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Usciamo di casa

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(28 Settembre 2012) Enzo Apicella
Sciopero generale del Pubblico Impiego

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(Lotte operaie nella crisi)

Facciamo pagare la crisi ai padroni: Sabato 6 giugno, ore 17, Piazzetta Coin, Mestre

(3 Giugno 2020)

Ritorniamo in piazza, per la giornata nazionale di iniziativa contro la Confindustria e il governo Conte indetta dal Patto di unità d’azione per un fronte unico di lotta anti-capitalista, nato su spinta del SI Cobas. Qui di seguito la lettera di invito di alcuni giorni fa, e le prime adesioni.

Care/i compagne/i e amici/amiche,

vi scriviamo per proporvi di ritornare insieme in piazza sabato 6 giugno a Mestre, alle ore 17, nella piazzetta dietro Coin, per una iniziativa che segni la fine della “quarantena sociale” (e dei movimenti di lotta) che ci è stata imposta dall’abbinata Governo/Regione.

Di temi da riportare in piazza ce ne sono fin troppi.

Anzitutto, e prima di tutto, la difesa della salute nel ritorno al lavoro e sui luoghi di lavoro, tutt’altro che garantita (e non solo nei confronti del Covid-19, basta pensare al recente “incidente” annunciato alla 3V Sigma a Marghera), sui territori (basta ricordare solo la vicenda Pfas, tuttora irrisolta, emblema di un’area piena di crimini ambientali), nelle Rsa.

In secondo luogo, davanti all’impatto di una crisi che si preannuncia devastante in termini di perdita di posti di lavoro e di estremizzazione della precarietà, la difesa dai licenziamenti, la difesa del potere d’acquisto dei salari e la rivendicazione della riduzione drastica e generalizzata dell’orario di lavoro a parità di salario e del salario garantito per i disoccupati.

E non è di scarsa importanza la questione della riapertura delle scuole e delle università contro il tentativo di stabilizzare la didattica on line, che è un pericoloso strumento di ulteriore atomizzazione della vita sociale, e colpisce in modo particolarmente duro gli studenti degli strati sociali più svantaggiati, i figli degli immigrati, e le donne che hanno sopportato il peso maggiore nella “fase 1” e sono costrette in molti casi a scegliere tra la cura dei figli e il lavoro.

Il disastro sanitario ed economico nel quale siamo stati precipitati non è frutto del caso; è il risultato scontato di uno sregolato saccheggio della natura e di un brutale taglio delle strutture sanitarie in nome della “austerità” (per le sole classi lavoratrici). Questo disastro in tutto e per tutto capitalistico non deve essere pagato dalle lavoratrici e dai lavoratori. Ed è per questo che siamo contro l’ingigantimento del debito di stato, che verrà accollato alle classi lavoratrici, per una patrimoniale che sia a esclusivo carico del 10% più ricco della popolazione che dispone di più del 40% della ricchezza nazionale, e per l’immediato abbattimento delle spese militari. Solo in questo modo si potrà mettere mano alle enormi emergenze sociali venute allo scoperto, senza ricominciare tutto come prima e più di prima con la dittatura del profitto su ogni ambito della vita sociale.

Si tratta, anche, di riaffermare con la ripresa della mobilitazione (già avvenuta in molti magazzini della logistica con il protagonismo dei lavoratori immigrati e all’llva di Genova) il diritto allo sciopero, alla manifestazione, all’organizzazione sui luoghi di lavoro – diritti tutt’altro che scontati in presenza di una Confindustria più aggressiva che mai e di una evidente stretta autoritaria e repressiva da parte del governo Conte.

Un governo Conte che non ha perso l’occasione di manifestare in questi giorni la sua piena condivisione al governo Netanyahu-Ganz impegnato ad espandere ulteriormente il territorio di Israele ai danni della popolazione palestinese, sempre più vessata a Gaza e in Cisgiordania, e a ottenere definitivamente lo status di capitale unica per Gerusalemme.

Mentre le destre si stanno mobilitando per catalizzare e deviare il malcontento di commercianti, artigiani, autonomi e settori di salariati in senso nazionalista, razzista e anti-operaio, è urgente che riprendiamo a mobilitarci lavorando per quel Patto di unità d’azione tra organismi del sindacalismo di base, movimenti di lotta nel sociale e organismi politici anti-capitalisti che si è stabilito nel mese di aprile in due assemblee telematiche molto partecipate, su iniziativa del SI Cobas.

Comitato permanente contro le guerre e il razzismo
Comitato di sostegno ai lavoratori Fincantieri (comitato.permanente@gmail.com)

Hanno aderito finora: CUB, Comunità palestinese del Veneto, PCL, Cuneo rosso, Fronte della gioventù comunista.

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