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"Operazione foibe" ancora due gravissimi episodi a Trieste

(10 Maggio 2004)

Ieri, 8 maggio, nella giornata (primo sabato di maggio) da alcuni anni dedicata a Trieste alle "vittime delle foibe" [si noti l'abbondanza di ricorrenze dedicate al medesimo argomento, ndCNJ], due episodi di una certa gravità si sono susseguiti a poche ore di distanza.

Nella mattinata, nel corso della cerimonia ufficiale presso la cosiddetta "foiba" di Basovizza (voragine nella quale, da risultanze storiche e processuali risulta "infoibata", cioè uccisa sbrigativamente dai partigiani un'unica persona e cioè Mario Fabian, torturatore e ratrellatore dell'Ispettorato Speciale di PS, riconosciuto in varie successive testimonianze ufficiali come uno di quelli che usavano applicare la macchina di tortura elettrica ai "sospetti" che venivano interrogati), la federazione grigioverde, cioè l'associazione che comprende varie altre associazioni d'arma, ha posto un cippo con l'iscrizione che riportiamo di seguito.

"O tu che ignaro passi per questo carso forte ma buono, fermati! Sosta su questa grande tomba! E' un calvario con il vertice sprofondato nelle viscere della terra. Qui, nella primavera del 1945, fu consumato un orrendo olocausto a guerra finita! Nell'abisso fummo precipitati a centinaia, crivellati dal piombo e straziati dalle rocce. Nessuno ci potra' mai contare. Avidita' di conquista, odio e vendetta congiurarono e infierirono contro di noi. Essere italiani era la nostra colpa. A gettarci nel baratro furono torme di invasori calati nella nostra terra sotto l'influsso di una malefica stella vermiglia. Per vilta' gli uomini non ci hanno reso giustizia. Ce l'ha resa dio accogliendo i nostri spiriti, purificati da tanto martirio. O tu che, ora non piu' ignaro, scenderai da questo carso, ricorda e racconta la nostra tragedia."

Gravissime affermazioni, non solo per le falsità storiche che avallano e continuano a diffondere, ma anche per il linguaggio al limite del razzismo, dove i partigiani che liberarono Trieste (tra i quali v'erano anche moltissimi triestini - anche di etnia italiana) vengono dipinti come "torme di invasori calati nella nostra terra sotto l'influsso di una malefica stella vermiglia). Gravissimo il fatto che alla cerimonia abbiano presenziato anche i due sindaci di lingua slovena dei comuni di Sgonico e Monrupino (in provincia di Trieste), nonché il senatore triestino pure di lingua slovena Milos Budin, diessino come un altro dei presenti, Dino Fonda, i quali sembrano non avere battuto ciglio per questa operazione che insulta la Resistenza, il popolo sloveno ed i rapporti di convivenza tra popoli che vivono su questo confine che, in teoria, da una settimana in qua avrebbe dovuto essere diventato solo un pro forma.

Ma poco dopo un incidente ancora più grave è avvenuto oltre confine, sulla strada che porta a Koper: alcuni attivisti di Azione Giovani (movimento giovanile del partito di governo Alleanza Nazionale) hanno organizzato una manifestazione (o, più correttamente un blitz) nel corso della quale hanno esposto alcuni striscioni con i loro simboli e con la scritta "L'Europa ha un prezzo: rispetto agli italiani" ed un altro "Requisito nel nome del popolo italiano". Quattro manifestanti (originari di Vicenza, dei quali non sono stati forniti i nomi), sono stati arrestati dalla polizia slovena e trattenuti qualche ora, poi rilasciati, ma denunciati per istigazione all'odio etnico oltre che per reati minori.

La notizia è stata passata sotto silenzio dalla stampa, che l'ha relegata in piccoli articoli o addirittura taciuta nei notiziari RAI. Se è così che la destra di governo intende iniziare i rapporti di convivenza con uno stato appena entrato nell'Unione europea, d'ora in poi potremo aspettarci di tutto.

Domenica prossima ci sarà a Trieste il raduno degli alpini (300.000 presenze previste!): la citta' sara' bloccata neanche ci fosse l'ennesimo G8, ma gia' ci siamo trovati imbandierati dappertutto, stile gran pavese, più o meno in tutte le strade del centro, di tricolori, già da dieci giorni. Un vero e proprio profluvio di nazionalismo e di malinteso senso di italianità, che neanche alla fine della Prima Guerra Mondiale: altro che "Unione Europea 2004"...


Trieste, 9/5/2004

A cura della redazione de La Nuova Alabarda

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