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(14 Novembre 2010) Enzo Apicella

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PER LA SINISTRA D'ALTERNATIVA

(1 Dicembre 2018)

1) E’ necessario che finalmente tutti si prenda atto del fatto che la sinistra alternativa in Italia, in questo momento, è in deficit di strutturazione e di capacità di rappresentanza politica e che occorre una nuova soggettività. Alcune ipotesi, come quella di Potere al Popolo e di Dema sono in piedi ma è necessario principiare il discorso senza riserve pregiudiziali. Questo discorso dell’inadeguatezza riguarda in particolare i partiti ancora presenti quale frutto della liquidazione del PCI e del tormento percorso di Rifondazione Comunista;
2) Serve un più di presenza politica organizzata e non uno scivolamento verso scimmiottamenti “civici” e /o movimentisti, magari alimentati dal punto di vista del quadro delle relazioni politiche dall’uso del web come strumento decisionale;
3) Di conseguenza al punto due: deve essere evitato ogni accostamento imitatorio rispetto al movimento 5 stelle. Tenendo conto che proprio quel movimento ha finito con l’aprire la strada alla peggiore destra che l’Italia ha conosciuto negli ultimi tristi tempi;Le "tensioni" verso sinistra che sembrano palesarsi in quel movimento debbono essere raccolte in un dialogo che stia dentro ad un progetto di ricostruzione complessiva;
4) E’ necessaria la rappresentanza del lavoro, quello vero e vivo: il grande negletto di questi tempi e non soltanto la rappresentanza delle contraddizioni post - materialiste;
5) Sarebbe bene che le forze politiche (penso alle recenti esperienze sia sul versante di LeU, sia su quello di PaP) aprissero tra loro un dibattito aperto non nascondendosi dietro a infingimenti di tipo “civico” o di “rappresentanza delle lotte”. I responsabili politici, negli organismi dirigenti deve essere espressa la responsabilità di esprimere con chiarezza le posizioni.
6) Le esperienze passate ci dicono che dimostrare di affidarsi a un eccesso di personalizzazione, addirittura sul piano dell’intestazione della lista, sarebbe del tutto sbagliato;
7) E’ necessaria una franca discussione intorno alla problematica centrale delle prossime elezioni riguardante i riferimenti europei che l’eventuale lista sarà chiamata ad assumere;
8) Occorre anche discutere d’identità e del patrimonio storico del movimento operaio italiano.

Franco Astengo

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