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Nakba

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(15 Maggio 2012) Enzo Apicella
15 maggio del 1948: ha inizio l'espulsione del popolo palestinese dalla propria terra. Oggi i profughi palestinesi sono 4 milioni e mezzo

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(Palestina occupata)

I coloni israeliani non sono dei civili

Intervista a George Habbash

(14 Ottobre 2002)

Damasco, settembre - Un anno fa gli Stati Uniti venivano travolti dalle macerie delle Torri Gemelle. Due anni or sono iniziava la nuova Intifada palestinese.

Arabmonitor ha incontrato il fondatore e leader storico del Fronte Popolare di Liberazione della Palestina George Habbash, dirigente sicuramente tra i piu’ amati dai palestinesi ma anche tra i piu’ prestigiosi nel firmamento arabo, per chiacchierare di questi temi.

Cosa ha significato l`11 settembre per il mondo arabo ?

"Saro’ sincero: la maggioranza del nostro popolo e la maggioranza degli arabi erano contenti di quanto era successo negli Stati Uniti, per via della politica americana esercitata da queste parti, che non riscuote nessuna simpatia tra la popolazione. Personalmente, mi dispiace per quello che e’ accaduto.

Che colpa potevano avere le tremila persone morte?

La responsabilita’ era e rimane dell’azione politica americana nella nostra regione. E` stato subito chiaro a noi che gli Stati Uniti avrebbero fatto di tutto per sfruttare l’11 settembre per applicare i loro progetti all’intero pianeta. La nostra regione interessa gli americani in modo particolare a causa del petrolio, e questo petrolio, ora, vogliono porre sotto il proprio controllo al cento per cento".

Che ne pensa delle recenti dichiarazioni di Arafat e del suo partito Fatah che si sono detti contrari agli attacchi contro i civili israeliani ?

" Vorrei domandare ad Abou Ammar (Arafat) cosa sono i coloni in Cisgiordania e a Gaza ? Sono dei civili o sono equiparabili ai militari ? I coloni sono autorizzati dalle leggi israeliane a portare le armi. Vorrei che gli europei capissero che le colonie ebraiche sono dappertutto, in Cisgiordania e a Gaza. Dico dappertutto e sono proprio dappertutto".

Dopo l’assassinio del fratello del segretario generale del Fronte Popolare, a fine agosto, lei ha lanciato un appello affinche` la lotta di liberazione palestinese venisse intensificata. Ma a suo parere, questa battaglia va combattuta nei territori occupati dopo il 1967 o anche in quelli del 1948 ?

"Va combattuta a Gaza e in Cisgiordania, nei territori occupati da Israele nel 1967. Ma non dimentichiamo che i nostri nemici si trovano anche dentro i territori in cui e` creata Israele, e soprattutto non scordiamoci del nostro diritto al ritorno in Palestina, sancito dalle Nazioni Unite. Io sono nato a Lod (oggi area dell’aeroporto internazionale di Tel Aviv), avevamo la casa la’, ed e` stata occupata. Voglio poter tornare, e come me, tanti altri vogliono poter tornare nelle loro case, da dove furono brutalmente cacciati".

Quale sentimento prova quando sente parlare Yasser Arafat ?

“Disprezzo, e il novanta per cento dei palestinesi della diaspora prova lo stesso sentimento”.

Il Fronte Popolare e` sicuramente la formazione politica palestinese che ha pagato il prezzo piu’ alto in questa Intifada. Il segretario generale, che aveva preso il suo posto nel 2000, Abou Ali Mustafa, e` stato assassinato da Israele nell’agosto 2001. Il successore, Ahmad Saadat e` nella prigione palestinese di Gerico, sotto sorveglianza anglo-americana. Il vicesegretario del partito Abel Raheem Malouh e` agli arresti israeliani. Chi guida il partito ?

“La direzione collettiva”.

Ma lei ha un ruolo di primo piano in questa direzione.

“No. Sono solo un membro del Fronte. Certamente, un membro molto attivo”.

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