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(24 Dicembre 2011) Enzo Apicella

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    La doppia realta’ della Marzotto

    Quella di chi comanda… e quella di chi lavora

    (23 Dicembre 2004)

    QUELLA DI CHI COMANDA…

    I PRIMI 9 MESI DEL 2004 per i dirigenti e gli azionisti della MARZOTTO sono stati densi di soddisfazione; utile netto del gruppo +30% (pari a 91 milioni di euro) e in particolare Valentino +15%, Hugo Boss +12%.
    In questi giorni la nuova proprietà aziendale ha deciso di spostare a MILANO la sede legale del Gruppo.

    ..E QUELLA DI CHI LAVORA..

    La messa in mobilità e i licenziamenti di migliaia di operai e di impiegati a Valdagno, Maglio, Schio, Piovene, Manerbio, la cessione del CED, hanno ridotto i costi “aziendali” e i posti di lavoro in Italia; all’estero in Lituania, in Cekia si sono aperti nuovi stabilimenti e aumentato il numero dei dipendenti (costano meno).
    Questa nuova organizzazione ha trasformato gli stabilimenti di Valdagno e Maglio non più casa madre ma a tutti gli effetti segmenti produttivi uguali agli altri stabilimenti.
    Per cui nessuna sicurezza per il futuro.
    Qualcuno ci dirà questa è l’economia…e noi siamo d’accordo: ma non per questo ci pieghiamo.

    Mentre chi comanda si divide imponenti dividenti per i dipendenti aumenti salariali aziendali non se ne sono visti, (il contratto aziendale, non si vede ma non sarà sufficiente) in cambio delle lavoratrici sono state spostate, in nome della flessibilità aziendale, a Schio; ci sono pochi soldi per le riparazioni e le manutenzioni, si usano i richiami individuali a raffica e in maniera discriminatoria; si usano in maniera massiccia le ferie dei lavoratori per rispondere alle esigenze di produttività.

    …MASSIMA FLESSIBILITA’ PER I LAVORATORI MASSIMO PROFITTO PER CHI COMANDA.

    La realtà produttiva vede i lavoratori essere diventati una variabile, un segmento produttivo intercambiabile, questo li rende più divisi e più deboli.
    Gli stessi stipendi, le stesse garanzie contrattuali sono diminuiti a causa degli ultimi contratti di lavoro firmati dai soliti sindacati concertativi.

    NOI lavoratori del sindacato di base vogliamo porre ai nostri colleghi lavoratori e ai cittadini un problema molto serio; è giusto o è discriminatorio e offensivo che ai dipendenti che con il loro lavoro hanno contribuito all’aumento degli utili non torni in tasca nemmeno un CENT? Ma al contrario ci aspettino disoccupazione e precarietà?

    Dicono che siamo sempre più poveri, come si può restare insensibili a queste ingiustizie economiche e sociali?

    NOI IL PROBLEMA LO PONIAMO PUBBLICAMENTE E ALTRETTANTO PUBBLICAMENTE AGIREMO. SALARIO - DIRITTI - DIGNITA’

    C.U.B. Marzotto SpA

    Fonte

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