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Gli insegnamenti della manifestazione del 20 ottobre

(26 Ottobre 2007)

Si rifletta su una cosa. Il 13 ottobre, precisamente una settimana prima della grandiosa e bellissima manifestazione del 20 ottobre, Fabio Mussi in una intervista al Sole 24 Ore affermava testualmente: “Io non ci sarò, noi non ci saremo, il nostro movimento non aderisce”, aggiungendo anche: “La manifestazione sarebbe meglio non farla”.

Nonostante l’assenza di Sd e dei Verdi e la presenza dei soli Prc e Pdci, la manifestazione riesce al di là di ogni più ottimistica previsione, e cosa succede ? Non solo che Sansonetti, Armeni, Alfonso Gianni, Migliore, Giordano e Ferrero facciano letteralmente finta di non vedere che Sd e Verdi non c’erano, ma addirittura che giungano ad affermare candidamente, come se nulla fosse, che la manifestazione è una spinta ad accelerare l’unificazione con Sd. Interviste a destra e a manca per dire: “E ora la cosa rossa !”, “gli Stati generali della sinistra !”, “la Costituente”, “verso il partito unico”, “La manifestazione del 20 è la sinistra unitaria e plurale”, “Liste uniche alle prossime elezioni senza il simbolo comunista !”. Si noti il contrasto stridente fra la marea di bandiere con la falce e martello (del Prc e del Pdci) che chi c’era ha potuto vedere dal vivo e il titolo dell’intervista a Ferrero su Repubblica: “Ferrero: una Sinistra senza falce e martello”. E si noti il suicidio annunciato da Franco Giordano che giunge a lasciare il simbolo comunista al solo Diliberto. Riportiamo testualmente l' affermazione di Franco Giordano su Repubblica del 25 ottobre: “Volete andare via portandovi falce e martello ? E andate pure. Noi accettiamo la sfida, siamo pronti a metterci in gioco, ad aprire con soggetto unitario e simbolo nuovo”. Delle due l’una: o tutti questi esponenti del Prc non erano presenti alla manifestazione e non hanno visto le centinaia di migliaia di bandiere comuniste portate orgogliosamente ed hanno partecipato ad un’altra manifestazione o ad un convegno in un teatro come voleva Mussi, oppure il desiderio politicista di fusione con Sd è talmente forte da accecare la mente. Propendiamo per questa seconda ipotesi.

Vogliamo evitare anche noi di commettere lo stesso errore, di piegare cioè ai nostri desideri politici la manifestazione del 20 ottobre e tentare di essere quanto più possibile obbiettivi. Da ciò che abbiamo visto con i nostri occhi, guardando i manifestanti, ascoltando gli slogan, leggendo gli striscioni e i cartelli, osservando la marea di gente e di bandiere comuniste che vi erano (presenza assolutamente non negabile), ci sembra indubitabile che la manifestazione dica fondamentalmente due cose. Primo, è il segno innegabile del bisogno grandissimo di reagire ad una situazione non più tollerabile in relazione alla nostra presenza nel governo. Aumenta la precarietà, si riduce il potere di acquisto di salari e pensioni e il governo di cui si fa parte invece di rispettare il programma su cui è stato eletto, aumenta l’età pensionabile, sdogana la legge 30, non fa nulla per migliorare la condizione dei lavoratori e invece regala miliardi di euro alle imprese. In tutta la manifestazione si avvertiva fortissimo il bisogno di dire basta a questa situazione: o c’è una svolta oppure diventa insostenibile. La seconda considerazione che ci viene spontanea guardando sfilare dai bordi tutto il corteo è la marea di bandiere comuniste (sia del Prc che del Pdci) portate quasi ostentatamente dai manifestanti. Non ho mai visto in tutta la storia di Rifondazione Comunista una manifestazione con tante bandiere comuniste. Sembrava quasi un simbolo di un orgoglio ferito e umiliato sia dal governo che da quanti hanno apertamente proposto di superare Rifondazione Comunista. Bisognerà riflettere meglio su questo aspetto, per capire bene le cause della presenza di tante bandiere, ma sembrava quasi si volesse esprimere un bisogno identitario di affermare: noi comunisti ci siamo, siamo tanti e vogliamo contare. Non riuscirete a cancellarci.

E’ dunque una manifestazione contro l’unità a sinistra o solo dei comunisti ? No, la manifestazione del 20 ottobre è stata una manifestazione nella quale i comunisti (innanzitutto il Prc ma anche il Pdci) hanno dimostrato la loro utilità sociale (condizione imprescindibile per la loro esistenza non testimoniale o minoritaria), hanno avuto un ruolo non autoreferenziale ma essenziale per costruire l’unità e la mobilitazione di un ampio schieramento sociale, anticapitalistico, di movimenti di lotta sul territorio e nella società. Anzi dalla manifestazione ci viene un bellissimo insegnamento per il futuro. Come si costruisce l’unità a sinistra ? Io dico: come si è fatto il 20 ottobre. Non come qualcuno pensa di fare con gli stati generali della sinistra, con la costituente, con la “federazione”, con il nuovo soggetto politico o con il nuovo partito della sinistra. La manifestazione del 20 ottobre dimostra che l’unità a sinistra si può fare in modo efficace ed utile se si rispettano tre condizioni essenziali: se si fa sui contenuti, se si fa nella lotta e nei movimenti, se si rispetta l’autonomia di tutti (e quindi in particolare se non si legano le mani ai comunisti che ne sono il perno essenziale, come si è visto per il 20 ottobre).

Come continuare quindi dopo il 20 ottobre ? Dopo un successo così grande sarebbe un suicidio cambiare strada e riprendere la via politicista dell’unità a sinistra, come la stanno proponendo autorevoli esponenti del Prc. Bisogna proseguire sulla strada del 20 ottobre. Cosa facciamo nella società per costruire movimenti e lotte unitarie (con chiunque ci sta) per difendere il potere d’acquisto dall’aumento continuo dei prezzi e delle tariffe ? Che movimento, quali lotte unitarie costruiamo per contrastare il pacchetto sicurezza liberticida presentato nel consiglio del ministri nei giorni scorsi ? Come riprendiamo e proseguiamo la lotta contro la base Usa di Vicenza a partire dalla tre giorni del 14, 15 e 16 dicembre ? Come rilanciamo il movimento contro la guerra in corso in Afghanistan e contro quella annunciata in Iran ? Così si fa l’unità a sinisrra capace di utilità sociale contro ogni politicismo deteriore e autoreferenziale. Questo significa dare continuità alla manifestazione del 20 ottobre, costruire l’unità a sinistra, rilanciare una nuova stagione dei movimenti e il ruolo autonomo e unitario di un partito comunista rifondato.

Leonardo Masella
Componente del CPN del Prc.

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