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Costa D'Avorio: test elettorale in vista delle presidenziali 2015

(24 Aprile 2013)

Bassa l'affluenza alle elezioni amministrative. Il Paese cerca di riprendersi da un decennio di stallo politico e di disordini civili dopo la strage post-elettorale del 2010.

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di Rita Plantera

Cape Town, 24 aprile 2013, Nena News -Banco di prova in vista delle presidenziali del 2015 nella Repubblica di Costa d'Avorio. Domenica scorsa, in un clima tutto sommato abbastanza tranquillo, si sono svolte le elezioni amministrative considerate - dopo gli scontri verificatisi durante la campagna elettorale - come un test di stabilità per il Paese maggior produttore di cacao al mondo. Circa 16 individui responsabili di atti di intimidazione verso gli elettori sarebbero stati arrestati nel distretto di Koumassi nel Sud della capitale de facto Abidjan. Mentre nel Nord, a Ferkessedougou, un seggio elettorale sarebbe stato distrutto.

Bassa l'affluenza alle urne, circa del 30% secondo il portavoce della Independent Electoral Commission, Inzaa Diomande. Considerata dall'attuale presidente Alassane Ouattara "importante in vista di una amministrazione decentrata del Paese" e dall'Onu il possibile avvio di una "vera democrazia", la tornata elettorale (la prima in più di un decennio,) è stata invece boicottata dal partito dell'ex presidente della Repubblica Laurent Gbagbo. L'Ivorian Popular Front (FPI) non ha infatti partecipato al voto, che ha definito una farsa, così come aveva fatto per le parlamentari della fine del 2011.

Si tratta delle prime elezioni prima di quelle presidenziali alle quali si presume che Ouattara si candiderà per ottenere il secondo mandato. I due partiti oggi al potere, l'Ouattara's Rally of Republicans (RDR) e il Democratic Party of Ivory Coast (PDCI), se hanno già la maggioranza assoluta all'Assemblea Nazionale, sono invece fortemente in contrapposizione tra loro in alcune aree e con formazioni più radicalmente indipendenti in altre.

Furono circa 3000 le vittime nel 2010 durante i disordini scoppiati dopo che l'ex presidente della Repubblica e leader dell'Ivorian Popular Front (FPI) Laurent Gbagbo - arrestato nell'aprile del 2011 e oggi sotto processo all'Aja per crimini contro l'umanità - si rifiutò di ammettere la sconfitta alle elezioni presidenziali. L'FPI, che nel frattempo non si è disciolto, chiede la riforma della commissione elettorale, l'amnistia per i responsabili della crisi del 2010-2011 e il rilascio dei suoi leader, tra cui lo stesso Gbagbo. Mentre questi è sotto accusa presso la Corte Penale Internazionale e i suoi più stretti alleati politici e militari vivono in esilio nei Paesi limitrofi dell'Africa Occidentale, la Costa D'Avorio sta cercando di riprendersi da un decennio di stallo politico e di disordini civili.

Nel Paese opera a partire dall'aprile del 2004 una missione di peacekeeping delle Nazioni Unite, l'UNOCI, con il mandato di facilitare la realizzazione del trattato di pace firmato dai partiti della Costa d'Avorio nel gennaio del 2003, dopo una guerra civile che ha spaccato il Paese in due. Secondo quanto riferito al Consiglio di Sicurezza dell'Onu la settimana scorsa dall'Assistente del Segretario Generale per le Operazioni di Peacekeeping, Edmond Mulet, nonostante i notevoli progressi compiuti dopo la fine della violenta crisi post-elettorale di due anni fa, la Costa d'Avorio deve ancora affrontare rischi rilevanti per la sua stabilità a lungo termine, tra cui la presenza di elementi armati, la criminalità transnazionale, il terrorismo e la pirateria: "Alcune delle principali minacce individuate riguardano le dinamiche politiche e le restanti profonde divisioni, la continua esistenza di reti di affiliati con l'ex regime volto a destabilizzare il governo e la presenza di mercenari, ex combattenti e altri elementi armati lungo il confine con la Liberia".

Nena News

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