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La lettera di risposta

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(28 Ottobre 2011) Enzo Apicella
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Al compagno Gianpaolo Patta

e p.c. ai compagne e ai compagni del Coordinamento nazionale di Lavoro Società – Cambiare Rotta

(17 Maggio 2003)

Caro Gianpaolo,

tra ieri sera e questa mattina abbiamo preso conoscenza delle due lettere che a nome dell’area di Lavoro Società – Cambiare Rotta hai inviato a Paolo Cagna e a Guglielmo Epifani, formalizzando il ritiro dell’area dal Comitato nazionale per il SI al referendum sull’articolo 18.

Senza nulla togliere alla stima che abbiamo nei tuoi confronti, riteniamo però che tale scelta, proprio per la sua delicatezza, avrebbe dovuto essere il risultato di una valutazione collettiva.

Nel merito, comprendiamo quanto sia importante la decisione assunta dalla CGIL e condividiamo totalmente la necessità di rivedere, alla luce della scelta della CGIL, le modalità del nostro impegno collettivo ed individuale per l’affermazione del SI’ nella campagna referendaria. Riteniamo però poco comprensibile un atto formale che azzeri quel poco, o tanto, che siamo riusciti a costruire nei luoghi di lavoro e nei territori in un rapporto unitario con altri interlocutori. Per quanto ci riguarda, non abbiamo dubbi sulla priorità da assegnare alla costruzione dell’iniziativa autonoma della CGIL ed in questo senso ci muoveremo nelle nostre rispettive strutture. Pensiamo però, che tutte le iniziative, sia quelle dei Comitati sia quella della CGIL, potranno essere utili per la vittoria dei SI al referendum o comunque ad una loro prevalenza nel risultato finale. In questo senso il ritiro formale dell’adesione rischia di dare spazio al punto di vista di coloro che nella CGIL vedono nei promotori del referendum e nei Comitati per il SI i soggetti che avrebbero minato il grande fronte comune costruito da Sergio Cofferati.

Non ci risulta che la Fiom abbia formalizzato una scelta come la nostra e questo potrà comportare problemi nel positivo rapporto costruito con le compagne e i compagni metalmeccanici.

Nella nuova situazione che si è venuta a determinare, con l’importante scelta della CGIL, sarebbe stato opportuno favorire l’apertura di una discussione nel Comitato per SI, che portasse alla costruzione di più ampie relazioni tra tutti coloro che si sono schierati per un’indicazione positiva sul referendum.

Per tutte queste considerazioni, non condividiamo la scelta che hai formalizzato, manterremo quindi le responsabilità già assunte rinnovando il nostro impegno prioritario nella campagna per il SI della CGIL.

Torino 15-5-03

Antonio Canalia segretario CGIL Piemonte

Raffaello Renzacci segretario CGIL Torino

Fonte

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