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La borsa o la vita

La borsa o la vita

(15 Giugno 2010) Enzo Apicella
Il ricatto della Fiat: "Sopravvivere da schiavi o morire di fame"

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Ancora ritardi per il Contratto nazionale Enti Locali.

Al danno segue la beffa!

(26 Marzo 2006)

Quando nel maggio di un anno fa, Cgil – Cisl - Uil sottoscrissero la preintesa sui contratti per la Pubblica Amministrazione, dimostrammo, dati alla mano, che gli aumenti del 5% non avrebbero coperto che una minima parte del potere di acquisto perduto dal 1992, con la soppressione della scala mobile.
I contratti sottoscritti in questi mesi hanno poi aggiunto altri danni a quelli economici, per esempio non affrontando la questione dei precari che oggi operano all'interno della PA senza alcuna prospettiva di stabilizzazione se non attraverso cooperative e ditte esternalizzate. In alcuni enti locali
le assunzioni, annunciate dalla Finanziaria di Berlusconi, sono solo una goccia nel mare della precarietà sempre più diffusa e incontrollata.
Gli aumenti sono irrisori e Cgil - Cisl - Uil nelle assemblee di queste settimane hanno fatto leva sulla “apparente mole” degli arretrati contrattuali (27 mesi...) per giustificare e coprire la perdita di potere di acquisto dei salari.

Oggi, purtroppo, dopo le voci che davano dilazionati gli aumenti, si apprende che il Comitato di Settore ha respinto il Contratto enti locali rinviando (dopo 27 mesi!!) ad una riunione a fine marzo la trattativa e chiedendo aumenti più contenuti.

Al danno segue quindi la beffa perché gli aumenti siglati nella preintesa dell’8/2 u.s. sono di gran lunga inferiori a quelli necessari per compensare l'aumento del costo della vita; immaginiamoci allora se dovessero risultare ancora meno!

Ancora una volta siamo di fronte all'arroganza di questo governo che attacca i diritti dei lavoratori!
I sindacati confederali dal canto loro continuano a mediare e promettono stati di agitazione che nei fatti si ridurranno solo a parole vuote ed inconcludenti.
In questi mesi di “pacifica vertenza” contrattuale ci siamo resi conto
che non bastano promesse di aumenti stipendiali irrisori e contratti privi di diritti per convincere il Governo a firmare e dare seguito ai contratti nazionali.

OCCORRE rilanciare l’iniziativa per una vera difesa del potere di acquisto con un nuovo meccanismo di rivalutazione automatica dei salari e per una strenua difesa dei diritti nella PA, a fianco dei precari e dei lavoratori/trici di ruolo, a tempo indeterminato.

OCCORRE riaprire la discussione nei luoghi di lavoro sui contratti e non portare avanti piattaforme senza avere consultato prima i lavoratori che oggi sono sempre meno protagonisti e che, invece, hanno il diritto di decidere in prima persona.

COBAS Pubblico Impiego
aderente alla Confederazione COBAS

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