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Mani bianche

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(23 Dicembre 2010) Enzo Apicella
Manifestazioni in tutte le città contro il decreto Gelmini

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(Flessibili, precari, esternalizzati)

Occhio al bidone! E' tornato il metodo Cofferati (variante Moggi)

come ti licenzio mantenendo l'articolo 18

(3 Giugno 2006)

E’ stato riesumato il metodo Cofferati (quando in milioni scendemmo in piazza per difendere l’articolo 18 e poi, sotto dettatura, nessuno andò al Referendum estensivo della tutela, ricordate?) al fine di superare l’affaire “precarietà”.

Il metodo è raffinato, occorre un pò di attenzione.

La Cgil fa come al solito la voce grossa attraverso Epifani ed i suoi capetti, tra cui Fulvio Fammoni il quale sbotta: «Va riscritto tutto, serve una nuova legge costruita organicamente, e non fatta con un aggiustamento ogni tanto».
Nidil è indaffaratissimo: “è una vergogna, non se ne può più”.
La sinistra Cgil bolla come bidone l’accordo Atesia-confederali (ma il blocco centrale fa orecchie da mercante!).
Intanto Ministro del lavoro è Cesare Damiano, scuola Cgil, che avrà fra qualche tempo il compito di coprire la farsa del suo sindacato con frasi del tipo: “la Cgil ha pienamente ragione, ma più di tanto non potevamo fare. Mancano le coperture economiche”.

Nel frattempo, mentre continua questo giochino divertente, sta accadendo una cosa un pò strana.
Qui i nostri compari si superano: fate attenzione!

La famiglia Ichino (Pietro ed Andrea), Tito Boeri ed altri giuslavoristi stanno studiando il metodo per superare questa fase di turboprecarietà.
Ora, a prescindere dai vari approcci utilizzati (“il sentiero prova-inserimento-stabilizzazione” ovvero “il 3 per 3” ovvero “la via tedesca”), bisogna focalizzare l’attenzione su un punto.

Tutte le ipotesi in campo hanno un denominatore comune: il “superamento del dualismo subordinato-autonomo” (con il precario spacciato da consulente che ti fa l’operaio) per approdare al dualismo “economicamente dipendente-economicamente autonomo”.

Nel primo sono nascoste un sacco di sentenze di condanna che arrecano grave danno economico e di immagine per i padroni, e nel secondo?
Nel secondo non c’è più nemmeno uno straccio di giudizio di condanna perchè nell’”economicamente dipendente” rientriamo tutti: i subordinati, gli intermittenti, i LAP, ecc. .
Giustamente i più acuti osserveranno: “chi se ne frega, fin quando non modificano l’articolo 2094 del codice civile, non cambia proprio nulla”
[art. 2094c.c.: (Prestatore d’opera subordinato): “E’ prestatore d’opera subordinato chi si obbliga mediante retribuzione a collaborare nell’impresa, prestando il proprio lavoro intellettuale o manuale alle dipendenze e sotto la direzione dell’imprenditore”].

E’ proprio qui il capolavoro di questi capoccioni dell’Unione.
Mentre questi signori disquisiscono, è nato (crediamo di comune accordo, metodo Cofferati-variante Moggi) il comitato promotore della Legge di iniziativa popolare “Precariare Stanca”, del quale fanno parte anche Stefano Rodotà, Gloria Buffo ed Alessandro Genovesi.
C’è anche un sito che è possibile visitare: www.precariarestanca.it .
Indovinate quale articolo del codice questa legge vuole modificare?

Avete capito bene: è proprio il bellissimo 2094, da variare nel seguente modo:

“E’ lavoratore economicamente dipendente chi si obbliga, di norma a tempo indeterminato salve le eccezioni previste dalla legislazione, mediante retribuzione a prestare la propria attività sia materiale che intellettuale in via continuativa all’impresa, con destinazione esclusiva del risultato al datore di lavoro. Con il termine impresa si intende anche qualsivoglia altra diversa attività organizzata che, mediante retribuzione, beneficia della prestazione del lavoratore.
2. Il contratto di lavoro del lavoratore economicamente dipendente, indipendentemente dal nome iuris che lo specifica, deve essere scritto e prevedere mansioni, categoria, qualifica e trattamento economico e normativo da riconoscere al lavoratore.….”


"Di norma" che significa?
Quali sono queste eccezioni previste dalla legislazione?
Mica vi devo dire tutto io…

francesco fumarola

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