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(Dove và la CGIL?)

11 Dicembre, è Sciopero Generale del Pubblico Impiego!

(5 Dicembre 2009)

Finalmente la CGIL ha indetto uno Sciopero Generale. Era ora!
Una chiamata alla mobilitazione attesissima dai lavoratori del Pubblico Impiego che, stanchi delle continue vessazioni e della campagna di demonizzazione, con Brunetta in prima fila, che quotidianamente si riversa su di essi possono adesso manifestare la propria rabbia.

Lavoratori utili alla società, per i servizi che quotidianamente vengono da essi svolti, ma che sono dileggiati e disprezzati dalla banda che sta al Governo e, grazie ai media da questi controllati, adesso anche dalla pubblica opinione. Accanto ad immigrati ed islamici, i dipendenti pubblici sono ora percepiti come “nemico pubblico” della nazione.

Tante davvero le ragioni per scendere in sciopero, persino più di quelle contenute nella piattaforma distribuita dalla CGIL Funzione Pubblica, invero piuttosto timida nelle rivendicazioni alla base della manifestazione dell’11 Dicembre. In essa, infatti, oltre alla richiesta di un risibile aumento tabellare di 150 Euro nell’arco del triennio, si fa esplicito riferimento al nuovo termine temporale stabilito dal Governo con CISL e UIL nella Riforma del Modello Contrattuale (i te anni, appunto, in luogo dei due bienni economici precedenti) respinto proprio dalla CGIL.

Assistiamo, dunque, ad un ripensamento di tanta autonomia della CGIL che, a livello confederale e generale, respinge un modello e invece, nei diversi settori e comparti di contrattazione, nei fatti lo applica così come è già avvenuto per il Contratto Nazionale del Commercio? Per caso, si appresta a fare così anche nel Pubblico Impiego…?

Vogliamo sperare che ciò non sia.

Altro motivo di critica è la mancanza di tempestività e una sostanziale sporadicità di intervento, tanto più in una situazione di piena effervescenza operaia che meriterebbe ben di più che le rare e ridotte chiamate di poche ore alla mobilitazione e solo su base territoriale.

Lo Sciopero Generale di TUTTE le categorie, pubbliche e private, deve infatti ancora essere indetto. Cosa si aspetta?

Il nostro timore è che persista in CGIL la volontà di riannodare piuttosto i fili con i sindacati del Governo, CISL e UIL (ma non solo essi…), prima ancora che recuperare la fiducia dei lavoratori.

Per superare queste timidezze e continui ripensamenti di una CGIL che si appresta ad un importante Congresso, sospesa tra la voglia di un ritorno ad un pessimo passato concertativo e una sempre più marcata volontà e disponibilità al conflitto, crediamo sia utile e necessario partecipare in tanti allo Sciopero dell’11 Dicembre. E’ utile anche per sconfiggere la pericolosa apatia che attraversa fasce sempre più consistenti di lavoratori.

La presenza fisica dei lavoratori alle manifestazioni è sempre il miglior antidoto a tentazioni di ritorno alla complicità e resta comunque il soggetto, in carne ed ossa, che fa la differenza.

L’azione distruttrice del Governo Berlusconi dei diritti conquistati dai lavoratori in decenni di lotte va fermata.

I lavoratori si facciano sentire!

11 Dicembre: tutti in piazza!

Bologna, 03.12.09

Proletaria Emilia Romagna

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