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Contro la politica fallimentare di abbraccio governista con il Centro liberale e con la borghesia

Ordine del Giorno presentato al Comitato Politico Federale del Prc di Venezia, 05 maggio 2005

(6 Maggio 2005)

Il Comitato Politico Federale, considerata la grave perdita di consenso del Prc sia alle elezioni regionali (400 mila voti in meno rispetto alle elezioni europee) che al comune di Venezia (2000 voti in meno sia rispetto alle elezioni provinciali del 2004 che rispetto alle elezioni comunali del 2000), ritiene necessaria ed urgente una svolta rispetto alla politica fallimentare di abbraccio governista con il Centro liberale e con la borghesia. Una linea politica subalterna all’Ulivo e nell’Unione che invece di conquistare consensi tra i lavoratori e le masse popolari sta conquistando pezzettini di apparato socialdemocratico (Folena, Occhetto, ecc) in crisi di prospettiva.

A Venezia il Centro liberale dell’Ulivo si è diviso per linee verticali ed orizzontali investendo i due principali partiti della Federazione dell’Ulivo, Ds e Margherita, oltre che la CGIL.

La divisione si è consumata sul candidato sindaco non sui programmi, infatti il programma di sostegno alla candidatura di Casson è lo stesso di quello firmato da tutti i partiti dell’Unione. In seguito alla presentazione della candidatura di Cacciari, in contrapposizione alla candidatura di Casson, la Margherita e l’Udeur hanno ritirato la firma dal programma concordato e presentato un proprio programma. Va da sé che entrambi i programmi non rispondono alle esigenze dei lavoratori.

Cacciari ha ricevuto il sostegno di larga parte della borghesia della città, della borghesia turistico-alberghiera e degli artigiani; di ampia parte del Centro liberale, della Margherita e di diversi settori dei DS (la componente fassiniana che fa riferimento al deputato Michele Vianello e dal Correntone); di parte della CGIL.

Casson ha ricevuto il sostegno di alcuni manager aziendali tra cui V. Vanni presidente dell’ACTV, il cui Consiglio di Amministrazione all’inizio di quest’anno inviava 270 di multa ai lavoratori che avevano scioperato per il loro contratto nel dicembre 2003 e che per farsi sentire sono stati costretti a violare le norme antisciopero (L. 146/1990 e L. 83/2000); del sindaco uscente Costa (della Margherita) rispetto alla cui amministrazione la coalizione di Casson si poneva in continuità (un’amministrazione che si è caratterizzata per i processi di privatizzazione delle ex-municipalizzate, per i processi di esternalizzazione dei servizi dati in appalto ad aziende ed imprese cooperative, per il dilagare della precarizzazione tra i lavoratori comunali, per i lauti compensi pagati ai consulenti); di una parte dei fassiniani dei DS e di quel che rimaneva dei partiti dell’Unione; di parte della CGIL.

Lo scontro tra i candidati, seppur contraddittoriamente per il sostegno dato a Cacciari da ampi settori dei DS e della CGIL, ha avuto come conseguenza la lotta per l’egemonia nel Centro liberale dell’Ulivo tra la Margherita e i DS. Lo scontro si è risolto con la vittoria di Cacciari anche grazie ai voti ricevuti nel secondo turno elettorale da settori dell’elettorato di centrodestra. Dopo la sua elezione Cacciari ha iniziato le consultazioni per la formazione di una giunta di centrosinistra.

Tutto il Centro liberale dell’Ulivo (DS, Margherita, Sdi, Repubblicani europei) e ampia parte della sinistra critica, compresi i Verdi, hanno espresso la loro disponibilità a partecipare alla giunta Cacciari. Il gruppo dirigente di maggioranza del Prc pur evocando il passaggio all’opposizione partecipa con tutta l’Unione alla maggioranza nelle sei municipalità del comune di Venezia ed esprime anche la presidenza della municipalità di Marghera.

L’opposizione non può essere evocata, deve essere praticata rompendo con il Centro liberale dell’Ulivo a tutti i livelli a partire dalle municipalità.

L’opposizione per essere reale presuppone, oltre al recupero dell’indipendenza politica dal Centro liberale borghese, la costruzione e il radicamento del partito nei luoghi di lavoro e nei movimenti, a partire del coordinamento dei comunisti impegnati nella CGIL e nel sindacalismo di base (CUB, Cobas, ecc). Infatti solo stando coerentemente all’opposizione possiamo essere credibili rispetto alle stesse istanze poste dai movimenti, di cui auspichiamo la nascita e lo sviluppo, viceversa partecipando ai governi con propri assessori il partito sarà inevitabilmente invischiato nelle logiche e nelle compatibilità di governo contro quelle istanze che ritiene di rappresentare.

AMR Progetto comunista Venezia

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