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    Iraq: finalmente revocate le sanzioni onu

    Da venti anni strangolavano il paese, le avevano imposte gli Stati Uniti per colpire il regime di Saddam Hussein ma hanno provocato solo danni enormi ai civili iracheni

    (16 Dicembre 2010)

    anteprima dell'articolo originale pubblicato in www.nena-news.com

    Iraq: finalmente revocate le sanzioni onu

    foto: www.nena-news.com

    Roma, 15 dicembre 2005, Nena News - Il Consiglio di sicurezza dell'Onu ha deciso di annullare le tre principali risoluzioni adottate sull'Iraq a partire dall'invasione del Kuwait nel 1990, da cui scaturifono le sanzioni contro il regime di Saddam Hussein. E’ una svolta eccezionale che pone fine ad una punizione che ha strangolato l’Iraq per ordine degli Stati Uniti, alleato di ferro delle petromonarchie del Golfo.

    La prima risoluzione eliminata è quella del 1990 che imponeva sanzioni su armi nucleari, chimiche o batteriologiche nonchè missili di lunga gittata, decisa allora per impedire a Saddam Hussein di ottenere armi di distruzione di massa. Eliminate anche le sanzioni che impedivano al regime dell'ex rais di perseguire un programma nucleare civile. Il Consiglio di sicurezza ha inoltre cassato la risoluzione del cosiddetto programma «oil-for-food» (petrolio in cambio di cibo), creato negli anni Novanta per fornire aiuti umanitari agli iracheni utilizzando i proventi del petrolio. Un resto di 600 milioni di dollari sarà girato al governo iracheno. Il programma era stato già concluso nel 2003 dopo lo spodestamento di Saddam Hussein con l'invasione Usa. Eliminata infine una risoluzione del 2003, che istituiva un fondo internazionale, alimentato sempre dalle vendite del petrolio iracheno, per lo stesso sviluppo del paese. Responsabile dello sviluppo è considerato ora il legittimo governo a Baghdad.

    Ancora sotto occupazione militare americana e, di fatto, nelle mani di fameliche società petrolifere statunitensi, spaccato dalle divisioni etniche e religiose, l’Iraq tuttavia rimane stretto nella morsa dell’immenso risarcimento che deve al Kuwait per i danni causati dall’occupazione nel 1990. Lo scorso maggio il ministro uscente iracheno del petrolio Hussein Shahristani, avvertì che il suo paese non era in grado di versare al Kuwait i 41,8 miliardi di dollari di risarcimento stabiliti da una risoluzione dalle Nazioni Unite.

    Furono soprattutto gli Stati Uniti, decisi a schiacciare il regime di Saddam Hussein incuranti dei costi per l’intera popolazione irachena, che spinsero per un risarcimento tanto elevato a favore del loro alleato Kuwait, il più alto mai pagato da uno Stato in seguito ad una guerra. «Neppure la Germania dopo la Seconda Guerra Mondiale ha versato tanto denaro ad altri paesi», rimarcò Shahristani.

    Fino ad oggi l’Iraq ha trasferito nelle casse kuwaitiane 17,5 miliardi di dollari. «Non possiamo continuare a pagare così tanto e lo abbiamo detto al Consiglio di Sicurezza dell’Onu. Chiediamo ai fratelli del Kuwait di dimenticare un passato che è costato molto di più all’Iraq che a chiunque altro», disse il ministro del petrolio iracheno. Baghdad inoltre deve sempre al Kuwait altri 16 miliardi di dollari per prestiti ottenuti da Saddam Hussein durante la guerra contro l’Iran (1980-88) e altri 28 miliardi di dollari per risarcimenti a vari paesi della regione, a cominciare dall’Arabia saudita.

    L’occupazione irachena del Kuwait cominciò nel 1990 e terminò sette mesi dopo in seguito all’inizio della guerra scatenata dagli Stati Uniti e dai suoi alleati il 17 febbraio del 1991.(red) Nena-News

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