccopoli.

VI ASPETTIAMO

VENERDI 28 SETTEMBRE ORE 17.30 ALLA CONFERENZA

“SULLA BREVE STORIA DELLE FAVELAS MESSINESI E LA CORSA ALLO SBARACCACCAMENTO!”

APERITIVO E DIBATTITO CRITICO

PRESSO LA SEDE DEL SI COBAS

IN VIA CESARE BATTISTI n.191- MESSINA

INFO. 3287373898


Ma entriamo nel merito della questione: questa corsa allo sbaraccamento, che finora ha seminato solo panico, a chi giova?

Ci troviamo d’accordo sulla requisizione temporanea degli immobili sfitti dei privati, purchè sia seguita da un crono-programma che garantisca l’assegnazione di una casa popolare definitiva.

Potremmo essere anche d’accordo sulla soluzione di lavori socialmente utili per chi non ha reddito per pagare un canone di locazione, purchè non si tratti solamente di un baratto amministrativo, ma che avvii un seguito lavorativo dignitoso ed efficace per il sostentamento di nuclei familiari e soggetti indigenti.

Inoltre desta preoccupazione l’esigenza di un” Bando piu’ snello” per l’acquisizione di immobili, in quanto, sempre in preda all’emergenza per la natura urgente dell’ordinanza mirata alla dichiarazione dello stato di emergenza, si rischia che non ci siano garanzie nonchè tutela nella scelta e nell’assegnazione degli alloggi.

Contrariamente a quanto dice M. Scurria, il rischio è proprio quello di acquistare “CATAPECCHIE” a prezzi esosi, e magari anche dai soliti noti.

Ci opporremo fermamente a tutte le soluzioni precarie che prevedono strutture alberghiere e ipotesi di affitto, in quanto il rischio che si corre quando delle istituzioni stipulano questo tipo di accordi con i privati, è principalmente sperpero di denaro pubblico a fondo perduto, che non serve a nessuno, se non ai privati stessi.

Come è già successo in passato agli alluvionati di Giampilieri e alle Comunità Rom, in cui gli accordi tra Istituzione e Privati, hanno concepito canoni di locazione gonfiati coperti per un periodo, che di conseguenza avrebbero prodotto famiglie di morosi incolpevoli destinati allo sfratto.

Così come troviamo precaria la Carica di Cateno De luca da Sindaco del Comune e della Città Metropolitana di Messina, il quale minaccia dimissioni quasi ogni settimana, così da tenere sotto ricatto sia il Consiglio Comunale che la Città stessa, approfittando del fatto che contemporaneamente è Deputato Regionale, Carica a cui non ha rinunciato perchè lo stipendio da Deputato Regionale equivale al doppio rispetto a quello da Sindaco.

Non possiamo escludere l’ipotesi che il Sindaco prima o poi si dimetta davvero.

Troppe sono le motivazioni del suo stato precario, tra tutte, anche la tegola giudiziaria che pende sulla sua testa, e che nei prossimi mesi potrebbe precipitare.

PERTANTO, PRIMA DI PROCEDERE ALLO SGOMBERO ANCHE DI UN SOLO NUCLEO FAMILIARE, ACCERTIAMOCI DI RICEVERE GARANZIE SOLIDE E PERMANENTI.

FRONTE POPOLARE AUTORGANIZZATO – SI COBAS MESSINA

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