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Revisionismo - tra storia e propaganda

(8 Febbraio 2022)

Firenze, Mercoledì 9 febbraio iniziativa Revisionismo - tra Storia e Propaganda
Dalle 17.00 in Brunelleschi-Sala Comparetti

tra storia e propaganda

Con:

Angelo d’Orsi,
già Ordinario di Storia del pensiero politico all’Università di Torino, si occupa di storia delle idee e degli intellettuali, di nazionalismo e fascismo, di guerra, e di teoria politica e di metodo storico. Ha ideato e dirige le riviste «Historia Magistra» e «Gramsciana». Da anni Antonio Gramsci è il suo autore di riferimento, a cui ha dedicato oltre a libri e articoli anche uno spettacolo teatrale. Il suo ultimo libro è "Manuale di storiografia" (Pearson Italia, 2021).

Claudia Cernigoi:
giornalista e ricercatrice triestina, direttrice del periodico "La nuova Alabarda". Ha all'attivo numerose pubblicazioni, si distingue specialmente per l'intensa attività di ricerca sulle vicende del fronte orientale, sul neofascismo e sulla strategia della tensione.

Si avvicina il 10 febbraio, “giorno del ricordo”, una ricorrenza attorno alla quale il dibattito politico e soprattutto storiografico è ancora molto attivo.

In generale la mistificazione dei fatti, la manipolazione delle fonti e il loro trattamento discutibile quando non volutamente deformante, la creazione di veri e propri “falsi” sono all’ordine del giorno nelle vicende storiche che possono essere utilizzate politicamente e quindi raccontate in un certo modo.

La storia viene ritagliata, estrapolata, decontestualizzata al solo fine di demonizzare una parte politica o riabilitarne un’altra, in alcuni casi chi non si piega a questa deriva e cerca di fare il proprio mestiere di storico o libera ricerca subisce pressioni, accuse e limitazioni da quelle istituzioni che dovrebbero promuovere la ricerca storica stessa.

Le tecniche del revisionismo storico sono svariate e toccano diversi ambiti: dalla ricerca propriamente detta con la creazione di falsi ad hoc, alla strumentalizzazione del corpo delle donne ai fini della propria narrazione di parte.

Il revisionismo storico sta assumendo una sempre maggiore centralità nel dibattito politico e accademico, basti pensare alla recente nomina all’Archivio di Stato di De Pasquale, grande sostenitore del neofascista Pino Rauti, o alle pressioni e alle minacce subite da storici e accademici in generale che hanno denunciato apertamente alcune narrazioni revisioniste, anche inerenti alla cosiddetta “Vicenda delle Foibe”, come nei recenti casi di Tomaso Montanari ed Eric Gobetti.

Noi questo problema vogliamo portarlo all’ordine del giorno nel luogo del sapere per eccellenza: che le nostre aule universitarie tornino ad essere un luogo di dibattito libero da luoghi comuni e dottrine revisioniste, perché, per usare le parole dello storico triestino Sandi Volk, “altrimenti rimarremmo nel mito, in una storia morale” che non aiuta a capire i fenomeni che studiamo ogni giorno, distorcendoli a fini politici.

Collettivo d'Ateneo - Firenze

Fonte

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