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    Dichiarazione finale della XXVIII Plenaria della CIPOML

    (9 Dicembre 2023)

    ancora cipoml

    La XXVIII Plenaria della CIPOML chiama la classe lavoratrice e i popoli all’unità e alla lotta contro la borghesia e l’imperialismo!

    La XXVIII Plenaria della CIPOML è stata convocata nelle condizioni dell’acuirsi dello scontro tra gli imperialisti, che si stanno unendo come blocchi rivali. Dopo quattro giorni di lavoro produttivo discutendo i problemi all’ordine del giorno della classe lavoratrice e dei nostri popoli, la Conferenza ha preso decisioni unanimi riguardo le soluzioni a tali problemi.

    La nostra Conferenza è determinata a condurre una lotta ideologica aperta e intransigente contro tutte le opinioni calunniose e ingannevoli che sono capaci di deviare l’unità e le lotte della classe lavoratrice e dei popoli lavoratori del mondo.

    ***

    Stiamo assistendo a sviluppi che non possono essere sottovalutati nella ridistribuzione economica del mondo in base ai cambiamenti di potere degli imperialisti. La Russia non ha tollerato l’apertura dell’Ucraina all’espansione degli Stati Uniti e dell’UE e la sua adesione alla NATO. Ha invaso questo paese.

    Attualmente è in corso una guerra imperialista in Ucraina, con gli Stati Uniti, la Gran Bretagna e i paesi europei e la loro organizzazione bellica NATO da una parte, e la Russia, supportata dalla Cina, dall’altra.

    Israele, con il pieno sostegno degli Stati Uniti, della Gran Bretagna, del Giappone, dell’Australia, del Canada e degli imperialisti europei, sta conducendo una guerra di aggressione contro il popolo palestinese, di cui occupa la terra, e sta commettendo un genocidio. L’aggressione del sionismo israeliano, sostenuto dalla stragrande maggioranza degli imperialisti, specialmente gli USA, sta influenzando l’intero mondo, comprese le relazioni tra gli imperialisti, ma sta anche facendo sollevare i popoli.

    Mentre gli imperialisti combattono in Siria e in Libia attraverso i loro intermediari, i conflitti locali in Africa e i successivi colpi di stato sono la prova che i conflitti imperialisti per la ridivisione del continente continuano. La Cina, ad esempio, sta ora competendo con gli imperialisti dominanti di questi continenti in Asia, Africa e America Latina. Con i suoi investimenti, prestiti e crediti, sta sfidando in particolare l’imperialismo americano.

    Finora, la risposta è stata l’escalation delle guerre commerciali seguite dalla revisione delle catene di approvvigionamento e delle rotte di trasporto, le barriere agli investimenti e al trasferimento di tecnologia.

    La tendenza degli imperialisti a sfidarsi a vicenda si manifesta nell’aumento delle spese per gli armamenti. Gli imperialisti, armati fino ai denti, stanno sperimentando nuove armi e accelerando la produzione di armi mentre esauriscono le loro vecchie scorte di armi in guerre come quella in Ucraina.

    Gli imperialisti non solo accelerano l’armamento e fanno enormi investimenti nei complessi militari industriali, ma sono anche impegnati nella militarizzazione della società capitalista estendendo il militarismo in ogni ambito. Queste conseguenze dirette del conflitto inter-imperialista hanno un impatto negativo sull’economia mondiale.

    Le spese per armamenti sulle spalle dei popoli, che dovrebbero stimolare la produzione, svolgono effettivamente un ruolo distruttivo nell’economia. La Germania e altri paesi, che hanno smesso di comprare gas dalla Russia, stanno cercando di riprendersi da due anni.

    A partire dall’anno scorso, il tasso di crescita del volume del commercio mondiale sta diminuendo. La frenata nei tassi di crescita si applica anche alla produzione industriale. Inoltre, due grandi banche americane e una grande banca svizzera sono recentemente fallite.

    Questi fatti sono sintomatici della decadenza generale del capitalismo. Indubbiamente, le contraddizioni e i conflitti tra gli imperialisti non sono l’unica ragione della frenata dello sviluppo dell’economia capitalista.

