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(24 Novembre 2011) Enzo Apicella

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Ancora bloccato il rinnovo del contratto Enti Locali

(25 Aprile 2006)

La Corte dei Conti ha di nuovo bloccato il rinnovo del Contratto delle Autonomie locali.

Cgil-Cisl-Uil e Ugl hanno chiesto all’Aran (al Governo) di sottoscrivere ugualmente la intesa.

Da quasi due anni e mezzo i dipendenti degli Enti locali attendono gli arretrati di un contratto scaduto nel dicembre 2003.

L’ipotesi di accordo del l’8/2/06 (biennio economico 2004\5) ha accordato ben pochi soldi a lavoratori e lavoratrici che sono i meno pagati di tutta la Pubblica Amministrazione e con forti disuguaglianze salariali tra i livelli.

Gli aumenti decisi porteranno una cifra lorda di 90 euro ”a regime” sul trattamento economico della categoria C1. Una cifra che al netto è assai più contenuta e soprattutto è assai inferiore a quella che sarebbe necessaria solo per recuperare il potere di acquisto perduto negli ultimi anni.

Se pensiamo all’aumento vertiginoso dei prezzi e di tutte le tariffe, i soldi promessi non compenseranno minimamente la perdita del potere di acquisto dei salari.

Ma quello che preoccupa è la bocciatura della Corte dei Conti per la quale anche aumenti di gran lunga inferiori al potere di acquisto risultano insostenibili per le finanze statali e soprattutto gettano una ipoteca negativa sul futuro.
E’ evidente che nei prossimi anni i contratti potrebbero subire ulteriori strettoie, con aumenti insufficienti a fronteggiare il caro vita.

Le decisioni della Corte dei Conti rispondono sempre agli interessi dei poteri economici forti (attraverso le scelte dei “patti di stabilità”, di riduzione del debito pubblico tagliando i servizi sociali, ecc.)
Se pensiamo che un uomo di fiducia della Banca Europea ed espressione dei poteri finanziari forti come Padoa Schioppa sta per essere scelto come ministro dell’Economia nel governo di centro sinistra, aumentano i motivi di preoccupazione per i lavoratori e le lavoratrici.

Chiedere al Governo, come fanno Cgil-Cisl-Uil , di sottoscrivere l’accordo saltando la Corte dei Conti, fa salvare la faccia ai sindacati confederali ma lascia ben intendere quali saranno i possibili scenari futuri.

Occorre mettere in campo un movimento di lavoratori che contrasti e batta le politiche suicide attuate in questi anni dai sindacati concertativi.
RESPINGIAMO AL MITTENTE UNA NUOVA STAGIONE DI SACRIFICI !

Organizzati con i COBAS!

COBAS Pubblico Impiego
aderente alla Confederazione COBAS

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