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Sasà Bentivegna, Partigiano

Sasà Bentivegna, Partigiano

(3 Aprile 2012) Enzo Apicella
E' morto ieri a Roma Rosario Bentivegna, che nel 1944 prese parte all’azione di via Rasella contro il Battaglione delle SS Bozen.

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(Ora e sempre Resistenza)

Il 25 aprile a Verona

dove la memoria lascia lo spazio al revisionismo

(27 Aprile 2006)

La capacità di discernere e di leggere il significato dei fatti viene meno quando l'imperativo diventa 'unifichiamo e pacifichiamo'. ( in veneto volemose ben)

Unire chi e far pace tra chi?

La destra lo ha chiaro e chi pensa a destra da sistra pure: unire fascisti e antifascisti in una rivisitazione della storia e del 25 aprile che pacifichi e neutralizzi quel residuo di memoria che ancora intende ricordare ed attualizzare resistenza e antifascismo.

Una pacificazione che riscriva il senso delle appartenenze e che trasformi in provocatori quelle persone che osano fischiare la pretestuosa e provocatoria presenza di una ex ministra di destra nel corteo del 25 aprile.

Un lento revisionismo che ci ha abituati a vedere assieme ai partigiani e alle partigiane esponenti di destra a tenere discorsi ufficiali improntati sulla pacificazione e sull'unità nella lotta al terrorismo.

Ci siamo abituati ad ascoltare queste provocazioni che vanno ben oltre ai più che legittimi fischi alla Moratti e via via abbiamo abbassato la guardia.

Quello che è successo a Verona ieri è specchio e conseguenza di tutto ciò.

La chimica , il Pink e quante e quanti hanno cercato di dare un valore attualizato al 25 aprile impedendo agli integralisti cattolici lega e destra di festeggiare un anti 25 Aprile all'insegna del secessionismo e della cultura xenofoba, razzista e omofoba sono passati per provocatori.

Sindaco e Prefetto di Verona hanno ribadito che la libertà non si tocca e quindi agli integralisti va garantita la piazza .

Pacificazione fatta!

Manganellate , insulti, cariche e deportazione in questura per i resistenti accompagnati da insulti e W s. marco.

Le campane della Torre dei Lamberti a festa.

Ruggiero, Zoccatelli, Bricolo, Amos Spiazzi, Tosato, Cavedini riprendono la piazza e la 'libertà' di legittimare le leggi razziali.

La messa è finita andate in Dux.

Roberto Aere

Fonte

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Commenti (1)

Destra silente

Questa è la destra di tutti i giorni a Verona; quando essa si muove si arriva a fatti come quelli di martedì 25, la cosidetta commemorazione della liberazione dal fascismo,( e quanti altri sopratutto da un anno a questa parte, ma non solo) ma tutti i giorni i cittadini democratici veronesi, ma anche gli italiani, devono fare i conti con la destra, la stessa destra che ha generato il fascismo politico poi esportato in tutta Europa. Sicuramente non serve che all'autore dell'articolo io dica quali sono le ragioni di tutto ciò, nè è nelle mie intenzioni con chiunque farlo, ma voglio che altri conoscano la realtà di una città leghista, innanzitutto, come azione politica, e fascista come status culturale. Una città dove la violenza viene vissuta marginalmente quando essa è eclatante (come martedì) e in modo eclatante e denunciante quando invece minima e proveniente dal ''loro'' nemico di classe: cioè noi!! Dove la corruzione nelle alte sfere impazza come se fossimo in una regione storicamente mafiosa, dove i grandi capitali si muovono a velocità, investiti e reinvestiti, con plusvalenze astronomiche, dove tutta la ''cultura'' è nelle mani di fondazioni e banche, dove il ''pubblico'' viene sistematicamente svuotato di ogni suo intrinseco valore e sua utilità, dove ogni diversità è odiata!! La città vergognosa dove l'omofobia è supportata dalla giunta comunale apertamente e dichiaratamente (le mozioni del 1995 non ancora rimosse), dove il capitale risparmiato dalla classe media ogni anno è lo stesso del canton ticino, dove un assessore alla cultura si perde nel sovvenzionare con soldi pubblici oscenità ideologiche usufruite da 200 persone, dove ai migranti viene chiesta una metratura di 45 metri quadrati di abitabilità a testa per avere rinnovo di permesso di lavoro e quindi di soggiorno, dove non esistono cinema d'essai, insomma dove tutto si permea di questo schifoso buonismo cattolico che poi porta inevitabilmente all'indifferenza e al fascismo. Dall'indifferenza nasce il fascismo, quella tenace, veramente veneta e veronese in particolare, che porta ad odiare tutto ciò che non è ''noi''. Una città ripetitiva e rutinante, logorroica nel suo silenzio su tutto, sul silenzio delle menti. Una città veramente nera e rancorosa. Astorica!! Per chi ci vive da comunista un incubo, per chi ama le balle scespiriane, un paradiso. Forse non ho detto niente di nuovo, ma mi andava di farlo...saluti comunisti!

(27 Aprile 2006)

Carlo Corbellari

carlo1548@interfree.it

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