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Nazismo e Comunismo pari sono. Così il parlamento europeo ricostruisce una storia funzionale al neoliberismo (Parte Prima)

(24 Settembre 2019)

I parlamentari europei esprimendo i loro interessi ideologici e politici, superficialità e grassa ignoranza, approvano una risoluzione che equipara Nazismo e Comunismo.

parlamento europeo ignoranza 4

I Parlamentari europei del PD, dimentichi delle peculiarità italiane, votano a favore della risoluzione dimostrando che: 1) il PD non è la soluzione, ma il problema 2) chiunque abbia votato il PD sperando che fosse un voto utile ad arginare le destre, in realtà ha votato un partito dai grandi proclami antifascisti, ma che pratica politiche che risollevano e accrescono la forza del fascismo 3) chiunque sia stato eletto nelle file del PD, più o meno bravo o sensibile agli aspetti umani eo sociali è, nella migliore delle ipotesi, ostaggio di una cultura politica asservita al neoliberismo ed alla fine ad essa si conforma quando nelle istituzioni è chiamato a decidere.

“Importanza della memoria europea per il futuro dell'Europa” è il titolo della risoluzione del Parlamento europeo. Dopo averne letto i contenuti si percepisce una forte assonanza con quanto narrato nel romanzo distopico di Orwell “1984”.

La risoluzione inizia ricordando che, quest’anno, ricorre l’80mo anniversario dell’inizio di quell’immane tragedia che fu la Seconda guerra mondiale e continua con delle considerazioni che storicizzano quell’evento individuandone cause e motivi scatenanti nel trattato: “(…) noto come patto Molotov-Ribbentrop (...)” In tal modo un accordo di non aggressione diviene, per il Parlamento Europeo, l’elemento: “(…) che ha spianato la strada allo scoppio della Seconda guerra mondiale (...)”. Così, con poche parole, si stabiliscono arbitrariamente motivi e cause della seconda guerra mondiale, ricostruendo un contesto storico che omette di parlare in qualsiasi modo delle democrazie liberaliliberiste.

La dimenticanza, nella risoluzione sull’”importanza della memoria europea...”, non è da poco, poiché rimuove totalmente quanto agito direttamente dalle democrazie liberaliliberiste nella costruzione di un contesto storico complesso di cui sono parti fondanti il colonialismo, le guerre, i crimini del capitalismo nella ricerca di nuovi mercati e la politica estera di tutte le democrazie liberaliliberiste, oltre che dei paesi fascisti, proterviamente antisovietica.

La Rivoluzione d’Ottobre ruppe l’omogeneità dei sistemi politici degli Stati europei fondata sulle democrazie liberaliliberiste, ma la crisi di quel sistema politico dal 1922 si ampliò. A partire dall’esempio e modello Italiano, il fascismo si diffuse in forme varie, ma con caratteristiche comuni in molti stati europei: Paesi Baltici, Spagna, Austria, Portogallo, Romania, Ungheria, Grecia, etc. presentandosi come Nazismo in Germania.
Tra gli anni ‘20 e quasi per tutti gli anni ‘30 le democrazie liberaliliberiste si riducono progressivamente e tuttavia non individuano nel fascismo un nemico di cui preoccuparsi, ma lo vedono come un alleato contro l’Unione Sovietica. L’Italia fascista strappava accordi con la Francia per le sue operazioni coloniali, che misero in crisi la “Società delle Nazioni,” ed anche con la Gran Bretagna trova un “Gentlemen's Agreement”, cioè un accordo di amichevole di cooperazione.

Tra il 1936 e il 1939 le democrazie liberaliliberiste lasciano libere l’Italia fascista e la Germania nazista di intervenire nella guerra civile Spagnola, dove, a detta di molti storici, l’esercito nazista sperimenta le nuove tecniche di guerra tra cui i bombardamenti delle città. Di cui Picasso denuncia l’orrore con “Guernica”. Nel 1938 con il “Patto di Monaco” le democrazie liberaliliberiste lasciarono mano libera a Hitler di estendere i propri territori a spese della Cecoslovacchia.
In un'ottica di realpolitik, la “scarsa incisività” dell’azione politica-militare delle democrazie liberaliliberiste contro il fascismo, il loro rifiuto di arginare la sua espansione verso l’Europa dell’est stringendo accordi con l’Unione Sovietica a cui mostravano un’esplicita avversione, sono forse elementi sufficienti per impostare la ricerca di accordi diplomatici che consentissero di ritardare il più possibile quella che tutti consideravano imminente aggressione militare. Lo stesso Winston Churchill, all’indomani del Patto di Monaco, disse: «Potevano scegliere fra il disonore e la guerra. Hanno scelto il disonore e avranno la guerra».

“2. sottolinea che la Seconda guerra mondiale, il conflitto più devastante della storia d'Europa, è iniziata come conseguenza immediata del famigerato trattato di non aggressione nazi-sovietico del 23 agosto 1939, noto anche come patto Molotov-Ribbentrop, e dei suoi protocolli segreti, in base ai quali due regimi totalitari, che avevano in comune l'obiettivo di conquistare il mondo, hanno diviso l'Europa in due zone d'influenza;

Da questa presa di posizione, presente nella risoluzione approvata dalla delegazione del PD nel Parlamento europeo, Emerge un’operazione di propaganda e revisionismo storico; un operazione di “controllo della realtà,” di riscrittura degli eventi storici degna del bispensiero del romanzo orwelliano: “Chi controlla il passato controlla il futuro: chi controlla il presente controlla il passato”.

Orwell pubblicava il suo romanzo nel 1949 guardando allo Stalinismo ed al Nazismo. Nell’anno 1984 i media si interrogavano quanto l’Unione Sovietica fosse attinente ad uno dei tre agglomerati Statali espressi nel romanzo. Oggi, però, con la risoluzione sulla “… memoria...”, sappiamo che il “Grande Fratello” esiste ed opera nel Parlamento europeo.
Fine prima parte

Marco Bizzoni

Fonte

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