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(6 Novembre 2010) Enzo Apicella
Esplode la Eureco di Paderno Dugnano: sette operai feriti, quattro rischiano la vita. In Puglia tre morti sul lavoro nell'ultima settimana

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(Di lavoro si muore)

MORTI SUL LAVORO UNA STRAGE INARRESTABILE

(15 Giugno 2021)

Venerdì 18 giugno, presidio all'Assolombarda di Milano

una repubblica fondata sulla strage

Al lavoro peggio che in guerra. Basta lacrime ma lotta.
Ogni giorno, dal nord al sud, il bollettino di guerra riporta il numero dei morti e dei feriti operai massacrati per il profitto, fra l’indignazione e la rabbia di alcuni e l’indifferenza di molti. Confindustria, governo e istituzioni considerano normale che un certo numero di lavoratori ogni giorno muoia per il profitto: per loro si tratta solo di effetti collaterali dell’aumento dello sfruttamento.
Nell’ultimo decennio sono stati registrati più di 17.000 lavoratori morti sul luogo di lavoro.
Numeri impressionanti, drammatici; più morti sul lavoro che in una guerra.
Gli infortuni sul lavoro in Italia hanno fatto più morti fra i lavoratori che fra i soldati della coalizione occidentale della 2° guerra del Golfo. L’Eurispes ha calcolato che dall’aprile 2003 all’aprile 2007 i militari della coalizione occidentale imperialista che hanno perso la vita sono stati 3.520, mentre dal 2003 al 2006 in
Italia i morti sul lavoro sono stati ben 5.252.
Oggi alle vecchie nocività si sono aggiunte le nuove e i dati Inail sugli infortuni sul lavoro nell’anno della pandemia confermano anche l’impatto dell’emergenza Coronavirus sull’andamento infortunistico in Italia nel 2020. I casi mortali sono 1.270, 181 in più rispetto ai 1.089 del 2019 (+16,6%). L’intensificazione dello sfruttamento per il massimo profitto continua a uccidere.
Nel primo quadrimestre del 2021 i morti sul lavoro sono aumentati ancora, il 9,3% in più rispetto allo stesso periodo del 2020 (dati INAIL sottostimati perché non tengono conto dei lavoratori senza contratto, in nero). Alla strage di oltre 100 lavoratori al mese vanno aggiunte le decine di migliaia di morti per malattie professionali e ambientali (solo per amianto 6.000 ogni anno,16 ogni giorno, circa 2 ogni ora.
Più delle parole, i dati dimostrano che la condizione della classe operaia è andata peggiorando sempre più e che l’inferno i lavoratori lo stanno subendo nelle fabbriche, nei luoghi di lavoro e di vita. Il Piano Nazionale di Rilancio e Resilienza, che coi miliardi del Recovery Fund cerca di riprogettare la sopravvivenza di questo sistema economico in coma, prevede ancora meno spazio a diritti e sicurezza nei luoghi di lavoro.
I governi, di qualsiasi colore, e i sindacati filo padronali hanno permesso che il capitalismo disponesse a suo piacimento della forza-lavoro aumentando i propri profitti. Il risultato è che il lavoro è diventato sempre più precario, senza protezioni e sicurezza; sottoponendo a continuo ricatto la forza-lavoro è aumentato lo sfruttamento e il totale disprezzo per la salute dei lavoratori: il “lavoro” è così diventato fonte di disperazione,
di povertà, di feroce repressione contro chi lotta e di morte per migliaia di lavoratori.
CONTRO IL SISTEMA DI SFRUTTAMENTO CAPITALISTA CHE UCCIDE GLI ESSERI UMANI E LA NATURA, ESPRIMIAMO LA NOSTRA SOLIDARIETA’ A TUTTE LE VITTIME E ALLE LORO FAMIGLIE.
E’ ARRIVATO IL MOMENTO FAR SENTIRE LA NOSTRA RABBIA E LA NOSTRA ASSOLUTA INDIGNAZIONE CONTRO I PADRONI E IL SISTEMA CAPITALISTA RESPONSABILE DI QUESTI OMICIDI, COMPRESI I PROPRIETARI DELLE RSA (in Lombardia per l’80% in mano ai privati, con forte presenza di multinazionali associate in Confindustria), che hanno attuato una politica sanitaria criminale nei confronti degli anziani durante la pandemia da Covid-19, insieme a Regioni (Lombardia in testa) e Governo, provocando una ecatombe di anziani ricoverati. E, in quel che resta della sanità “pubblica” le cose non vanno meglio: sono le stesse leggi del profitto e della gestione aziendale che regolano il rapporto con il malato/malattia e le relazioni e condizioni lavorative.

Rivendichiamo
più controlli nei luoghi di lavoro,
la piena attuazione ovunque della normativa esistente (dlgs 81/2008) e separazione del giudizio sul carattere infortunistico di malattia o menomazione professionale dall'ente che indennizza, perché l’INAIL ha un conflitto di interesse;
promuoviamo assemblee e mobilitazioni nei luoghi di lavoro
per la difesa di salute e sicurezza, e per l'elezione di RLS indipendenti!


Venerdì 18 giugno 2021 dalle ore 10 alle 12 PRESIDIO
davanti all’Assolombarda a Milano ( v. Pantano MM3, Missori e fermata MM1 Duomo)

Assemblea lavorativi combattivi di Milano,
Comitato per la Difesa della Salute nei Luoghi di Lavoro e nel Territorio,
Medicina Democratica
Comitato Ambiente e Salute Teatro alla Scala

Fonte

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