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(2 Gennaio 2012) Enzo Apicella

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Il “nuovo Contratto Integrativo Aziendale” di Risorse per Roma S.p.A.
Alcune buone ragioni per votare NO

(29 Gennaio 2024)

comunicatousi

I motivi per dire NO sono molti e li vogliamo riepilogare uno per uno, così come li abbiamo condivisi anche in questi ultimi giorni, faticosi ma appaganti, di battaglia sindacale al vostro fianco come sindacato USI 1912.

Cominciamo allora dal capitolo Salute e sicurezza sul quale più ci siamo spesi, arrivando l’estate scorsa a richiedere l’intervento della ASL per ripristinare le condizioni minime di agibilità all’Ufficio Condono: non c’è un solo impegno preciso all’art. 17 del “nuovo CIA” che vada nella direzione di risolvere concretamente le gravi problematiche che non ci stancheremo di denunciare (come la legge ci impone di fare, anche senza alcun CIA). RLS, RSPP e Azienda devono spiegare il silenzio e le inadempienze di questi anni, non fare nuove promesse che tutti sanno che non saranno mantenute. Per questo motivo il “nuovo CIA” non avrà il nostro voto.

Proseguiamo con il capitolo Sviluppo professionale: se c’è un aspetto sul quale il CIA doveva intervenire è proprio la definizione di criteri certi per l’accesso alle progressioni verticali e orizzontali, dalle quali la stragrande maggioranza dei lavoratori finora è stata esclusa. La precedente tornata di progressioni è stata caratterizzata da decisioni arbitrarie e poco trasparenti e il richiamo nel CIA a futuri confronti tra OO.SS. e Azienda non fa che confermare l’opacità della procedura adottata. Perché rinviare a successivi accordi un capitolo che doveva essere definito qui e ora?

Mancato adeguamento del superminimo: mentre l’inflazione galoppa in tutta Europa, i salari dei lavoratori di Risorse restano drammaticamente fermi… al 2007! Il momento di rivedere il superminimo era questo, soprattutto in chiave di riequilibrio delle disparità di trattamento economico che caratterizzano da sempre il personale di Risorse. Con l’insostenibile argomento di non voler “distribuire soldi a pioggia” si confermano quindi anche per gli anni a venire le diseguaglianze già esistenti tra le buste paga di lavoratori assegnati a volte anche a mansioni equivalenti. Se non in questo CIA, quando vogliamo affrontare la questione?

Il capitolo indennità è l’altra nota dolente del “nuovo CIA”, che esclude senza alcuna ragione circa il 98% dei lavoratori di Risorse per Roma. Bene l’indennità ai lavoratori e alle lavoratrici degli sportelli del IX Dipartimento, del Patrimonio e del Condono (che hanno dovuto aspettare 20 anni per un giusto riconoscimento delle difficili condizioni nelle quali si trovano a operare), ma è incomprensibile l’esclusione da questa misura di tutti gli altri lavoratori chiamati ad affrontare analoghe situazioni di rischio e di disagio. Possibile che si sia trovato il modo di inserire nel CIA solo le indennità per i direttori dei lavori? Quando Risorse farà i conti con il fatto che decine e decine di suoi lavoratori svolgono lavori usuranti, rischiosi, in ambienti malsani e senza le condizioni minime di sicurezza (e tra questi lavoratori ci sono ovviamente anche quelli della commessa presidi)? Anche per questo, non lo voteremo.

Passiamo al welfare: fine del debito-credito per tutti. L’Azienda ha le sue ragioni, ma si tratta di una misura adottata da molto tempo e sulla quale tanti lavoratori (e soprattutto lavoratrici) hanno contato in questi anni per bilanciare le esigenze di vita e tempo di lavoro. Per molte colleghe il meccanismo del debito-credito ha consentito il bilanciamento tra lavoro di cura e lavoro professionale e la sua abolizione richiedeva misure di compensazione adeguate e da condividere possibilmente con i lavoratori e le lavoratrici direttamente coinvolti. Questo coinvolgimento non c’è stato e l’abolizione del meccanismo del debito-credito è una sconfitta per sindacato e lavoratori.

Non ci piace neanche l’esclusione dallo smart working dei responsabili di unità (che certo non sono tra i lavoratori rappresentati dall’USI). Ma ci avete chiamato per dire cose che gli altri sindacati non hanno il coraggio di dire e allora diciamo che l’Azienda ha sufficienti strumenti per controllare e regolamentare i suoi rapporti con i titolari di incarichi di responsabilità (ad esempio la “declaratoria”) senza aver bisogno di inserire la misura nel CIA (che è pensato invece per inserire misure di miglior favore rispetto al CCNL, non per solleticare il malcontento dei lavoratori – spesso a ragione – insoddisfatti nei confronti dei propri superiori). Temiamo infatti che una volta accettato il principio che il CIA possa anche peggiorare le condizioni di qualcuno, i prossimi a essere penalizzati saranno di nuovo i soliti lavoratori di serie B serie C e via dicendo. Anche per questo invitiamo tutti – non solo i responsabili di unità – a votare NO.

Sullo smart working possiamo solo dire che è ormai la modalità ordinaria di svolgimento dell’attività lavorativa nelle aziende del terziario avanzato, a Risorse e non solo. Così dice la legge (L. 81/2017), così dicono le raccomandazioni dell’UE, così deve fare la PA e così vuole anche il mercato. Infilarlo nel CIA per persuadere i lavoratori a votare un documento altrimenti regressivo e penalizzante ci pare un escamotage indegno di una grande azienda, un grande sindacato e una grande città.

Per queste e altre ragioni (il capitolo sulla rappresentanza sindacale pone questo CIA in contrasto con la Costituzione, le ferie obbligatorie per i lavoratori della sede sono incomprensibili alla luce del futuro spostamento in un’altra sede, e tanti altri aspetti più o meno rilevanti) l’USI 1912 dice NO a questo contratto integrativo, dando indicazione di astenersi dal voto al fine di far mancare il quorum al referendum o in alternativa (qualora le condizioni ambientali non lo consentissero) di andare a votare NO.

Solo così potremo riportare l’Azienda al tavolo di negoziazione riaprendo la discussione sui temi di interesse dei lavoratori rimasti esclusi da questo CIA e da qualunque opportunità di crescita e sviluppo professionale trasparente e orizzontale. E solo così potremo davvero riaffermare i diritti che ci sono stati negati in tutti questi anni.

USI 1912 E RSA USI 1912C.T.&S. INTERNA

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