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Il Compagno Sa'adat rifiuta di essere parte di un procedimento giudizario basato su prove segrete, gli viene prolungato l'isola

(18 Aprile 2011)

anteprima dell'articolo originale pubblicato in www.pflp.ps

Il Compagno Sa'adat rifiuta di essere parte di un procedimento giudizario basato su prove segrete, gli viene prolungato l'isola

foto: www.pflp.ps

l 25 marzo 2001 è stato annunciato che il compagno Ahmed Sa’dat, segretario prigioniero del Fronte Popolare della Liberazione della Palestina, si è rifiutato di rispondere alle domande della commissione del comparto sud del servizio penitenziario israeliano-che aveva tenuto un incontro specifico per discutere i casi di isolamento- dato che la “riesamina del caso da parte della commissione era basata su prove segrete e documenti riservati che non sarebbero stati mostrati al compagno Sa’dat né la suo legale. Il compagno ha ribadito le sue posizioni che i tribunali e il sistema penitenziario dell’occupante sono intrinsecamente prive di senso e illegittime e la loro completa dipendenza da prove segrete rivela solo la loro fondamentale ingiustizia.

In un messaggio rilasciato tramite il suo legale il compagno Sa’dat ha detto che è in isolamento per ragioni politiche e che tali revisioni e sessioni giudiziarie sono parte di un fuorviante tentativo di nascondere il fatto che “questo è un isolamento punitivo basato sulle mie convinzioni e posizioni politiche: difendere il diritto del popolo palestinese alla libertà e all’indipendenza”. La "Campagna in solidarietà con Ahmad Sa'dat" ha affermato che l'isolamento del compagno Ahamd Sa'dat è stato prolungato per un ulteriore periodo, decisione confermata il 7 aprile dal tribunale centrale di Israele sulla base della documentazione della commissione -basata su prove segrete.

Inoltre, la compagna Wafa Abu Ghoulmeh, moglie del compagno prigioniero Ahed Abu Ghoulmeh, sequestrato e tenuto prigioniero insieme al compagno Sa'dat, ha riferito che l'isolamento di suo marito è stato ugualmente prolungato per un ulteriore anno a partire dal 23 marzo scorso, sempre sulla base di prove segrete. La Campagna ha condannato le continue misure punitive contro il compagno Sa'dat affermando che egli è in isolamento dal 19 marzo 2009 ed è affetto da numerose malattie, come l'asma e la calcificazione delle vertebre cervicali, e gli è impedita qualsiasi visita familiare.

All'avvocatessa Buthaina Duqmaq, presidentessa della Fondazione Mandela, giunta in visita alla prigione, il compagno Sa'dat ha detto che il suo isolamento è una decisione dei servizi segreti israeliani, e parte del processo di regolamento di conti con i Palestinesi, usando i tribunali come copertura, quando il processo legale è basato unicamente sui cosiddetti documenti segreti e qualsiasi difesa è inutile e una copertura per nascondere l'illegittimità della corte.

Inoltre, ha detto, la politica della reclusione in isolamento è una punizione aggiuntiva che non ha nessuna base giuridica ed è in palese violazione delle norme legali internazionali, facendo notare che i prigionieri comuni israeliani , a differenza dei prigionieri politici palestinesi, non son privati del diritto a ricevere visite dei familiari, non sono giudicati tramite prove segrete, o posti in isolamento arbitrario.

Il compagno Sa'dat ha anche aggiunto che la questione dei prigionieri è uno dei principali aspetti della causa palestinese, insieme alla rivendicazione della terra, all'esistenza delle colonie illegali e del muro, alla questione di Gerusalemme capitale e dei profughi e del loro diritto al ritorno, dicendo che tutte queste istanze devono avere il sopravvento sulla fase di divisione interna in modo da organizzare la nostra lotta intorno ad un programma nazionale -su basi democratiche per il nostro popolo e la nostra nazione- per riunire le nostre forze per conquistare i nostri diritti nazionali: ritorno dei profughi, autodeterminazione ed indipendenza, e Gerusalemme capitale.

Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina

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