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La borsa o la vita

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(15 Giugno 2010) Enzo Apicella
Il ricatto della Fiat: "Sopravvivere da schiavi o morire di fame"

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Siamo troppo diversi da Cgil, Cisl e Uil per scioperare insieme

Intervista alla Cub (Il Manifesto 24 ottobre)

(24 Ottobre 2003)

Salari europei («ma alla tedesca e non alla greca»), visto che i prezzi sono già europei; reddito garantito, che consenta anche ai precari e ai disoccupati di vivere dignitosamente; salari e pensioni indicizzate, tenendo conto che «lo scippo c'è già stato con la riforma Dini. Insomma, pensioni e non solo nella piattaforma «alternativa» della Confederazione unitaria di base (Cub) che si batte «contro lo smantellamento della previdenza e il lavoro precario». Le parole d'ordine non sono poi così diverse da quelle degli altri sindacati di base. La differenza sta nel fatto che la Cub il suo sciopero generale l'ha indetto non per domani ma per il 7 novembre, con manifestazione nazionale a Milano. Ne parliamo con il padre storico della Cub, Piergiorgio Tiboni.

Ai vostri militanti chiedete di lavorare quando gli altri scioperano e di scioperare quando gli altri lavorano. Vuoi spiegarci il senso di questa scelta?

Io ritengo che i compagni degli altri sindacati di base che hanno aderito allo sciopero di Cgil, Cisl e Uil abbiano commesso un serio errore di valutazione. Perché si tratta di uno sciopericchio di mezza giornata senza contenuti; si ripete la storia del `94 e della controriforma Dini sulle pensioni. Non hai letto quel che dice Savino Pezzotta? Contesta il fatto che il governo punta a ridimensionare il ruolo dei sindacati confederali, è per questo che chiamano i lavoratori a scioperare in quanto rivendicano il riconoscimento istituzionale e la legattimazione delle controparti, padronali e governative. Cgil, Cisl e Uil non hanno una piattaforma di contrasto alle politiche liberiste. Chi ha contrastato e continua a contrastare queste politiche sono i sindacati di base. Dunque, per contenuti, per coerenza e per la credibilità che abbiamo in una parte del mondo del lavoro abbiamo mantenuto la scadenza che ci eravamo dati, quella del 7 novembre. Altri spieghino come mai hanno deciso di accodarsi a Cgil, Cisl e Uil.

Citi Pezzotta per quantificare le differenze con la vostra piattaforma. Pensi che Cisl e Cgil siano la stessa cosa? Mettiamola così: pensi che la stagione delle battaglie per i diritti condotta dalla Cgil anche in solitudine sia finita?

Noi non abbiamo mai creduto in quella stagione, perché la Cgil non cambiava e non cambia la sua linea. Guarda come hanno lasciato sola la Fiom, firmando una quarantina di contratti ancora peggiori di quello separato dei meccanici. La Cgil apre anche sulle pensioni e sulla sanità alle politiche liberiste che puntano alle privatizzazioni. Per noi della Cub, non si discute sul fatto che scuola, previdenza e sanità debbano essere pubbliche. E che non si può più sopportare che una famiglia di operai con due stipendi, a Milano non riesca ad arrivare a fine mese mettendo insieme il pranzo con la cena.

LO. C. (Il Manifesto)

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