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    Solidarietà alla coordinatrice Slai Cobas Margherita Calderazzi

    (20 Ottobre 2018)

    solidarietà margherita calderazzi

    Solidarietà alla coordinatrice dello SLAI COBAS Per il sindacato di Classe Margherita Calderazzi, condannata dalla Corte di Appello di Taranto alla pena di un mese da scontare agli arresti domiciliari, in merito alla sua attività di organizzazione e direzione delle lotte dei disoccupati del 2010.

    Si tratta dell'ennesimo, grave attacco al movimento proletario: alle sue organizzazioni e ai suoi organizzatori.

    Oggi pù che mai, organizzare le lotte é una necessità per i lavoratori e le lavoratrici, occupati e disoccupati, italiani e immigrati: controllare e reprimere tali lotte é allora il compito principale assegnato dai padroni agli apparati statali - in primis forze dell'ordine, magistratura e sindacati padronali - e ai loro servi.

    Daltronde, da sempre lo Stato s'é dimostrato null'altro che un comitato d'affari: al servizio del capitale e degli interessi della borghesia, per più e meglio sfruttare la classe lavoratrice.

    Per rispondere alla pericolosa, continua minaccia che i capitalisti e il loro Stato costituiscono per gli interessi e il movimento dei proletari in generale, e degli operai in particolare, bisogna usare le armi della solidarietà e della lotta.

    Come S.I. COBAS, conosciamo purtroppo bene il metodo padronale di provocazione e attacco alle lotte: innanzitutto ai loro protagonisti e ai loro coordinatori.

    Oltre alle denunce e ai fogli di via ricevuti da centinaia di operai autorganizzati che hanno partecipato a picchetti di sciopero, o cortei manifestazioni e presidi (non ultimi, i 5 licenziati FCA di Pomigliano), ricordiamo soprattutto il caso del teorema poliziesco-giudiziario montato ad hoc e rabbiosamente scagliato contro il nostro coordinatore nazionale Aldo Milani, nel 2017: un teorema falso e odioso, cui abbiamo risposto subito unitariamente e combattivamente, con la lotta nei luoghi di lavoro e dal carcere di Modena.

    Lotta che naturalmente non si ferma, rafforzandosi nei magazzini e nelle fabbriche contro le manovre di procure e questure, e ormai capace di raggiungere fin il cuore delle città, dalla provincia ai capoluoghi: infatti, pur essendo miseramente crollato l'intero impianto accusatorio verso Aldo, contro di lui affannosamente lo Stato sta continuando un processo farsa nella Modena delle cooperative "modello" che in realtà per aumentare il profitto sfruttano senza pietà la forza lavoro, specialmente quella immigrata.

    Per tali fatti e dato il lavoro comune svolto insieme allo SLAI COBAS in questi anni, evidentemente la nostra solidarietà a Margerita non é formale: il prossimo 27 ottobre, a Roma, al corteo internazionalista contro sfruttamento, razzismo e repressione, a migliaia e migliaia protesteremo - come operai, come proletari - anche per lei; nonché per tutte quelle compagne, tutti quei compagni infamamente colpiti da simili rabbiosi proveddimenti.

    Provvedimenti appunto destinati - testardamente benché inutilmente - a colpire non solo le persone ma soprattutto le lotte che - dal lavoro alla casa, dalle grandi opere all'ambiente, dalla scuola alla salute - giorno e notte stanno coraggiosamente, inesorabilmente spingendo allo scoppio le troppe contraddizioni insanabili del capitalismo in crisi, per svegliare e unire tutti gli sfruttati e tutte le sfruttate in un fronte di classe organizzato e combattivo, che abbatta finalmente il dominio mortale del capitale sulla vita.

    Nessuna denuncia, nessun arresto ci fermerà: chi tocca uno tocca tutti... alla lotta!

    Vogliamo superare questo sistema di schiavitù dell'uomo sull'uomo e dell'uomo sulla natura: solidarietà a Margherita e allo SLAI COBAS, la lotta di classe né si arresta né si processa!

    S.I. COBAS nazionale

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