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(Lotte operaie nella crisi)

Grecia, 20 febbraio: sciopero generale. E ora?

(21 Febbraio 2013)

Scritto sulla base del materiale pubblicato dai compagni di Epanastasi

strike20grec

Mercoledì 20 Febbraio 2013 23:34

Settantamila in corteo ad Atene, 30mila a Salonicco, altre migliaia in corteo in tutta la Grecia. Sono solo alcune del cifre dello sciopero generale che ieri ha paralizzato per l’ennesima volta la Grecia, a cui si deve aggiungere il corteo del Pame (la corrente comunista dei sindacati) che come consuetudine ha sfilato separatamente.



È stato il 21esimo sciopero di 24 ore convocato dalle confederazioni sindacali del settore privato (Gsee) e del pubblico impiego (Adedy) dall’inizio del 2010. In altre tre occasioni i lavoratori greci hanno scioperato per 48 ore.

Ancora una volta i lavoratori greci hanno dimostrato la loro combattività, tuttavia all’interno dei cortei era crescente la sfiducia nei confronti di queste azioni dimostrative, isolate fra di loro, che sembrano non sortire alcun effetto sulle politiche dei governi che si sono avvicendati in questi ultimi tre anni. Una valvola di sfogo, insomma, usata ad arte dai vertici sindacale per fare sbollire la rabbia della base.

Allo stesso tempo, il governo Samaras sta alzando la posta, e davanti a settori importanti che sono scesi in sciopero ad oltranza, come i portuali e i lavoratori del trasporto pubblico di Atene, ha imposto loro di tornare al lavoro. Anche la magistratura ha mostrato il suo vero volto di fedele servitore della borghesia, processando alcune settimane fa per direttissima 36 attivisti sindacali del che avevano occupato il ministero del lavoro.

Intanto la trojka non ha intenzione di fare alcuna concessione per alleviare la condizione disperata di un paese che vede ormai il tasso di disoccupazione arrivare al 27% (mentre 6 giovani su 10 sono senza lavoro).

Davanti a questi attacchi le parole del segretario generale di Ilias Iliopoulos, segretario generale di Adedy, “Siamo molto vicini ad una esplosione sociale” suonano molto retoriche. Come suonano poco credibili gli slogan che inneggiano al “rovesciamento” del governo da parte dei vertici sindacali nei comizi finali dei cortei di oggi, ripetuti dai leader della sinistra intervistati dai principali canali televisivi.

Non solo i settori di avanguardia della classe operaia, ma larghi settori della popolazione greca capiscono che quello che serve è una strategia da parte della direzione di Syriza volta all’organizzazione di uno sciopero generale ad oltranza che porti alla caduta del governo.

I vertici di Syriza preferiscono non impegnarsi su questa strada, appellandosi ad una presunta “autonomia” da tutelare alla lotta sindacale rispetto a quella politica.

Invece il compito principale di Syriza sarebbe quello di organizzare la lotta all’interno del sindacato per scalzare la burocrazia del Paske (la corrente legata storicamente al Pasok). È ora di portare il cambiamento politico che sta avvenendo in Grecia anche all’interno dei sindacati che, in ultima analisi, sono il principale punto di appoggio di cui gode il governo Samaras.

Epanastasi, la tendenza comunista di Syriza, avanza le seguenti proposte a tutto il movimento:

1) SYRIZA deve preparare in collaborazione con il Partito comunista e le categorie e le federazioni regionali sotto il loro controllo, uno sciopero generale ad oltranza fino al rovesciamento del governo.

2) Convocare un vero congresso di tutti i lavoratori con rappresentanti eletti di tutti i sindacati e luoghi di lavoro, che istituisca una confederazione unica nel settore privato e pubblico, discuta un bilancio delle lotte degli ultimi tre anni ed elegga una nuova leadership sindacale combattiva.

3) La preparazione di uno sciopero generale ad oltranza dovrebbe prevedere l'immediata istituzione di una cassa centrale di resistenza e un appello internazionalista che richieda la solidarietà dei sindacati e dei partiti del lavoro d'Europa e del mondo intero. Si dovrebbero inoltre ricostruire le assemblee popolari nei quartieri, creare comitati di lotta in tutti i luoghi di lavoro e nei quartieri e istituire una milizia di autodifesa operaia che protegga il movimento da provocazioni e violenze della polizia e delle bande fasciste.

Solo in questo modo si potrà arrivare alla nascita di un governo delle sinistre, che dovrebbe portare avanti un programma rivoluzionario, unico che possa difendere veramente gli interessi dei lavoratori e delle loro famiglie.

Roberto Sarti - FalceMartello

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