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(17 Novembre 2010) Enzo Apicella
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PRIMO MAGGIO: May day, May day contro il capitale.

A tutto volume!!

(28 Aprile 2007)

A Napoli sette giorni prima del Primo Maggio, nel giro di solo 24 ore, 4 lavoratori muoiono per infortunio sul lavoro o – come ha detto qualcuno – muoiono di lavoro. L’ultimo di 73 anni, precipitato da una impalcatura, in pieno cento storico. Una zona dove il lavoro nero, malsano e sommerso si ostenta in modo insolente alla luce del sole grazie all’impunità di cui gode in una città ed una regione governata, da oltre un decennio, dal centro sinistra. Superfluo ogni commento!!

Qui a Napoli questo Primo Maggio lo dedichiamo, soprattutto, a loro sperando che la mobilitazione di oggi contribuisca a rimettere i riflettori su meccanismi di lavoro che sono peggio delle vecchie catene di montaggio.

Intanto alla Ergom (ex Fiat), all’Alfa Avio e in numerose piccole aziende, diffuse nell’area metropolitana, i lavoratori rischiano di andarsi a godere le delizie della mobilità verso il licenziamento. Il tutto mentre decine di migliaia di disoccupati e precari continuano a restare tali ai margini di banchetti finanziari e speculativi sempre più sontuosi. La realtà è questa e gronda, ancora, di lacrime e sangue anche se i riflettori sono stati spostati sulle movide, sul marketing internazionale della città partenopea e su una improbabile leggerezza del lavoro flessibile.

Ma May Day, May Day.....lo dedichiamo anche alla maggioranza dei proletari/e inchiodati nelle periferie del mondo a salario in/fame, ad orari di sfruttamento ottocenteschi e spremuti fino all’osso dal Fondo Vampiresco Internazionale e dall’aggressione infinita della coalizione occidentale di cui si vanta di far parte anche il governo con la presenza della sinistra.

Alle loro rivolte – che auspichiamo sempre più radicali ed indipendenti dalle direzioni nazionalistiche – noi diamo il nostro pieno appoggio, segnalandolo agli immigrati/e che stanno sfilando insieme a noi. E, perciò, associandoci alle parole d’ordine del corteo contro il precariato del lavoro e della vita, per la garanzia del salario diretto ed indiretto, per la drastica riduzione dell’orario di lavoro, contro lo scippo del TFR e per la chiusura di tutti i CPT, vogliamo sottolineare – con forza – la battaglia per il ritiro delle truppe da tutti paesi dove sono dislocate (dall’Afghanistan, al Libano), per lo smantellamento di tutte le basi e le produzioni di morte, ivi comprese quelle in cui sventola il drappo tricolore.

A tale ultimo riguardo vogliamo ricordare che il prossimo 19 Maggio, mentre a Napoli si ritroveranno, i comitati e le popolazioni in lotta contro l’uso antisociale dell’emergenza rifiuti e l’intero corollario di dispositivi di governance autoritari ed affaristici, a Novara, dove è istallata una pericolosa base militare del nostro esercito, si manifesterà contro la costruzione, a partecipazione italiana, degli aeri invisibili da combattimento F/35.

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