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Violenza sulle donne

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(27 Febbraio 2011) Enzo Apicella

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Sul rinnovo del CCNL delle Cooperative Sociali

(12 Febbraio 2024)

Si cobas sanità e...

Il lavoro delle Cooperative sociali si inquadra in un processo di concentrazione e centralizzazione del capitale. Nel settore si riproducono tutte le caratteristiche tipiche della gestione capitalistica che mette in ombra ogni considerazione e premessa di carattere sociale.
Il mutualismo e l’assistenza alle persone disagiate, la missione sociale, che fu il primo carattere storico del movimento cooperativo, viene sostituita dalla logica della concorrenza. Vince chi produce più profitti. Il “mercato” dei servizi sociali non sfugge a questa dinamica stringente ed ogni normativa è studiata per favorire questo processo.
L’articolo 77 tratta degli Accordi di Gradualità. Si parte dal piagnisteo sulla crisi che attraversa il Paese, crisi che pesa sulla sostenibilità dei servizi e sui bilanci degli Enti Locali. Ma crisi e concorrenza, in realtà, sono un tutt’uno. È la competizione che marginalizza le aziende più deboli e rafforza quelle con più capitali, ed è su questo terreno che si produce la selezione di quelle che sopravvivranno.

Si dovrebbe parlare, a ragion veduta, di crisi dei profitti per le piccole e medie cooperative e di lauti profitti per le super cooperative e consorzi. Questo apre uno scenario di inglobamenti degli assetti precari e su tutto si afferma la finanziarizzazione del settore, con l’ingresso di vere e proprie multinazionali.

La preoccupazione dei sindacati di regime, che stanno firmando questo contratto, non è la tutela dei lavoratori ma delle imprese. A fronte di modesti incrementi retributivi a favore dei lavoratori ci si preoccupa dell’impatto che questi producono sulle cooperative.

Prontamente è iniziato il pianto greco sui costi insostenibili, tanto da non poter rispettare la esigibilità del contratto.
In soccorso delle anime piangenti arrivano gli “Accordi di Gradualità” che servono a vanificare i vantaggi retributivi annunciati, con la previsione di dilazioni nei pagamenti, applicazioni parziali, esenzioni e gradualità di riallineamento al contratto.

La vigilanza sull’esigibilità del contratto è affidata ad un “Osservatorio Paritetico Nazionale, che equivale ad affidare la sorveglianza delle pecore al lupo.
Questo metodo dei sindacati confederali dimostra plasticamente come non sia affatto retorico definirli sindacati del padronato.
Questa filosofia si riverbera su tutti gli istituti contrattuali e contraddice premesse teoriche e promesse che ci si attrezza a non mantenere.

Più correttamente si dovrebbe parlare di aggiornamento del contratto precedente e non di nuovo contratto che prevede innovazioni che andiamo ad analizzare negli articoli più rilevanti.
Il contratto decorre dal 01.01.2023 e scade il 31.12.2025.

Art. 47 - Nuovi profili professionali nell’area dei servizi agricoli e cimiteriali. Viene specificata la figura dell’“educatore professionale socio pedagogico”. A far data dal 1° gennaio 2025, i D1 vengono inquadrati con incremento retributivo chiamato “elemento temporaneo aggiuntivo mensile pari a 41€ ulteriormente incrementato dal 1° settembre 2025 di 41€. L’eventuale passaggio in D2 nel 2026 comporta la perdita dell’elemento temporaneo aggiuntivo. In busta figura come ETDR Educatore. Stesso inquadramento vale per gli “educatori dei servizi educativi per l’infanzia”.

