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(Lotte operaie nella crisi)

LOTTE CONTRO IL CAROVITA NEL REGNO UNITO

(9 Ottobre 2022)

Dal n. 117 di "Alternativa di Classe"

alterclasse

Liz Truss è stata eletta alla guida del Partito Tory, e, di conseguenza, ha preso il posto di Boris Johnson alla guida del governo britannico. La Truss, ex Ministra degli esteri, durante la campagna elettorale ha promesso di aumentare le spese militari, tagliare le tasse ai ricchi ed aumentare le forniture energetiche, senza alcun cenno a come rispondere alla crisi del costo della vita. Per tenere fede ai programmi elettorali, si è poi affrettata ad auspicare, come Primo Ministro, un attacco nucleare della NATO contro la Russia, anche a prezzo di civili morti, pur di tenere vivi “gli ideali di libertà dell'Occidente”.
Gli imperialisti occidentali, guidati dall'ex premier britannico Boris Johnson, hanno già sabotato il tentativo di pace tra Ucraina e Russia. Secondo fonti di Ukrainska Pravda, vicine a Zelenskij, l'ex Primo Ministro del Regno Unito, B. Johnson, apparso nella capitale Kiev quasi senza preavviso, ha portato due semplici messaggi. Il primo è che Putin è un criminale di guerra, e dovrebbe essere messo sotto pressione, non negoziato. Il secondo è che, anche se l'Ucraina è pronta a firmare alcuni accordi sulle garanzie con Putin, loro (Regno Unito e Stati Uniti) non lo sono!
Tre giorni dopo la partenza di B.Johnson da Kiev per il ritorno in Gran Bretagna, V. Putin, costantemente accusato dall'Occidente di essere l'unico responsabile della assenza di trattative, ha affermato pubblicamente che i colloqui con l'Ucraina ”si erano trasformati in un vicolo cieco”.
Lo scorso mese di Giugno il Regno Unito ha azzerato le importazioni di petrolio, gas e carbone dalla Russia. Questo è quanto emerge dagli ultimi dati dell'Office For National Statistics, i quali mostrano che, per la prima volta da quando sono iniziate le registrazioni, nel Gennaio 1997, a Giugno non ci sono state importazioni di petrolio, gas e carbone dalla Russia. Si stima che si tratti di una diminuzione di 499 milioni di sterline, rispetto alla media mensile dei 12 mesi, fino al Febbraio 2022.
Prima della guerra in Ucraina, l'anno scorso, la Russia era il più grande fornitore di petrolio raffinato del Regno Unito, rappresentava il 24,1% di tutte le importazioni. La Russia forniva anche il 5,9% delle importazioni di petrolio greggio del Regno Unito e il 4,9% delle importazioni di gas. Di conseguenza, si è verificato un aumento record per le bollette energetiche. Diciotto mesi fa il costo medio delle bollette di una famiglia tipo si aggirava intorno a 950 sterline all'anno. Oggi, con l'esplosione della guerra in Ucraina, è pari a 1971 sterline. E il peggio deve ancora arrivare!...
Secondo Ofgem, l'autorità di regolamentazione del settore energetico, i prezzi delle bollette in autunno aumenteranno dell'80%, arrivando al record di 3549 sterline, nonostante il limite al prezzo dell'energia stabilito dal governo.
Nel solo mese di Luglio, 1800 aziende inglesi hanno dichiarato bancarotta. Sono partiti migliaia di licenziamenti. La forza-lavoro si è ridotta di circa 1 milione di persone. Nel settore agricolo ci sono 500mila posti di lavoro in meno. Nel 2021, per un improvviso calo della manodopera proveniente dall'estero, la frutta è rimasta a marcire sugli alberi e sul terreno. Inoltre, la mancanza di macellai e di lavoratori dei macelli ha fatto sì che circa 35mila maiali siano stati inceneriti.
Il Regno Unito entrerà in recessione economica nell'ultimo trimestre dell'anno. Secondo le previsioni della Banca d'Inghilterra, sarà probabilmente il più lungo periodo di contrazione dell'economia dalla grande crisi capitalistica globale del 2008 a oggi.
Le statistiche dicono che in Luglio l'inflazione ha superato il 10 % per la prima volta in 40 anni, il volume dei consumi è diminuto del 3,4 %, e nei tre mesi da Aprile a Giugno il prodotto interno lordo (pil) si è ristretto dello 0,1 %. L'indice che riflette la fiducia dei consumatori, ad Agosto, è calato a quota - 44, il livello più basso da mezzo secolo, ovvero da quando si è iniziato a calcolare questo termometro dell'umore popolare. A partire dall'autunno, la situazione peggiorerà ulteriormente.
