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Luci sul Medioevo: gli storici intervenuti al convegno di Ragusa lanciano un appello per l'avvio di un negoziato di pace

(13 Marzo 2023)

Gli studiosi chiedono al governo italiano e alle istituzioni europee un impegno forte per un negoziato di pace che ponga fine alla strage che continua a compiersi nell'Est europeo.

carlo ruta

Carlo Ruta

L'11 marzo si è tenuto a Ragusa, a cura dell'Ente scientifico "Laboratorio degli Annali di storia" e in collaborazione con diverse prestigiose università e importanti Centri di ricerca italiani ed esteri, un importante convegno di studi che ha focalizzato da prospettive nuove il Medioevo, come età logica, età delle lingue d'Europa ed età degli Studia generalia, cioè degli studi universitari. E a margine di questo convegno, che ha centrato gli obiettivi prefissati dal direttore scientifico Carlo Ruta, gli studiosi partecipanti hanno emesso un appello al governo italiano e alle massime istituzioni europee, perché promuovano, con strumenti idonei, l'avvio di un negoziato che arresti la guerra nell'Europa orientale. Eccone allora il testo:

Siamo un gruppo di studiosi di scienze umane, italiani ed esteri, riuniti a Ragusa per il Convegno internazionale Luci sul Medioevo, indetto dall’Ente di ricerca scientifica Laboratorio degli Annali di storia dei mutamenti globali. E da questa sede ci preme di far sentire la nostra voce, in un momento in cui la pace della Terra, a causa del conflitto che si è aperto nell’est europeo, è fortemente minacciata.

Constatiamo che si è nel pieno di un’escalation militare, in una guerra che in appena un anno ha provocato, secondo alcune stime autorevoli e convergenti, centinaia di migliaia di vittime.

Lanciamo quindi un appello al Governo italiano e ai Governi d’Europa perché mettano in campo tutti gli strumenti possibili per far sì che la guerra russo-ucraina venga fermata attraverso l’avvio rapido di negoziati di pace. L’Europa costituisce un mondo influente, che con scelte mirate, in linea con gli orientamenti di gran parte delle cittadinanze, può incidere sulle cose e aprire degli sbocchi possibili ad una situazione sempre più preoccupante.

A Ragusa abbiamo discusso di quella premodernità lunga che comunemente viene chiamata Medioevo. Questa età conobbe, come ogni altra età, ombre e luci, relazioni pacifiche e conflitti che contrapposero Stati e religioni. E proprio da quel tempo complesso ci piace portare alle massime autorità degli Stati europei un caso esemplare di pacificazione possibile in situazioni estreme. Il riferimento è al trattato di pace sottoscritto nel febbraio 1229 dal cristiano Federico II di Hohenstaufen e il sultano di Egitto e Siria Malik al-Kamil, musulmano, che portò alla chiusura di una «crociata», prima che si arrivasse allo scontro aperto, con un accordo di pace decennale che sancì tra l’altro la smilitarizzazione della città di Gerusalemme, sacra per la Cristianità, l’Islam e l’Ebraismo. Quella crociata dei tempi cosiddetti bui, si chiuse senza spargimento di sangue.

Che quel lontano atto di pacificazione sia di esempio allora ai governi europei di oggi, perché riescano a mettere in gioco la loro autorità per porre fine ad un conflitto che ha già provocato una strage immensa e mette in pericolo i destini della Terra intera.

Ragusa, 11 marzo 2023

Primi firmatari:
Carlo Ruta, storico delle civilizzazione, direttore scientifico degli Annali di storia e del Laboratorio;
Francesco Aleo, storico della Cristianità, Facoltà Teologica di Palermo e Istituto San Paolo di CT;
Annalisa Di Nuzzo, antropologa culturale, Università degli Studi S.O.B. di Napoli;
Giuseppe Foglio, storico, saggista e dottore di ricerca, Università degli Studi di Catania;
Marco Leonardi, storico del Medioevo, Università degli Studi di Catania;
Giovanna Minardi, storica della letteratura ispano-americana, Università degli Studi di Palermo;
Sandra Origone, storica medievale, Università degli Studi di Genova;
Spartaco Pupo, storico delle dottrine politiche, Università della Calabria, Cosenza;
Giuseppa Tamburello, storica della letteratura cinese, Università degli Studi di Palermo.

Redazione

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