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Addio, porcellum

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(1 Ottobre 2011) Enzo Apicella
Oltre 1.200.000 firme per il referendum abrogativo della legge elettorale Calderoli del 2005, il cosidetto "porcellum"

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Appello per il proporzionale: l'Assemblea del 29 settembre 2005 a Roma

C’e’ una sinistra che dice sì al proporzionale - no al maggioritario

(1 Ottobre 2005)

In seguito alla larga adesione all’appello “La Sinistra per il Proporzionale”, si è riunita a Roma una prima assemblea con lo scopo di fare chiarezza circa lo scontro in atto tra il centrodestra e l’opposizione di centrosinistra sulla proposta di modifica delle legge elettorale.

L’assemblea, nel ribadire la propria convinzione che il sistema elettorale di tipo proporzionale è quello in grado di restituire agli elettori libertà di scelta e il diritto ad un’equa rappresentanza parlamentare non falsata dalle alchimie contabili, respinge con sdegno la proposta di riforma elettorale presentata dal centrodestra.
Al di là dei proclami proporzionalistici, la riforma del centrodestra mantiene infatti tutti i caratteri della camicia di forza bipolare:

1) viene riproposta la quota di sbarramento al 4% come nell’attuale legge elettorale per la quota proporzionale, con la differenza che la penalizzazione maggiore, nella misura del 4%, è limitata alle liste non coalizzate o appartenenti ad una coalizione che non superi il 10% dei voti;

2) viene istituito un premio di maggioranza indefinito, senza alcun tetto, al fine di garantire alla coalizione che abbia ottenuto il maggior numero di voti la maggioranza parlamentare, con l’ovvia conseguenza di alterare profondamente la ripartizione proporzionale a tutto vantaggio di chi potrebbe aver vinto anche per un solo voto e con qualsiasi percentuale di voto, in ipotesi anche inferiore al 30% (sotto il profilo degli effetti concreti, si realizza una sorta di maggioritario di coalizione, dove lo scontro non avviene più collegio per collegio, ma lo stesso, la vittoria finale è data dal voto in più);

3) è previsto il deposito del programma elettorale da parte di tutte le forze politiche coalizzate, con conseguente riduzione del ruolo del parlamentare a mero ruolo notabile di scelte già predefinite;

4) come l’attuale legge elettorale, l’elettore potrà esprimere soltanto il voto di lista, senza la possibilità di poter esprimere una preferenza verso i candidati;

5) infine, con l’indicazione del Premier, la sottrazione al Parlamento e al Presidente della Repubblica delle prerogative costituzionali vigenti in ordine ai modi di nomina del Capo del Governo (ma nella sostanza, ciò è già avvenuto con l’attuale legge elettorale. Alle precedenti elezioni, sul simbolo elettorale per la scheda maggioritaria vi erano chiari riferimenti ai nomi dei candidati Premier delle due coalizioni. In assenza di interventi atti ad impedire la costituzione di simili simboli elettorali, il Presidente della Repubblica e il Parlamento non hanno potuto fare altro che prenderne atto)

In questa siffatta proposta di riforma elettorale, l’assemblea del 29 settembre ha individuato il punto estremo di caduta istituzionale e di eversione democratica che l’attuale sistema maggioritario ha reso possibile, aprendo la strada ad un potere incondizionato della maggioranza.
Ma il tentativo del centrodestra di ritagliarsi una legge elettorale che gli garantisca di limitare i danni alle prossime elezioni e, al tempo stesso, di mantenere un quadro di forte incultura democratica maggioritaria, non può essere combattuto con un assurdo arroccamento in difesa dell’attuale legge elettorale maggioritaria, perché è sin troppo evidente che si tratterebbe non di una battaglia sui principi, ma della difesa di uno statu quo che dal 1994 ha negato la rappresenza politica e democratica a vasti settori politici e sociali; la difesa, soprattutto, di un modello che sta permeando e stravolgendo ogni forma di relazione sociale, sia che si voti sui posti di lavoro, per i governi locali o per il governo del Paese.
Per questo, è quanto mai urgente aprire una fase di mobilitazione e di proposta alternativa, ponendo all’ordine del giorno l’uscita da ogni logica maggioritaria e di semplificazione bipolare.

Per tanto, l’assemblea di Roma invita tutte le forze democratiche, progressiste e di sinistra ad impegnarsi da subito, nel Parlamento e nel Paese, per il definitivo superamento dell’attuale legge elettorale maggioritaria e a sostegno di una legge elettorale proporzionale in grado di restituire all'intera società, come ribadito in premessa, libertà di scelta ed equa rappresentanza in Parlamento.
Per discutere di questo ci si riconvoca in un'assemblea nazionale per la metà di ottobre.

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