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(29 Aprile 2010) Enzo Apicella

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Il 25 aprile a Verona

dove la memoria lascia lo spazio al revisionismo

(27 Aprile 2006)

La capacità di discernere e di leggere il significato dei fatti viene meno quando l'imperativo diventa 'unifichiamo e pacifichiamo'. ( in veneto volemose ben)

Unire chi e far pace tra chi?

La destra lo ha chiaro e chi pensa a destra da sistra pure: unire fascisti e antifascisti in una rivisitazione della storia e del 25 aprile che pacifichi e neutralizzi quel residuo di memoria che ancora intende ricordare ed attualizzare resistenza e antifascismo.

Una pacificazione che riscriva il senso delle appartenenze e che trasformi in provocatori quelle persone che osano fischiare la pretestuosa e provocatoria presenza di una ex ministra di destra nel corteo del 25 aprile.

Un lento revisionismo che ci ha abituati a vedere assieme ai partigiani e alle partigiane esponenti di destra a tenere discorsi ufficiali improntati sulla pacificazione e sull'unità nella lotta al terrorismo.

Ci siamo abituati ad ascoltare queste provocazioni che vanno ben oltre ai più che legittimi fischi alla Moratti e via via abbiamo abbassato la guardia.

Quello che è successo a Verona ieri è specchio e conseguenza di tutto ciò.

La chimica , il Pink e quante e quanti hanno cercato di dare un valore attualizato al 25 aprile impedendo agli integralisti cattolici lega e destra di festeggiare un anti 25 Aprile all'insegna del secessionismo e della cultura xenofoba, razzista e omofoba sono passati per provocatori.

Sindaco e Prefetto di Verona hanno ribadito che la libertà non si tocca e quindi agli integralisti va garantita la piazza .

Pacificazione fatta!

Manganellate , insulti, cariche e deportazione in questura per i resistenti accompagnati da insulti e W s. marco.

Le campane della Torre dei Lamberti a festa.

Ruggiero, Zoccatelli, Bricolo, Amos Spiazzi, Tosato, Cavedini riprendono la piazza e la 'libertà' di legittimare le leggi razziali.

La messa è finita andate in Dux.

Roberto Aere

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