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Viva Palestina!

Viva Palestina!

(6 Maggio 2011) Enzo Apicella
Palestina, accordo tra Hamas e Fatah. Prevede la formazione di un governo tecnico in vista di elezioni entro un anno.

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(Imperialismo e guerra)

Il governo Santos parla di pace ma preferisce la guerra

(24 Febbraio 2013)

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Dopo la fine, lo scorso 20 gennaio, della tregua unilaterale di due mesi decretata e pienamente rispettata dalle FARC-EP per creare un ambiente propizio al processo di conversazioni in corso all’Avana tra la delegazione di Pace dell’organizzazione guerrigliera e la controparte governativa, il conflitto armato interno è entrato nuovamente in una spirale crescente.
Il governo colombiano, presieduto dal guerrafondaio “Jena” Santos, se da una parte siede al tavolo dei dialoghi, dall’altra dimostra, nelle dichiarazioni e nella pratica quotidiana, l’univoca volontà di intensificare la guerra.
Il fascista Santos ha rifiutato per l’ennesima volta con disprezzo la costruttiva proposta dell’insorgenza di un cessate il fuoco bilaterale, mantenendo la sua antipopolare ed assurda posizione di continuare l’offensiva militare, sospinto dalla sua illusoria motivazione di distruggere ed annichilire la guerriglia, accarezzando un chimerico trionfo militare che risiede solo nelle sue fantasie ed in quelle dei generali colombiani telediretti dal Pentagono.
La scellerata negazione, da parte del governo, di un cessate il fuoco e delle ostilità bilaterale, nega de facto lo spirito di collaborazione reciproca tra le parti belligeranti con cui era stato firmato l’Accordo generale dell’Avana, e sospinge all’indietro i progressi nelle conversazioni del tema agrario e della partecipazione popolare al processo. L’ottusità di Santos, che pensa di poter annientare rapidamente l’insorgenza e il cammino del popolo verso la pace con giustizia sociale, gli impedisce di riconoscere i progressi politici, organizzativi, tattici e strategici della resistenza.
I dialoghi in corso all’Avana per la soluzione politica al conflitto, anelata dal popolo colombiano ed instancabilmente ricercata dalle FARC-EP con proposte concrete, non possono prescindere da un ambiente di collaborazione mutua il cui architrave può essere rappresentato da un cessate il fuoco bilaterale, e non devono essere sede da strumentalizzare in funzione delle ambizioni politicanti di un’ipotetica rielezione presidenziale.
A quando un cessate il fuoco bilaterale che favorisca il processo di dialogo in corso all'Avana tra i rappresentanti delle FARC-EP e la delegazione del governo colombiano?
Il prossimo 9 aprile a Bogotà si vedrà il volto della vera Colombia, popolare e decisa a voler partecipare alla vita politica da cui è sempre stata esclusa dall'oligarchia colombiana, che nell'anniversario dell'assassinio di Jorge Eliécer Gaitán, si mobiliterà in una prova di forza a sostegno del dialogo con l'insorgenza e a favore della pace con giustizia sociale.
La differenza tra la “piazza della pace” del prossimo 9 aprile e quella della guerra di ieri, sarà davanti agli occhi di tutto il mondo, compresi quelli dei “distratti” commentatori anti-FARC nostrani, che sprecano inchiostro e danno aria alla bocca ripetendo come pappagalli la propaganda bellica del governo colombiano.

Associazione Nazionale Nuova Colombia

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