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(15 Agosto 2012) Enzo Apicella

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LABORATORIO POLITICO PER LA SINISTRA D'ALTERNATIVA

(29 Dicembre 2012)

Compagne e compagni riunitisi a Savona per discutere della prospettiva politico–elettorale in questa fase convulsa, hanno deciso di esplorare la possibilità di formare un “Laboratorio politico per la Sinistra d’Alternativa”.

Le “diversità” presenti, sia sul piano dei riferimenti politici che delle esperienze, hanno convenuto attorno ad un punto che riteniamo fondamentale: quello relativo alla necessità di recuperare sedi di dibattito a sinistra, poste oltre i riferimenti settoriali, oppure agiti soltanto in funzione di scadenze specifiche, siano queste quelle elettorali, come nel caso di questi giorni, o di congressi di partito o di mobilitazioni sindacali.

Si avverte le necessità di riflettere con un respiro più ampio e in funzione di obiettivi che, insieme, siano generali e contingenti, riuscendo anche a produrre riferimenti dal punto di vista teorico, ideale, politico–organizzativo, rilanciando l'analisi della contraddizione di classe, le idee di innovazione nella qualità dell'agire politico, la proposta di trasformazione della società.

Queste esigenze, che riteniamo attraversino il gran corpo della militanza politica di sinistra nel nostro paese sia sul piano del sindacato, di base e confederale (espressisi recentemente in due importanti occasioni come quella del “No Monti day” e dello sciopero europeo del 14 Novembre) sia sul piano dei partiti, all’interno dei quali molti s’interrogano sulla necessità di compiere un salto in avanti su di un più avanzato terreno unitario, sia rispetto alle diverse realtà di movimento che, come ha ben dimostrato – ad esempio – l’esperienza di “Cambiare si può”, faticano a trovare una dimensione politica, stretti tra una sorta di “paura” dell’agire un’azione politica compiuta e una sorta di “democraticismo” di base che finisce con il generare, oggettivamente, una sorta di “nuova oligarchia”.

Del resto il tema dell’oligarchia (o dell’Aristocrazia Democratica o ancora del “Governo degli ottimati) appare essere il tema all’ordine del giorno al riguardo della torsione anti-democratica che, nel corso di questi mesi, a partire dal “governo dei tecnici” quale esito del ventennio della cosiddetta “transizione italiana” caratterizzata dall’avvento del sistema elettorale maggioritario, sta ponendo in discussione le fondamenta della Costituzione e la stessa Repubblica parlamentare, preparando una difficile stagione di restringimento nel rapporto politica–società allo scopo di proseguire ulteriormente in quella dinamica di restaurazione di antichi rapporti di classe, già avviata nel corso di questi ultimi anni, prima dal governo della destra populista e, successivamente, come già accennato dal governo dei cosiddetti tecnici.

La questione democratica quindi appare comprendere, come in altri passaggi storici, l’insieme delle contraddizioni politiche e sociali e attorno ad essa è nostra intenzione sviluppare una battaglia non solo difensiva ma, anzi, di proposta e di contenuto più avanzato, nella proposta di piena attuazione della Costituzione, già compromessa dall'emergere della cosiddetta "Costituzione materiale" e seriamente deturpata, in questi ultimi mesi, dalla modifica dell’articolo 81 sul pareggio di bilancio: un tema quest’ultimo che ci richiama direttamente all’idea di Europa, un’Europa dei banchieri come è stato detto, ferocemente liberista, che è necessario cambiare proprio nel senso di un recupero di sovranità dei popoli e di diversa espressione democratica.

Attorno a questi temi pensiamo di far operare il “Laboratorio politico per la Sinistra d’Alternativa” sviluppando iniziative di riflessione e di dibattito sia sulle questioni di carattere generale (a partire da quella elettorale) sia specifiche sui tanti temi al riguardo dei quali è necessario approfondire e proporre soluzioni alternative, lavorando con modalità sicuramente inclusive delle diverse sensibilità politiche e soggettività di movimento.

E’ evidente che questo tipo di esigenza nasce anche dalla profonda modificazione e crisi dei soggetti politici esistenti che, in tutti i casi, hanno profondamente mutato il loro modo d’essere rispetto all’originario modello del partito di massa sul quale aveva poggiato, in Italia come altrove, la grande forza del movimento operaio.

Per questo motivo il “Laboratorio politico per la sinistra d’alternativa” cercherà di muoversi anche rispetto alla necessità di costruire una nuova, adeguata forza, a partire dalla realtà politica e sociale di oggi rappresentata da compagne e compagni che trovano difficoltà nella possibilità di una loro autonoma capacità di espressione.

Offriamo questo modello di aggregazione riflessiva alle Compagne e Compagni di altre parti d'Italia, per costruire assieme, esaurita questa convulsa fase elettorale, occasioni di discussione anche a dimensione nazionale.

Patrizia Turchi, Franco Astengo

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