Da mesi i ferrovieri e il personale della metropolitana di Londra sono in stato di agitazione, e il sindacato RMT (Rail Maritime And Transport Workers) ha promesso che continuerà con gli scioperi sino a quando non otterrà risultati. In questo periodo sono in lotta molte categorie, anche quelle storicamente non combattive, come ad esempio gli avvocati penalisti. Chiedono poi aumenti salariali i magazzinieri di Amazon, i postini, gli insegnanti, gli infermieri, i netturbini e gli autisti dei bus della capitale, Londra. I giornalisti inglesi lo definiscono come il più grande movimento di sciopero degli ultimi 20 anni.
Si è sviluppato in questi giorni anche un forte movimento per ridurre il prezzo delle bollette energetiche. Il movimento chiede una riduzione delle bollette e conta di riunire 1 milione di persone pronte ad impegnarsi a non pagare se il governo procederà ad un nuovo aumento dal 1° Ottobre. I lavoratori protestano, come è successo a Glasgow e a Napoli, perchè non possono pagare cifre che in alcuni casi sono triplicate. Metodi di lotta, quelli della “autoriduzione”, che rimandano alle grandi lotte nel Regno Unito e in Italia del secolo scorso.
Gli operai del porto di Felixstowe, nel Suffolk, il più grande del Regno Unito, hanno iniziato il 21 Agosto uno sciopero di 8 giorni. E' solo l'ultimo di una catena di scioperi, che ha attraversato i trasporti e vari settori da diverse settimane: un'ondata di proteste che verte sui salari, che i sindacati chiedono di adeguare ad un livello di inflazione da record, che si prevede possa arrivare al 13% in Ottobre: il livello più alto fra i Paesi del G7.
Ad incrociare le braccia ad Agosto sono stati 1900 fra operatori di gru, di macchinari e altri lavoratori portuali, che gestiscono una media di 4 milioni di container all'anno. E' il primo sciopero in questo scalo dal 1989. I docks di Felixstowe sono estremamente redditizi. Le cifre più recenti mostrano che nel 2020 hanno realizzato 61 milioni di sterline (circa 72 milioni di euro) di profitti.
La segretaria del sindacato UNITE, Sharon Graham, ha dichiarato: <Credo quindi che sia in grado di dare ai lavoratori di Felixstowe un giusto incremento di salario>>.
La controparte imprenditoriale ha detto di avere chiesto al sindacato di sospendere lo sciopero e di aprire un tavolo negoziale ”per trovare una soluzione”. I padroni hanno detto di avere offerto un aumento dell'8% per gli stipendi medi e del 10% per quelli più bassi.
Il carovita è diventato insopportabile per le tasche dei proletari. Il salario non basta più nemmeno al sostentamento. Pagare l'affitto o il mutuo, fare la spesa, cercare di non ammalarsi, ecco cosa resta a chi vive del proprio salario. Questo è lo scenario, che tutti i proletari hanno oggi davanti agli occhi.
La crisi economica capitalistica mondiale, che vede una sovrapproduzione di merci sul mercato globale, che impone guerra e aggressioni imperialiste, produce effetti devastanti per il Regno Unito. E'una crisi sempre meno gestibile dalla borghesia. I politici borghesi, a seconda dello schieramento, sono pronti a dare colpa di tutto ciò al malaffare e alla corruzione. Ma la colpa è del sistema capitalistico, che, quando è in crisi, per sopravvivere affama i lavoratori e stermina con la guerra intere popolazioni, pur di mantenere i profitti.
A questo attacco alle condizioni di lavoro e di vita dei proletari, i maggiori sindacati, non solo nel Regno Unito, purtroppo, hanno lasciato di fatto mano libera ai governi e ai padroni sulla perdita del potere d'acquisto dei salari. I lavoratori, se vogliono liberarsi da chi li sfrutta, devono organizzarsi in un vero sindacato di classe per la generalizzazione delle lotte, nella prospettiva del superamento del sistema capitalistico, ormai in grado di assicurare solo miseria e guerra permanente.

Alternativa di Classe

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