    Il sistema capitalista-imperialista basato sullo sfruttamento e il saccheggio produce costantemente crisi. Lo scopo della produzione capitalista è aumentare i profitti dei monopoli, e ciò è la radice di tutti i mali. Le contraddizioni e i conflitti sempre più acuti tra gli imperialisti, insieme alle crisi capitalistiche, un esempio delle quali è stata osservata nel 2021, approfondiscono la crisi generale del capitalismo.

    La crisi generale del capitalismo aggrava tutte le sue contraddizioni economiche, finanziarie, sociali, politiche… e i loro effetti. I problemi dell’economia mondiale, aggravati dalle contraddizioni che si inaspriscono tra gli imperialisti, così come lo sfruttamento e le imposizioni monopolistiche, rendono più difficili le condizioni di vita e di lavoro delle masse sfruttate.

    Le vecchie affermazioni della borghesia internazionale e degli ideologi del capitalismo che promettono pace e prosperità sono ormai cosa del passato. Il dominio del capitalismo, che sta facendo aumentare l’inflazione precipitando di nuovo in recessione, conferma che i problemi sociali sono insolubili all’interno di questo sistema.

    I salari reali stanno diminuendo, la povertà si sta generalizzando e diffondendo, anche nei paesi capitalisti avanzati. La classe operaia mondiale e i popoli oppressi sono sottoposti all’impoverimento causato dalla diminuzione dei salari, dai tagli ai servizi sociali e da nuovi aumenti delle tasse. Trovano sempre più difficile soddisfare le loro necessità di alimentazione, alloggio e riscaldamento.

    Conseguenza diretta dei mali del capitalismo e degli attacchi della borghesia contro i lavoratori e i popoli è la rinascita del movimento operaio a livello internazionale. Ora, il proletariato, anche nei paesi più sviluppati, sta prendendo posizione contro l’aggressione capitalistica diretta contro di esso. Il massivo movimento operaio e gli scioperi negli Stati Uniti, in Gran Bretagna e in Francia sono la prova che gli attacchi non rimangono senza risposta.

    Di fronte al crescente movimento proletario, la borghesia in molti paesi tende a gettare via la maschera “democratica” e a reintrodurre il fascismo. L’emanazione di nuove misure reazionarie si succede un giorno dopo l’altro e con ciò cresce la necessità di lottare contro il fascismo. La lotta contro il fascismo è parte integrante della lotta contro la borghesia e l’imperialismo.

    D’altra parte, nessuno degli imperialisti, intenzionati a ridividere il mondo, è amico del proletariato e dei popoli. Sono tutti sfruttatori e saccheggiatori. Sono interessati a confliggere l’uno con l’altro, a impossessarsi delle ricchezze dei popoli e ad espandere le loro sfere di dominio.

    Coloro che affermano di essere amici dei popoli e di venire in loro aiuto stanno solo mentendo. Le potenze imperialiste che si scontrano l’una con l’altra non hanno nulla di buono. L’ambizione imperialista di rispartire il mondo e saccheggiare i popoli prepara solo una nuova guerra imperialista.

    La CIPOML mette in guardia i popoli del mondo del pericolo di una terza guerra mondiale.

    La CIPOML chiama la classe operaia e i popoli oppressi del mondo a combattere contro tutti gli imperialisti che bramano le loro fonti di ricchezza.

    La CIPOML dichiara ancora una volta che sostiene tutti i popoli oppressi e le loro lotte di liberazione, in particolare i palestinesi, curdi, cubani e venezuelani.

    La nostra Conferenza chiama i proletari di tutti i paesi a unirsi e organizzarsi per combattere contro il capitalismo e rovesciare il dominio del capitale, senza riporre le proprie speranze in nessun partito borghese o imperialista.

    Messico, novembre 2023

    XXVIII Plenaria della Conferenza Internazionale di Partiti e Organizzazioni Marxisti-Leninisti – CIPOML

    1815