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Fincantieri

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(28 Maggio 2011) Enzo Apicella
Fincantieri chiude gli stabilimenti di Sestri Ponente e di Castellammare di Stabbia e annuncia 2.500 licenziamenti.

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(Lotte operaie nella crisi)

16 dicembre: contro il governo dei padroni e dei ricchi!

(13 Dicembre 2021)

unione di lotta per il partito comunista 2

Lo sciopero generale è una necessità per operai, lavoratori e lavoratrici, sottoposti al feroce attacco del governo Draghi attraverso lo sblocco dei licenziamenti e dei subappalti, l’aumento della precarietà, l’intensificazione dello sfruttamento, l’incremento degli omicidi sul (e da) lavoro, l’impennata delle bollette - anche per la politica energetica pro-monopoli della UE - e dei prezzi che tagliano i salari, un nuovo attacco alle pensioni, l’accentuazione dell’ingiustizia fiscale.

Il contenuto della manovra finanziaria di Draghi - appoggiata con emendamenti dei partiti parlamentari – è l’ulteriore impoverimento del proletariato e delle masse popolari, l’aumento dei profitti e la concentrazione della ricchezza in poche e solite mani.

Un attacco accompagnato da una politica di sistematica divisione dei lavoratori, repressione e limitazione delle libertà, come quella di manifestare, manipolando la pandemia del Covid, le cui conseguenze sono state e sono riversate sulle masse popolari.

La situazione è insopportabile. A fronte di una ripresa della mobilitazione, che in questi mesi ha visto nella lotta degli operai GKN il punto più alto, lo sciopero del 16 dicembre deciso dal gruppo dirigente di Cgil e Uil è parziale, tardivo e mal preparato. Così fatto, non ha alcuna intenzione di dare impulso alla lotta di massa contro il capitale, avendo da molto tempo questi sindacati abbandonato il conflitto di classe.

Ma sarebbe un errore disertarlo. Esso riguarda il movimento operaio e sindacale per impedire che manovra economica, carovita e chiusure di aziende, ricadano sulla nostra testa; è un passaggio per estendere la resistenza di sfruttati e oppressi che ha grandi potenzialità e va perseguita nonostante, e contro, le burocrazie sindacali e i collaborazionisti.

Occorre incrociare le braccia e scendere in piazza per la difesa intransigente dei nostri interessi e diritti: ritiro dei licenziamenti, NO alla precarietà; aumenti salariali e meno tasse per i lavoratori; riduzione dell’età pensionabile con pensioni dignitose; salute e sicurezza sul lavoro; NO a ulteriori restrizioni delle libertà; contro le privatizzazioni, per la sanità solidale e gratuita per i lavoratori; salvaguardia e tutela dell’ambiente!

Senza nutrire false speranze sul ruolo delle burocrazie sindacali che attraverso il “confronto con il governo” vogliono partecipare alle scelte di investimento dei fondi miliardari del PNRR, per lo più destinati ai monopoli, pagati per decenni dai lavoratori.

Il 16 dicembre può e deve essere una giornata di mobilitazione per nuove lotte, per uno sciopero generale della classe. Scioperiamo e scendiamo in piazza contro la politica economica del governo oligarchico e reazionario di Draghi!

Il capitalismo non è in grado di prospettare alcun futuro decente per i lavoratori, i giovani, i popoli del mondo. Uniamo le forze per ampliare le lotte di difesa contro lo sfruttamento e l’oppressione, collegandole alla lotta per l’unica via d’uscita: la rottura rivoluzionaria e di classe contro l’attuale barbaro sistema. Organizziamo le battaglie e la lotta per ricostruire il Partito comunista!

12 dicembre 2021: 52° anniversario della strage neofascista e di Stato

Unione di lotta per il Partito comunista

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