Art. 25 - Lavoro a tempo determinato. In deroga al codice dei contratti (DLgs 81.2015 art. 19 e 20), la durata è elevata da 24 a 36 mesi. Per le persone svantaggiate fino a 40 mesi. Per assumere altri lavoratori a tempo determinato, le cooperative dovranno aver stabilizzato almeno il 25% degli effettivi che superano i 24 mesi. per le persone svantaggiate fino a 40 mesi. Altra deroga peggiorativa è l’elevazione al 30% dei tempi determinati sul totale dei lavoratori. Le ipotesi di contratti “acausali” può creare criticità per le attività educative, l’assistenza domiciliare e i servizi di accoglienza e inclusione di immigrati.
Art. 49bis - Nuovo articolo. Dal 1° gennaio i dipendenti maturano la quattordicesima mensilità: verrà messa in pagamento nel mese di giugno e avrà un valore pari alla metà della retribuzione mensile, a differenza di quanto avviene nel privato, dove la mensilità è intera. Questo è uno sconto al padronato che si aggiunge ai super sconti che matureranno con deroghe, dilazioni e pagamenti fatti a pizzichi e bocconi, mai per intero ma in tranches successive. Tutto legittimo e legale, lo prevedono gli “accordi di gradualità”!
Art. 63 - Maternità. Le cooperative integreranno il trattamento a carico dell’INPS solo per il periodo di astensione obbligatoria: due mesi prima del parto e tre dopo o, in alternativa, un mese prima e quattro dopo. Il trattamento economico è al 100%. I congedi parentali sono confermati e seguono quanto prevede il TU.
Art. 57 -. Reperibilità con obbligo di residenza nei servizi residenziali continuativi. L’orario di lavoro notturno con vincolo di residenza va dalle 22.00 alle 24.00 e dalle 7.00 alle 9.00. Ogni notte passata nelle strutture è a tutti gli effetti orario di servizio retribuito, indipendentemente dall’attivazione di eventuali chiamate di intervento. Oltre alla retribuzione normale viene corrisposta una indennità fissa mensile pari a 77,47 € .
Per ciascuna notte con 7 ore di reperibilità notturna (dalle 24.00 alle 07.00) spetta un’ulteriore indennità pari a 20 € per notte.
Art. 83 - Tempi di vestizione e svestizione: vanno considerati come orario di lavoro effettivo. La Cassazione si è espressa in modo favorevole e la norma entra in vigore con questo contratto. Tutto l’armamentario di servizio e la sua manutenzione e pulizia è a carico delle aziende.
Art. 87 - Assistenza sanitaria integrativa. Già dal 2010-2012 venne introdotto nelle cooperativa sociali l’istituto contrattuale dell’assistenza sanitaria integrativa che prevedeva da parte delle aziende un contributo pari a 5 €. Mensili. Dal 1° gennaio 2025 viene incrementato di un ulteriore contributo di 5€ mensili.
Il welfare aziendale essendo tassato meno, crea l'incentivo per datori di lavoro a corrispondere quote di salario sotto forma di benefit. Questa fuga padronale dalla fiscalità generale va a depotenziare di conseguenza il Servizio Sanitario Nazionale. Più di una paternalistica tutela è uno studio di contabilità concertato con il commercialista per pagare meno tasse.
Il solito Comitato Misto Paritetico Nazionale promuoverà piani sanitari articolati e diversificati. Sarà la fiera di bonus e benefit.
Il risparmio per le aziende è evidente ma in questo modo si allarga il solco tra lavoratori con un lavoro stabile e lavoratori intermittenti, part-time, disoccupati.
È la chiusura di un circolo, una regressione di specie. Ci si associava, e solidarizzava mutuamente, si costruivano cooperative di lavoro e di acquisto; oggi, purtroppo il termine cooperativa entra a far parte degli ossimori.
Questi in sintesi sono le innovazioni più salienti da cogliere. È più che evidente che i contratti, e questo contratto in particolare, non è una “tavola della legge” a cui affidarsi per esigerne la corretta applicazione. Molto ci sarà da combattere per evitare che ci rubino fino all’ultimo straccio di miglioramenti reali o presunti.

SI COBAS SANITA' e FUNZIONE PUBBLICA

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