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Salvate la Sanità

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(28 Novembre 2012) Enzo Apicella
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Barelle al Cardarelli: La morte continua!

(8 Maggio 2007)

Ancora una volta un paziente precipita dalla barella su cui era depositato in X medicina d’urgenza e dopo 3 ore muore. E tutto questo accade in un ospedale dove questa questione è stata da noi denunciata e ripresa da centinaia di articoli giornalistici, trasmissioni televisive, un nostro sciopero della fame, una autodenuncia di 100 infermieri che segnalavano la mancanza di sicurezza solo pochi giorni fa. In un anno e mezzo che stiamo monitorando la situazione abbiano constatato e denunciato la morte di 3 pazienti avvenuta dopo una caduta di barella e decine di cadute fortunatamente risoltesi in maniera meno drammatica. E’ una situazione che definire scandalosa è poco.
Una persona malata collocata in barella è un crimine!
Su tale constatazione ormai non vi può essere alcun dubbio, noi Cobas lo denunciamo da tempo e lo ribadiamo ancora una volta, non si tratta di malasanità, non si tratta di semplice disorganizzazione, non si può accettare che nei confronti dei barellati vi sia una semplicistica umana pietà, non si può più accettare la demagogica affermazione che i malati di Napoli preferiscono le barelle, non siamo di fronte ad episodi di una cattiva o pessima assistenza sanitaria, qui ci troviamo di fronte ad una questione in cui viene lesa la dignità umana,
ci troviamo di fronte a persone malate che invece di ricevere assistenza vengono messe in pericolo di vita.
Ormai non ci troviamo più di fronte ad un’emergenza sanitaria, ma ad una vera e propria emergenza civile e giudiziaria, se le autorità preposte e responsabili dell’azienda e della Sanità Campana non sono in grado di affrontare la questione che diano le dimissioni e vadano via. Le inutili commissioni d’inchiesta interne non servono più, come pure le puerili giustificazioni dei nostri dirigenti, l’Assessorato alla Sanità deve prendere decisioni immediate, drastiche, coercitive.Si deve porre fine a questo massacro.
Si imponga in maniera autoritaria all’ospedale Cardarelli di non accettare più barelle.
Sulle barelle si rischia la vita, un servizio pubblico di assistenza sanitaria non può essere organizzato in maniera tale da mettere a rischio il bene supremo di una persona, la vita stessa, non ci possono essere scopi più alti e nobili da raggiungere.
Ogni giorno il Cardarelli ha tra gli 80 e 100 pazienti in barella, ogni giorno al Cardarelli 80 -100 pazienti rischiano la propria vita.
E’ GIUNTO IL MOMENTO DI DIRE BASTA A TUTTO CIO’

COBAS CARDARELLI

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