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(5 Ottobre 2010) Enzo Apicella
Elezioni presidenziali 2010. Il Brasile si sposta a sinistra.

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Ecuador. Rafael Correa vince e si riconferma

Storica vittoria. Continua il processo di trasformazione

(28 Aprile 2009)

Il presidente Rafael Correa è riuscito ad ottenere una contundente vittoria nei comizi generali che si sono celebrati la scorsa domenica in Ecuador.
Con il 70,36 per cento dei voti scrutinati, Correa ed il suo Movimento Alleanza Paese (MAP) ottengono il 52 per cento dei suffragi, con un ampio vantaggio sul principale rivale, l'ex presidente Lucío Gutiérrez, che ottiene il 28 per cento di voti. Al terzo posto il magnate bananiero Álvaro Noboa con l'12 per cento di voti. Per Noboa si tratta della quarta sconfitta consecutiva.

La divulgazione dei primi risultati ha dato il via alle celebrazioni, già per altro iniziate ieri sera dopo la lettura dei primi exit-pools che davano l'attuale presidente ad oltre il 55 per cento. Questo risultato permette a Correa di riprendere il cammino delle riforme iniziate nel 2007, le quali hanno avuto il loro culmine con la riforma della Costituzione il 28 settembre 2008, approvata da oltre il 64 per cento della popolazione.
La nuova Costituzione prevedeva nuove elezioni alle quali Correa si è sottoposto uscendone vincitore.

Correa è il primo presidente ecuadoriano che vince al primo turno ed ha dedicato questa vittoria "ai più poveri ed ai più deboli. Siamo qui per loro, affinché la patria sia di tutti e di tutte, non li defrauderemo mai", ha detto pochi istanti dopo aver conosciuto i primi risultati ufficiali.
"Stiamo costruendo la storia del nostro paese. Tra il 1996 e il 2006 nessun presidente aveva portato a termine il suo mandato ed oggi stiamo vincendo al primo turno. Con questa vittoria -ha continuato Correa- continueremo la Rivoluzione Cittadina "per dare alle gente istruzione, sanità. Quelle cose che le hanno sempre negato. Questa popolazione che non cadrà mai più nella trappola dei bugiardi.

Questo trionfo è un chiaro sostegno al cambiamento epocale che sta avvenendo in tutta l'America Latina.
È un momento storico per gli ecuadoriani che vivono qui e per gli altri 3 milioni che sono emigrati e che si sono sparsi per tutto il pianeta. Con loro ho preso un impegno affinché un giorno possano tornare e trovare un paese che ha deciso di essere libero".
Durante i due anni del suo mandato, Correa ha dovuto affrontare una violenta campagna mediatica di disinformazione, la quale dava continuamente dati errati circa gli indici di disoccupazione.
Di fronte a ciò, il mandatario ha chiesto ai giornalisti ed alla popolazione presente di paragonare i dati della disoccupazione a marzo del 2009 con quelli esistenti durante la presidenza di Lucío Gutiérrez nel 2004. "Abbiamo dovuto lottare contro una serie di infamie, nell'incertezza, per vedere che cosa si sarebbe inventata la stampa ogni giorno pur di danneggiarci.
A me non piace parlare di cifre, ma c'è gente che inventa qualsiasi cosa...ed i dati dimostrano che abbiamo lavorato in modo straordinario e questo nonostante la violenta crisi economica che ha colpito tutto il mondo. Nonostante ciò continuano a dire che la colpa è del governo. Se ci fosse ancora un governo neoliberale, la disoccupazione sarebbe il doppio e toccherebbe almeno il 20 per cento", ha aggiunto il presidente.

Il presidente ecuadoriano si è anche impegnato a continuare a lavorare sulla stessa linea degli ultimi due anni, per continuare a generare posti di lavoro. Nonostante la dura opposizione al progetto politico della Rivoluzione Cittadina, "la popolazione non si è fatta trarre in inganno ed ha dimostrato il suo ampio sostegno dandoci una storica vittoria", ha aggiunto Correa riferendosi al fatto che è la prima volta che in Ecuador un candidato vince al primo turno.

(Parte del testo è tradotto da TeleSUR.net)
(Testo Giorgio Trucchi - Lista Informativa "Nicaragua y más" di Associazione Italia-Nicaragua
www.itanica.org )

CSPAL (Comitato di Solidarietà con i Popoli dell’America Latina)

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