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(20 Settembre 2009) Enzo Apicella

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Elezioni comunali 2008 a Pisa

La congiura del silenzio sulla base militare di Camp Derby

(14 Aprile 2008)

Molti di voi ricorderanno che solo pochi anni fa abbiamo manifestato contro la militarizzazione del territorio pisano e livornese bloccando le strade e le stazioni per denunciare il trasporto di armi americane, su gomma e su strada, armi destinate alle guerre Usa e Nato nel mondo.

Molti di quei manifestanti sono ancora oggi sotto processo e chi ha solidarizzato con loro anni fa oggi, che lo sdegno popolare contro la guerra e le missioni militari all’estero è ai minimi storici, se ne sta in silenzio!

Solo un anno fa siamo andati in Prefettura e in Consiglio Comunale per chiedere la ragione della presenza di Camp Darby e del comando Usa all’interno dei piani della protezione civile, come se una base di guerra fosse il luogo più ido- neo ad ospitare sfollati in caso di catastrofe.

Solo pochi mesi fa scrivemmo che gli allenamenti del Pisa calcio alla base militare di Camp Darby erano una mossa propagandistica perché di campi comunali dove giocare ce ne sono a sufficienza e poi non ci sembrava il caso che molti sindaci di sinistra partecipassero a tornei di calcio in un territorio di Guerra!

In questi mesi sono stati definiti i progetti di ampliamento del canale dei Navicelli per collegare i canali al Mare, un piano ambizioso che potrebbe, alla occorrenza , sposare le richieste degli usa che da anni chiedono la possibilità di col- legare camp darby al mare per il trasporto di armi. I cittadini pisani possono essere rassicurati che i lavori ai Navicelli non saranno utilizzati per il trasporto di armi e per fini militari??

Molti politici, alcuni oggi nel Partito Democratico, si sono espressi per lo smantellamento e la riconversione della base di camp darby, gli stessi politici oggi vogliono riconfermare l’impegno assunto? E per quanto riguarda invece l’Arcobaleno, qual è la ragione di tanto silenzio attorno alla militarizzazione dei territori?

Forse, il voto loro accordato a tutte le missioni di guerra degli ultimi due anni per non parlare dell’aumento delle spese militari del 24% hanno trasformato i pacifisti dell’arcobaleno in “paci-finti”.

Il risultato è che nessuno parla della smilitarizzazione dei territori e della riconversione degli stessi, tutti tac- ciono sui nuovi progetti di collaborazione tra ateneo pisano e industrie di armi, la questione guerra e la cemen- tificazione dei territori sono due facce della stessa politica , una politica che sempre avverseremo perché con- traria agli interessi di chi lavora (e non arriva in fondo al mese) e di chi subisce lo strapotere dei poteri forti immobiliari e commerciali, baronati industriali che a Pisa hanno scelto il candidato al centrosinistra in nome di affari e di una politica che rifiuta idee come riconversione, socialità e ripubblicizzazione dei beni comuni.

Coordinamento per l'Unità dei Comunisti - Pisa

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